Nazionale, Mancini nuovo ct: "Voglio riportare l'Italia dove merita"

In diretta da Coverciano la presentazione del nuovo commissario tecnico azzurro: ha firmatoi un contratto fino al 2020, da 2 milioni di euro a stagione.

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Il nuovo commissario tecnico della Nazionale si presenta, Roberto Mancini nel centro sportivo di Coverciano (alle 12) presenzia la prima conferenza stampa in questo suo ruolo di selezionatore azzurro. L'ex allenatore dello Zenit San Pietroburgo, dopo essersi liberato dal club russo, ieri a Roma ha firmato un contratto fino al 2020 con la Figc, per un ingaggio da 2 milioni di euro a stagione.

Subentra così a Luigi Di Biagio, traghettatore nel "post-apocalisse svedese" e il suo debutto è già stato fissato a lunedì 28 maggio, quando a San Gallo l'Italia di Mancini affronterà l'Arabia Saudita.

A seguire altri due impegni, i più affascinanti e "da Mondiali": prima con la Francia a Nizza il 1° giugno, poi - lunedì 4 - l'esordio in Italia (all'Allianz Stadium di Torino) contro un'altra esclusa di lusso dai prossimi campionati del Mondo in Russia, l'Olanda. Dopo le forzate vacanze estive per assistere da spettatori ai prossimi Mondiali, l'Italia di Mancini tornerà a giocarsi qualcosa il 7 settembre, contro la Polonia, nella prima gara della Nations League, la nuova competizione ideata dalla Uefa, che vede gli azzurri nel girone con i polacchi e il Portogallo di Cristiano Ronaldo.

Nazionale, Roberto Mancini nuovo ct

Ci sarà comunque tempo per pensarci e plasmare il nuovo gruppo azzurro, intanto il nuovo ct della Nazionale si presenta in conferenza stampa a Coverciano, subito dopo una breve introduzione da parte del commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini:

Dopo la mancata qualificazione in Russia, abbiamo capito che in questo Paese non c'è indifferenza, ma grande amore per la Nazionale. Per questo abbiamo avuto un impegno importante, quello di trovare il nuovo commissario tecnico. I criteri che abbiamo utilizzato nella ricerca si rispecchiano in Roberto Mancini. Come prima cosa chiedevamo una grande voglia, una grande spinta interiore nell'assumersi questo incarico.

Il commissario straordinario poi ha continuato:

Volevamo una persona di grande competenza tecnica. E inoltre abbiamo avuto un occhio anche all'impegno finanziario della federazione. Lui avrà un impegno gravoso, lo farà bene. Ha allenato grandi squadre, ha vinto trofei ovunque. È un grandissimo tecnico, con una voglia smisurata di sedere su questa panchina e lo dobbiamo ringraziare per il fatto di aver rinunciato al contratto, molto più lauto, con lo Zenit. Volevamo una persona di grande competenza e nessuno può pensare che non sia la scelta migliore.

Le prime parole del commissario tecnico azzurro

Subito dopo tocca direttamente a Roberto Mancini prendere parola e raccontare le sue prime impressioni:

Sono abbastanza emozionato. Diventare commissario tecnico della Nazionale non capita sempre. Sono felice e orgoglioso. Sono entrato la prima volta a Coverciano nel 1978, tornarci da allenatore è speciale. È stata la scelta giusta e anche semplice. Ringrazio tutti quelli che mi hanno voluto qui. Anche gli allenatori che durante la mia carriera mi hanno aiutato nella crescita. Penso sia il momento giusto per me, anche se si tratta di un periodo difficile e in cui ci sarà tanto lavoro da fare. Il mio rapporto con la Nazionale è durato tantissimo, ho lavorato con Bearzot, Vicini e Sacchi. Vorrei essere il ct che riporta l'Italia dove merita, in Europa e nel Mondo.

Girano con insistenza due nomi, quello di Mario Balotelli in campo e quello di Andrea Pirlo nello staff:

La cosa più bella è che qui non si deve fare il mercato, così non si parla di acquisti e cose del genere. L'Italia troverà sempre giocatori di qualità. Mario è un giocatore italiano, ci parlerò e probabilmente verrà chiamato. Vogliamo rivederlo al top, come agli Europei del 2012 con Prandelli. Ma ci sono tanti giocatori che possono esserci utili. Con Pirlo abbiamo parlato, avremo l'opportunità di farlo ancora con lui, vediamo cosa vorrà fare.

Poi le sue idee sulla frequenza di allenamenti:

La mancata qualificazione al Mondiale in Russia è stato un lutto e questo testimonia l'importanza che essa ha nel nostro Paese. Sono però cose che capitano, spesso si dà la colpa all'allenatore ma non trovo sia giusto. Per quanto riguarda i club, credo che debbano aiutare la Nazionale. Ma allo stesso tempo ci vuole anche rispetto per le loro esigenze: se un giocatore non è al 100%, magari è giusto che non venga chiamato. Se l'Italia ha vinto 4 Mondiali, vuol dire che può farlo anche se non si allena ogni giorno il gruppo. Con i giovani si dovrà avere pazienza ma non sono preoccupato. Riuscire a vincere qualcosa con l'Italia sarebbe unico, ovviamente non sarà affatto semplice ma nella vita niente lo è. Un commissario tecnico mette d'accordo tutti molto difficilmente, io spero di essere colui che riporterà l'Italia a un trionfo importante. Sarà questo quello che unirà più di ogni altra cosa.

Possibile modulo e giocatori da convocare

Per quanto riguarda il modulo, Mancini non ha ancora deciso:

Adesso è difficile dire come giocheremo, voglio conoscere meglio tutti i giocatori prima. Vederli e stare insieme mi darà modo di capire meglio. Il modulo e l'atteggiamento saranno decisi sulla base delle caratteristiche della rosa. Non chiedo stage, se avremo la possibilità di farne li faremo. I giocatori hanno impegni ogni 3 giorni, viaggiano in giro per l'Europa e il mondo. Questo va tenuto in considerazione. Buffon? Parleremo con lui, vedremo per la partita di Torino del 4 giugno (con l'Olanda, ndr).

Chi lo ha preceduto ha sempre avuto una importante influenza pure sulle selezioni giovanili. Sarà lo stesso anche con il ct di Jesi:

Io credo che il ct abbia l'obbligo di stare vicino alle squadre più giovani. Ognuna di queste squadre avrà il suo allenatore e non disturberò il loro lavoro. Poi è ovvio, seguiremo con molta attenzione l'Under 21. Le seconde squadre? Sono favorevole, a patto però che trovino più spazio gli italiani. 

L'obiettivo è riavvicinare l'Italia ai tifosi

Il nuovo commissario tecnico manda poi un messaggio ai tifosi italiani:

Sarà nostro compito riavvicinare la Nazionale ai tifosi, attraverso il gioco e i risultati: quando l'Italia fa divertire, la gente ti è più vicina. Dedizione e lavoro sono cose normali da chiedere, ma i giocatori sono seri. Tutti quelli che arrivano qui sono professionisti di livello e a loro chiedo di tirare fuori i sogni che hanno nel cuore. Quando uno da giovane vede in televisione l'Italia e fa il tifo, sogna di arrivare lì e vincere il Mondiale. Sono queste cose qui che ti devono spingere e motivare.

Mancini non preclude a nessuno un'eventuale convocazione, fermo restando però che l'idea sia quella di ringiovanire l'organico:

Ci sarà spazio per tutti coloro che faranno bene. Certamente conterà l'età, perché dovremo costruire per il futuro. Ma non esiste alcuna preclusione di sorta. Criscito? È ancora al 100% ed è bravo. De Rossi? Come Buffon ha dato tanto alla Nazionale. Parlerò e chiederò quali siano le sue intenzioni. I giocatori che saranno in condizione verranno chiamati. A prescindere dai nomi, cercheremo di avere il maggior numero di giocatori tecnici. L'importante sarà esprimere un buon calcio, perché chi ci riesce è fisiologicamente più pronto alla vittoria. Non sempre è possibile ma la strada deve essere quella.

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