Nazionale, come sarà l'Italia di Roberto Mancini

Parte il nuovo corso azzurro guidato dall'ex-tecnico di Inter, Manchester City e Zenit: l'obbiettivo è Euro 2020, il modulo dovrebbe essere il 4-2-3-1. In attacco si tenterà il rilancio di Balotelli.

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Adesso è ufficiale: Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico di una Nazionale che ha assoluto bisogno di rinascere dopo la mancata qualificazione ai Mondiali arrivata sotto la gestione di Gian Piero Ventura, uno smacco che ha sconvolto i milioni di appassionati ai colori azzurri, una delusione che potrà essere cancellata soltanto con una rinascita per cui la FIGC ha ritenuto che l'ex-tecnico - tra le altre - di Manchester City, Inter e Zenit San Pietroburgo fosse il candidato più indicato.

Naturalmente tutto non potrà dipendere soltanto da lui: il movimento appare da tempo in crisi, e l'Italia non sembra avere in questo momento molte certezze. Oltretutto sarà necessario operare un ricambio generazionale, ammainando bandiere che per raggiunti limiti di età non possono più essere utili alla causa e lanciando in azzurro giocatori che ancora devono dimostrare molto. È proprio in quest'ultimo frangente che le scelte di Mancini si riveleranno fondamentali, perché se è vero che la Nazionale non può più essere considerata una delle potenze calcistiche mondiali è altrettanto vero che quella vista negli ultimi mesi della gestione-Ventura è apparsa davvero troppo scadente per il potenziale a disposizione.

Ecco allora quali saranno gli uomini su cui il nuovo ct - che sarà presentato domani alle 12 a Coverciano - punterà per tentare di riportare in alto i colori azzurri: l'obbiettivo a medio-termine è Euro 2020, quello immediato ben figurare nella nuova UEFA Nations League che avrà inizio a settembre e che vedrà l'Italia vedersela con Polonia e Portogallo. Prima ancora arriveranno tre test in una settimana tra la fine di maggio e i primi di giugno: l'Arabia Saudita a San Gallo in Svizzera (28/5), la Francia a Nizza (1/6) e infine l'Olanda allo Stadium di Torino (4/6), occasioni queste in cui già si dovrebbe vedere la mano del nuovo commissario tecnico.

Nazionale, come sarà l'Italia di Roberto Mancini?

Prima di tutto il modulo tattico: nel corso della sua carriera Roberto Mancini ha vissuto numerose realtà diverse e si è sempre dimostrato un allenatore capace di adattare la sua squadra a quella rivale così come di schierare gli uomini in campo basandosi sulle loro caratteristiche migliori. Lo schema preferito è però sempre sembrato essere il 4-2-3-1, abbastanza camaleontico da poter essere cambiato a gara in corso e forse a oggi il più adatto per valorizzare quelli che sono gli uomini migliori.

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Donnarumma in porta, ma...

In porta sembra scontato che l'erede designato di Buffon sia un altro Gianluigi, Donnarumma: da "Gigi" a "Gigio" il cambiamento sarà brusco quanto necessario, ma le recenti incertezze mostrate dal portiere del Milan e l'ancor giovanissima età potrebbero lasciare spazio anche ad altri portieri assolutamente affidabili come Perin e Sirigu, che complice anche la classe e la longevità di Buffon non hanno mai avuto prima d'oggi vere e proprie chance di impressionare in azzurro.

Donnarumma e Buffon in NazionaleGetty Images
Dovrebbe essere Donnarumma l'erede designato di Buffon, ma non mancano alternative più esperte come Perin e Sirigu.

La difesa: si parte dalla certezze

La difesa è forse il reparto su cui Mancini potrà fare più affidamento, dato che al fianco della certezza rappresentata da Bonucci non mancano i giovani in rampa di lancio: come centrali il ct punterà sicuramente su Romagnoli, Rugani e Caldara, potrebbe prendere in considerazione la recente candidatura del brasiliano della Lazio Luiz Felipe e addirittura chiedere a Chiellini di restare al meno fino a Euro 2020, fungendo da chioccia a dei veri e propri talenti che hanno soltanto bisogno di prendere confidenza con la maglia azzurra.

Anche sulle fasce le alternative sono numerose: il De Sciglio rinato alla Juventus merita una chance, Zappacosta e soprattutto Darmian l'avranno sicuramente. Non bisogna dimenticare poi Spinazzola e soprattutto Domenico Criscito, con cui Mancini ha lavorato recentemente allo Zenit e che potrebbe rivedere l'azzurro dopo ben quattro anni. Anche Biraghi della Fiorentina sarà tenuto sotto osservazione.

Leonardo Bonucci durante Italia-AlbaniaGetty Images
Con gli addii all'azzurro di Buffon, Barzagli e probabilmente Chiellini toccherà a Bonucci guidare la difesa dell'Italia di Mancini.

Centrocampo: chiavi a Verratti

A centrocampo sarà fondamentale per la nuova Italia riuscire a mettere Marco Verratti nelle condizioni di poter rendere al meglio, cosa che in azzurro fino a oggi non è riuscita con continuità. Recuperarlo vorrebbe dire trovare il regista che manca dai tempi di Pirlo, con Jorginho che scalpita come eventuale alternativa. Faranno certamente parte del nuovo corso Gagliardini, Pellegrini e Cristante, centrocampisti abili in entrambe le fasi, così come Bonaventura e Barella, dotati però di caratteristiche più offensive.

Florenzi sarà una certezza, potendo garantire versatilità - può giocare come esterno alto e basso e come interno di centrocampo - e un rendimento sempre affidabile. Come con Chiellini, Mancini potrebbe chiedere in questo caso a De Rossi di restare almeno fino agli Europei, aggiungendo esperienza a un reparto fondamentale. Possibile ingresso nel giro azzurro anche di Mandragora, reduce da una stagione da protagonista a Crotone.

Marco Verratti a terra in maglia azzurraGetty Images
Con Mancini potremo finalmente assistere alla maturazione in azzurro di Marco Verratti? È quello in cui tutti, il nuovo ct in primis, sperano.

Attacco: torna Balotelli?

L'attacco infine è il reparto dove sarà necessario intervenire maggiormente: l'Italia di Ventura si è distinta per l'enorme fatica mostrata in fase di finalizzazione, un problema che nasceva da evidenti difficoltà di manovra e a cui i vari centravanti non sono riusciti a ovviare con colpi personali. Prima di tutto Mancini interverrà sulla costruzione della fase offensiva, tentando di valorizzare esterni di qualità come Bernardeschi e Insigne e puntando forte anche su Verdi del Bologna e Chiesa della Fiorentina: soprattutto quest'ultimo, nonostante la giovanissima età - avrà vent'anni a fine ottobre - sembra già essere una certezza.

Fluidità di manovra significherà anche maggiori occasioni per Ciro Immobile e Andrea Belotti, che fino ad oggi non sono mai stati capaci di replicare in Nazionale quanto fatto vedere a livello di club e che dovranno necessariamente compiere questo salto di qualità. Non è escluso che Mancini possa battere anche altre strade, dal possibile lancio del giovanissimo ma già convincente milanista Cutrone al vociferato rilancio in azzurro di Mario Balotelli, reduce da due stagioni più che positive al Nizza e da sempre pupillo del tecnico jesino. Potenzialmente Super Mario ha i numeri per guidare il nuovo corso dell'Italia, resta da vedere se Mancini si fiderà abbastanza da affidare a lui le chiavi dell'attacco: l'ipotesi, tuttavia, è tutt'altro che remota.

Roberto Mancini e Mario Balotelli ai tempi del Manchester CityGetty Images
Roberto Mancini non ha mai nascosto il suo debole per Mario Balotelli: insieme i due hanno vinto vinto la Premier League 2012, riportando il Manchester City sul tetto d'Inghilterra dopo ben 44 anni.

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