Germania, terremoto per Ozil e Gundogan: in posa con Erdogan

Foto, dediche, regali. La DFB la prende male, loro si difendono: "Impossibile rifiutare".

Erdogan ha invitato Ozil e Gundogan per fare propaganda. Scoppia lo scandalo in Germania Der Spiegel

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Critiche e immediata risposta alle stesse. In Germania è scoppiato uno scandalo: Ilkay Gündogan e Mesut Özil non stanno vivendo ore facili. Proprio nel giorno in cui il tecnico Low diramerà la lista dei preconvocati per i Mondiali in Russia i centrocampisti tedeschi di Manchester City e Arsenal vengono travolti dalle critiche per questioni extracalcistiche.

I due hanno infatti accettato un invito di Erdogan a Londra e hanno posato con lui per diverse foto, regalandogli anche le loro maglie di club. Addirittura l'ex centrocampista del Borussia Dortmund ha lasciato una dedica sulla sua divisa da gioco: 

Per il mio rispettato presidente.

Viste le tensioni politiche fra Germania e Turchia la scelta di Gundogan e Ozil non è piaciuta per niente. A nessuno. Nelle ultime ore è perfino partita una petizione con la quale si chiede l'esclusione dei due dai Mondiali, e anche la DFB è imbufalita.

Germania, Gundogan e Ozil incontrano Erdogan: pioggia di critiche

In Germania l'opinione pubblica non riesce a giustificare i due tedeschi, e il partito politico di Erdogan ha condiviso le foto sui social per fare propaganda. Il presidente della Federcalcio Grindel è stato piuttosto duro:

La DFB sostiene valori che il signor Erdogan non prende in considerazione. Per questo non è positivo che giocatori della nostra nazionale si facciano sfruttare per i suoi fini. Il lavoro di integrazione che da anni portiamo avanti non è di certo stato agevolato da Ozil e Gundogan.

Oliver Bierhoff,direttore tecnico della Germania, ha provato a spiegare che i due giocatori non fossero totalmente consapevoli del segnale che avrebbero dato all'esterno. Anche Gundogan, ha provato a giustificarsi:

Non volevamo trasmettere messaggi politici. Siamo calciatori non politici. Avremmo dovuto essere scortesi col presidente della nazione d'origine dei nostri genitori? Capisco le critiche, ma noi abbiamo scelto la strada della cortesia.

All'incontro doveva essere presente anche Emre Can, che però ha rifiutato l'invito del presidente turco proprio per evitare problemi e critiche. Calcio e politica, d'altronde, non riescono quasi mai ad andare d'accordo.

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