Serie A, Juventus campione d'Italia: la stagione di Massimiliano Allegri

Durante quest'anno il tecnico bianconero ha dovuto affrontare diverse problematiche, alla fine però ha vinto sempre lui.

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Voi fate pure il vostro gioco, lui poker servito. Massimiliano Allegri ha vinto ancora. Un altro Scudetto (il quinto in carriera) e un'altra Coppa Italia per il quarto anno di fila. Criticato, quest'anno perfino contestato da alcuni tifosi dopo la sconfitta della Juventus con il Napoli, ma alla fine ha vinto. In Serie A non ci sono allenatori più vincenti di lui e anche questo è significativo.

Gli manca la Champions League, gli manca con la Juventus, gli manca in carriera, ma ha dimostrato più volte di potercela fare. Quest'anno è uscito (non senza sfortuna) contro il Real Madrid, finalista per il terzo anno consecutivo. In casa bianconera in pochi hanno conquistato più scudetti: Lippi (5) e Trapattoni (6).

La stagione di Allegri è cominciata con la forza di un rinnovo che lo lega alla Juventus fino al 2020 e il cambio di panchina (da Spalletti a Di Francesco) della Roma, seconda classificata nell'ultimo campionato di Serie A. Confermarsi però è sempre difficile. Almeno di solito. Perché il suo campionato è cominciato subito in discesa.

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Juventus, la stagione di Massimiliano Allegri

Nelle prime sei giornate di Serie A la Juventus di Allegri ha collezionato sei vittorie: 18 punti su 18. Fondamentale una partenza sprint, perché anche il Napoli stava a 18 e l'Inter a 16. Eppure di solito le sue squadre non partono mai particolarmente bene. Proprio quell'inizio a razzo, oggi, si rivela fondamentale perché non ha mai permesso al Napoli di prendere il largo. La Juventus è sempre rimasta lì, ad aspettare il calo degli altri. Prima l'Inter, poi la squadra di Sarri. Allegri, come ogni anno, ha cercato di dare solidità alla squadra. Ha voluto darle certezze.

Con l'addio di Bonucci ha deciso di tornare alla difesa a 4, per questo in estate è stato preso Howedes dallo Schalke. Il tedesco doveva infatti essere in grado di giocare sia a destra che al centro. Un jolly difensivo che però i bianconeri non hanno mai avuto a disposizione visti gli infortuni. E quindi? Quindi Allegri ha spesso riproposto Cuadrado e Alex Sandro terzini. Una mossa che ha portato i suoi frutti anche nello scontro diretto con l'Inter: Cuadrado ha infatti propiziato il gol del 2-2 che ha tagliato le gambe ai nerazzurri. Niente male, nella partita più importante dell'anno.

Allegri celebratoAllegri celebrato
Allegri celebrato

Eppure Allegri ha dovuto affrontare diversi problemi. Da Dybala, capace di segnare 10 gol nelle prime 6 partite ma che nelle successive 19 gare l'ha buttata dentro solo 4 volte, all'eterno confronto a distanza con il Napoli, fino alle ambizioni dei bianconeri in Champions League. Proprio su Dybala il tecnico bianconero ha spiegato, in piena crisi, perché l'ex Palermo non possa fare il centravanti:

Paulo è uno da 15 gol a campionato. A volte può salire a 20, ma non può fare il centravanti in una grande squadra. Potrebbe esserlo in club in cui si trova a 50 metri dalla porta, con noi però è a 20. Il meglio lui infatti dà quando ha spazio per partire da più lontano

E con la sua solita tranquillità e ironia, Allegri ha anche gestito le voci di calciomercato, specie dopo che Dybala è stato visto a Madrid in un ristorante con Diego Pablo Simeone:

Spero che il Cholo gli abbia offerto la cena

Max Allegri è al quarto scudetto con la JuventusMax Allegri è al quarto scudetto con la Juventus
Max Allegri è al quarto scudetto con la Juventus

Più che sui singoli però l'attenzione di Allegri è sempre andata al campionato e agli avversari. Il 23 dicembre, battendo la Roma allo Stadium per 1-0, ha fatto fuori i giallorossi dalla corsa Scudetto. Ma la testa è sempre stata al Napoli, unico vero avversario stagionale. E fin dall'inizio Allegri sapeva che questa volta laurearsi campioni sarebbe stato più complicato:

Sapevamo che questa volta vincere il campionato sarebbe stato difficile. Il Napoli sta facendo grandissime cose.

Serenità è sempre stata la sua parola d'ordine, per questo nelle sue conferenze stampa spesso si lascia scappare anche qualche battuta. Bisogna scaricare le tensioni con il sorriso. A maggior ragione quando, come dopo il pareggio con il Crotone, la pressione sale:

Loro hanno un solo obiettivo, il campionato. Sono fuori da tutto. È un anno importantissimo, sanno bene che l’anno prossimo sarà difficile vincere. E questo è anche uno stimolo importante per noi

Quando poi è arrivata la sconfitta con il Napoli, dopo la quale per molti la favorita per il titolo era proprio la squadra di Sarri, ha continuato a predicare calma:

Bisogna essere bravi e avere la serenità perché abbiamo ancora un punto di vantaggio, bisogna fare qualcosa di straordinario. Noi sono quattro anni che giochiamo 57 partite ogni stagione. Gli altri vanno fuori da tutto a novembre e non gli si dice nulla

Fra la fine del girone d'andata e l'inizio di quello di ritorno la Juventus ha trovato la quadratura del cerchio dopo un inizio un po' stentato: dalla 15esima alla 27esima giornata ha vinto 5 volte per 1-0 (contro Napoli, Roma, Cagliari, Torino e Lazio). Dalla 14esima alla 29esima giornata ha preso solo il gol di Caceres in Verona-Juve. Ha mandato segnali di forza (e guadagnato punti) quando non c'era la Champions League, che ovviamente toglie energie fisiche e mentali. E proprio prima della sfida al Real Madrid di Zidane si è lasciato andare a uno sketch simpatico:

Col Real non giochiamo solo per partecipare, dobbiamo avere l’ambizione di batterli, sono i quarti di Champions e non puoi pretendere di giocare con la Canovese. Dico Canovese perché l’altra volta avevo detto il Colle Salvetti e mi ha chiamato subito il sindaco per lamentarsi

Paradossalmente Allegri le staffe le ha perse solo dopo la vittoria con l'Inter. In pratica dopo la partita che lui, persa la gara con il Napoli, ha individuato (azzeccandoci...) come la settimana decisiva per lo Scudetto. Lì, con la squadra di Sarri che doveva ancora giocare (e che avrebbe poi perso a Firenze permettendo ai bianconeri l'ultimo allungo), si è lasciato andare a uno sfogo:

Vincere non è mai facile, soprattutto quando si arriva a questa fase del campionato. In 21 partite ne abbiamo vinte 18, pareggiate 2 e perse 1. Fare meglio vorrebbe dire chiudere con 170 punti. Nel calcio non sono gli schemi a contare ma i campioni, altrimenti diciamo che Messi non vale 200 milioni, Ronaldo non ne vale 400 e Higuain non ne vale 100. Il male del nostro calcio sono proprio i troppi schemi, esaltiamo solo quelli senza curare le giocate dei singoli

Uno sfogo inusuale per lui che forse ha sentito la pressione in un campionato mai così equilibrato da quando è alla Juventus. Concetto espresso con durezza ma comunque condivisibile. Anche perché piacciano o no le sue idee, lui, da oggi, ha poker servito. Voi, se volete, fate il vostro gioco.

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