Premier League, Lennon: "Sono stato in un posto buio per molto tempo"

Il centrocampista del Burnley rompe il silenzio e torna sui mesi più complicati: "Avevo perso il sorriso perché non giocavo, sono grato a Sean Dyche".

Aaron Lennon, centrocampista del Burnley Getty Images

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I momenti bui sono alle spalle grazie al calcio, il primo, grande amore. Aaron Lennon, centrocampista rinato al Burnley dopo mesi complicati, vissuti lontano dal campo e lottando contro un avversario invisibile, ha raccontato sulle colonne del Mirror i mesi della rinascita partendo dal 30 aprile 2017: in quella data l'esterno offensivo era stato trovato mentre si aggirava in tuta da ginnastica e in stato confusionale nei dintorni di un'autostrada presso Salford.

Aaron Lennon in azione con il Burnley Getty Images
Premier League, Aaron Lennon in azione con il Burnley

Quel giorno le segnalazioni di chi aveva visto Lennon avevano spinto gli agenti intervenuti a chiedere un supporto medico per il calciatore classe 1987: dopo le visite di rito, gli era stata diagnosticata una forte forma di stress, causata nel corso di una carriera che l'ha visto protagonista anche con le maglie di Tottenham ed Everton. Risultato? Addio temporaneo al calcio e centinaia di messaggi di affetto e solidarietà recapitati a Lennon da tifosi e colleghi.

Erano seguiti due mesi di intensa terapia, fino al ritorno all'attività agonistica celebrato da Aaron Lennon con un annuncio su Twitter. Le porte della Premier League gli si erano riaperte grazie alla proposta del Burnley, dove ad accogliere l'esterno era stato Sean Dyche, coach abile nel lavorare sulle componenti fisiche e psicologiche dei suoi calciatori. Lennon ha risposto presente, contribuendo con 28 presenze e 4 assist alla cavalcata dei Clarets, settimi e qualificati alla prossima Europa League.

Accettare la proposta del Burnley è stata una delle migliori scelte della mia vita. Sono stato a lungo in un posto buio e ora mi sveglio di nuovo carico ogni giorno per allenarmi e divertirmi

Premier League, Lennon racconta: "Il buio è alle spalle, ora mi diverto di nuovo"

Da quell'11 febbraio 2017, data dell'ultima apparizione ufficiale di Lennon con la maglia dell'Everton al Riverside Stadium contro il Middlesbrough, ad oggi sono passati appena 15 mesi. Rileggendo le parole del calciatore cresciuto nel vivaio del Leeds, però, sembra di parlare di epoche profondamente diverse.

Non avevo perso l'amore per il calcio, ma per un lungo periodo non mi sentivo parte del gruppo all'Everton. Succede se ti alleni lungo la settimana e nel weekend non sei impiegato. Ecco la difficoltà

Nella carriera di Lennon, la porzione più significativa è stata vissuto con il Tottenham: con la maglia degli Spurs sono arrivate 26 reti in 226 partite, oltre alle 21 presenze con la Nazionale maggiore dell’Inghilterra. La stagione 2017/2018 l'ha visto però protagonista di un traguardo da raccontare ai nipotini: il settimo posto del Burnley, squadra che rappresenta una città di 87mila abitanti del Lancashire

Ho pensato che l'azione chiave per me fosse tornare a giocare a calcio e fare quello che amavo. Spiegarlo è difficile. In quest'ultimo anno è cambiato tutto. Sean Dyche mi aveva spiegato che il Burnley sarebbe stato l'ambiente più adatto per me. Ho creduto a quello che mi ha detto ed è andata così.

Il pubblico del Turf Moor, casa del Burnley, ha accolto al meglio Lennon. Che non ha però dimenticato la vicinanza dei calciatori, di Premier League e non, nei mesi più difficili, e riabilita la categoria dalle accuse di chi la vorrebbe interessata solo ai soldi: 

Quando un calciatore non gioca, non è felice. Si dicono tante cose circa l'egoismo dei calciatori. Il mondo del calcio è stato sempre buono con me, soprattutto nei momenti bui

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