Neville e quell'amichevole che cambiò la vita di Cristiano Ronaldo...

Decisivo il test estivo tra Sporting e United del 6 agosto 2003: CR7 umiliò i Red Devils e scattò la trattativa con il Manchester. Con Neville a mandare sms a Ferguson...

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Il talento c’era, c’è sempre stato. E quella faccia da ragazzino, con tanto di acne giovanile a segnarla, non poteva di certo nasconderlo. Al massimo camuffarlo in una promessa che “tanto poi si brucerà tra tanti dribbling e pochi passaggi ai compagni”. Però bastò un’amichevole, una sola amichevole: 90 minuti che folgorarono Gary Neville e Manchester tutta. La parte United, si intende. 

La storia del calcio si scrive anche così, con un “inutile" test estivo organizzato per inaugurare lo stadio Alvalade, l’impianto dello Sporting Lisbona. 

Lì, con la maglia bianca a strisce verdi orizzontali, con il 28 sulle spalle per sembrare uno qualunque, ci giocava un certo Cristiano Ronaldo. Uno che aveva 18 anni e già sognava di diventare il più forte calciatore al mondo. Il campo, quella sera, riuscì a legittimare quel desiderio, a non rendere folle un’idea del genere: CR7 (o CR28 all’epoca…) fece impazzire i Red Devils e innamorare soprattutto Gary Neville, che a causa di un infortunio non era convocato per l’amichevole e stava guardando la partita dal divano.

Neville e quell'amichevole che cambiò la vita di Cristiano Ronaldo...

Era il 6 agosto 2003: sono passati 15 anni e 5 Palloni d’Oro. “D’ora in poi dovrà essere nostro”, il pensiero unanime dei giocatori che lo avevano affrontato quella magica sera. “Dobbiamo farlo firmare, dobbiamo farlo firmare…”: un plebiscito, una supplica dello spogliatoio a Ferguson, che non si fece sfuggire l’occasione della vita. Sir Alex ha raccontato più volte di quelle richieste insistenti:

Mi fecero pressioni per farlo entrare nella nostra squadra, era uno dei giovani più entusiasmanti che avessero mai affrontato. Gary Neville mi scrisse per messaggio che dovevamo comprarlo a tutti i costi. Gli risposi “tranquillo, già fatto”. 

Qualche giorno dopo Cristiano Ronaldo era a Manchester per discutere gli ultimi dettagli del contratto. Circa 17 milioni il costo del suo cartellino, una trattativa accelerata per battere sul tempo la concorrenza di Real Madrid, Barcellona, Chelsea e soprattutto Arsenal.

L'incontro tra Sir Alex Ferguson e Jorge Mendes

Cristiano Ronaldo e Sir Alex FergusonGetty Images
Cristiano Ronaldo, 33 anni, e Sir Alex Ferguson, 76, durante un allenamento del Manchester United

L’amichevole finì 3-1 per i portoghesi. Per Cristiano Ronaldo due assist e un’infinità di dribbling, scatti, accelerazioni, doppi passi, elastici, giocate da funambolo. La resistenza dello Sporting cedette di fronte all’offerta dello United. Il più entusiasta fu Gary Neville, il primo ad aver cercato in tutti i modi di convincere il proprio club dell’occasione più unica che rara:

Lui doveva firmare! Non ero inserito nella lista per l’amichevole, ma mandai numerosi messaggi ai miei compagni e a Ferguson. Lui non lo avrebbe mai preso avendolo visto semplicemente in un test pre-stagionale, ma diciamo che le nostre reazioni hanno accelerato un po’ l’affare. Dopo la partita il nostro allenatore si incontrò con Jorge Mendes…

A John O’Shea, colui che aveva marcato Ronaldo durante l’amichevole, i messaggi di Gary non servivano affatto. Roy Keane e Rio Ferninand descrissero le condizioni del compagno nello spogliatoio:

John era spompato, sembrava avesse bisogno di una bombola d’ossigeno. All’intervallo disse al nostro medico che gli girava la testa, che non si sentiva troppo bene.

Una volta portato a termine l’acquisto, giustamente, lo stesso O’Shea ci scherzò su chiedendo a Ronaldo una commissione sul contratto: anche lui meritava di guadagnarci sopra…

L’inizio del sogno in Premier League:

Gary Neville e Cristiano RonaldoGetty Images
Gary Neville e Cristiano Ronaldo avversari durante la partita tra Inghilterra e Portogallo

Il Manchester aveva venduto Beckham al Real Madrid e stava cercando di rinforzare la squadra con un calciatore giovane e di qualità. Cristiano Ronaldo rappresentava il profilo perfetto del nuovo acquisto da cercare (e trovare) in giro per il mondo.

Cristiano Ronaldo, 10 giorni dopo quell’amichevole, si alzava dalla panchina, si toglieva la parte superiore della tuta e faceva il suo esordio in Premier League contro il Bolton. All’Old Trafford, quel giorno, “soltanto” 67mila tifosi. Il risultato? Come se nulla fosse, nella mezz'ora a disposizione, il ragazzino fece ballare anche la difesa dei Wanderers. E dire che una settimana prima aveva raggiunto l’Inghilterra senza riempire nemmeno la valigia: pensava di dover tornare in prestito allo Sporting almeno per un altro anno. Ferguson lo rassicurò: 

Non c’è problema, domani ti alleni qui, poi andrai a riprendere le tue cose in Portogallo! 

Cristiano Ronaldo eseguì gli ordini. Prese le sue cose e tornò in Inghilterra. Le sue cose divennero di tutti. Tutti quelli che amano il calcio. E che a 15 anni di distanza ringraziano ancora quell’amichevole…

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