NBA playoffs: aspettavamo tutti Rockets-Warriors e Celtics-Cavaliers

Le NBA Finals sono alle porte. LeBron James proverà a ritornarci fermando la corsa dei Celtics, Harden proverà lo stesso contro i campioni.

La sfida nella sfida Paul-Curry Getty Images

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Le finali di conference sono alle porte e, si sa, che quando i playoffs NBA arrivano a questo momento, la tensione si concentra nelle poche partite rimaste in calendario. Le semifinali non hanno regalato battaglie epiche e nessuna serie è andata oltre le cinque partite. Questo è un altro piccolo segnale d’allarme per la lega che ha sì un livello medio molto più alto e con tante buone squadre, ma il gap tra il ceto medio e i top team è tutto racchiuso nelle sole tre partite che tutte le franchigie perdenti sono riuscite a portare a casa in quattro serie.

Per risolvere questo “problema” ci penserà eventualmente Adam Silver che guarderà con enorme attenzione il mercato estivo, possibile accentratore di ulteriore talento in poche squadre rendendo forse la battaglia finale più aperta, ma il percorso per arrivarci tremendamente più facile. Noi abbiamo lo splendido compito invece di concentrarci sul basket giocato sin qui e soprattutto quello che si dovrà giocare da domenica sera in poi, quando in primetime italiano i Boston Celtics, apriranno il sipario sulle finali dando il benvenuto a LeBron James e i suoi Cavs.

Non importa con che testa di serie arrivi ai playoffs. Quando entro nel tuo palazzetto in gara uno sai che devi avere paura.

Queste le parole di LeBron James durante uno degli ultimi periodi difficili dei Cavs, che erano una vera e propria dichiarazione di guerra, prontamente confermata dai fatti, perché sinora solo i Pacers hanno avuto davvero la possibilità di eliminarlo. I Raptors non solo hanno avuto paura in gara uno, ma sono stati letteralmente ustionati anche in gara due, tanto da non riaprire più il palazzetto dopo il suo passaggio. Ora i Celtics di certo non saranno impauriti dal suo arrivo, viste le difficoltà che hanno dovuto superare, ma preoccupati e di sicuro sull’attenti sì, perché l’obiettivo a breve termine è provare a tenere il servizio nelle prime due partite.

Chris Paul e James HardenGetty Images

NBA al suo massimo: Warriors-Rockets con il basket ad alto ritmo

Abbiamo costruito questa squadra per battere i Warriors e ora siamo dove volevamo essere.

Queste sono state le parole di Morey nello spiegare il suo mercato, che in realtà era chiaro dall'inizio, ma ha messo in campo tutta quella voglia di competere e soprattutto di essere convinti di poter compiere un upset incredibile. È difficile pensare che questi Warriors al completo possano perdere una serie di sette partite, ma è anche vero che se c'è una singola squadra in grado di poterci pensare, questa è la truppa di D'Antoni che questa volta non dovrà necessariamente passare dalla Oracle Arena per agguantare la finale. Ciò che fa ben sperare i tifosi di Houston è stata la reazione di notevole maturità avuta contro i Jazz, quando andando nella terra dei mormoni 1-1 hanno cambiato faccia e imposto il loro ritmo vincendo due partite, ma soprattutto rincorrendo in una sola situazione sui 96 minuti dopo il primo canestro di gara tre. Un dominio che si è poi confermato in gara 5 nonostante la strenua resistenza dei Jazz.

Dall'altra parte i Warriors arrivano dopo una serie convincente contro i Pelicans che, loro pure, hanno lottato e dato battaglia sino alla fine con grande abnegazione. L'emblema della strapotenza di Curry e compagni è arrivata all'inizio di gara quattro quando è bastato un quarto da Warriors per mettere sostanzialmente una pietra sopra la serie. Vincere 4-1 nonostante le ottime prestazioni di Davis, Holiday, Rondo e anche di qualche panchinaro a rotazione, dice che ancora oggi finché il core di Kerr sarà questo, servirà qualcosa di vicino al miracolo per eliminarli.

Marcus Smart, uomo chiave della semifinaleGetty Images

I Celtics del pride contro LeBron

Siamo ancora qui. Pensavano in tanti che questa volta l'epopea da playoffs di LeBron si sarebbe fermata prima e invece dopo essere stato nell'inusuale ruolo di underdog contro i Raptors, ora si ritrova da favorito nonostante la testa di serie numero 4, il fattore campo a sfavore e dei Celtics che stanno scrivendo un romanzo non tanto criminale quanto emozionante. Le prestazioni di James raschiano il tetto dei migliori della storia, dopo un chilometraggio NBA che non dovrebbe permettere tale dominio. Dopo le difficoltà contro i Pacers, ha trovato risposte degne da Korver e da Love contro i Raptors, pescando poi anche un'inspiegabile connivenza dei canadesi. Ora contro dei Celtics sempre più rabberciati a livello di salute, sembra che la strada per la finale possa essere, ancora una volta, sua.

Se ci spostiamo in Massachussets è impossibile non amare questi Celtics, Brad Stevens, la scienza di basket Al Horford, Scary Terry Rozier e tutto un roster che senza i due migliori giocatori vuole le NBA Finals dopo un primo turno difficile e una semifinale controllata in tutti i momenti chiave dei match. Stevens ha vinto con la sua genialità almeno un paio di partite (vedi rimessa di gara 3), mentre Marcus Smart ha chiuso la serie con tre giocate consecutive in gara 5 da vero MVP sui due lati del campo.
James non vivrà di prepotenza come nella serie con i Raptors, sebbene sarà comunque il dominatore e se i Celtics dovessero trovare forze sufficienti per aggirare anche l'ostacolo LeBron, il presentarsi in finale non potrà essere un sacrificio designato, ma la festa del basket di squadra.

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