Legenden der Bundesliga, gli Irretrocedibil: l'orologio di Amburgo

La storia dell'orologio parte nel 2003, quella dell'Amburgo, più antico club in Germania, comincia molto, molto prima. L'unico a essere sempre stata in Bundesliga.

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Irretrocedibili. Già, l’Amburgo non è mai retrocesso. Fino a quest'anno, perché mai come ora è a un passo dal salutare la Bundesliga. Già ha rischiato più volte nelle ultime stagioni, ma alla fine è rimasto sempre lì in alto. Ora però i bonus sembrano davvero finiti. Nessun club è stato più presente dell'Amburgo nel massimo campionato tedesco. La Bundesliga è alla sua 55esima edizione, il Bayern ne ha disputate 53 (il club era in seconda divisione nelle prime due stagioni), il Brema 54. L’unico club ad esserci sempre stato è proprio l’Amburgo.

Per questo nel 2003 nello stadio è stato installato un orologio digitale che tiene il conto degli anni, dei mesi, dei giorni e perfino delle ore, dei minuti e dei secondi vissuti dalla squadra in Bundesliga. Come detto, negli ultimi anni l’Amburgo ha rischiato più volte la retrocessione: nel 2014 e nel 2015 si è salvato solo allo spareggio, nel 2016 ha chiuso a +5 sulla zona retrocessione e un anno fa a +1 sul terzultimo posto. 

Quest'anno la situazione è drammatica. A una giornata dal termine del campionato l'Amburgo è penultimo a 28 punti dietro al Wolfsburg terzultimo che ne ha 30. Per andare almeno allo spareggio i Rothosen devono vincere in casa contro il Borussia Moenchengladbach e sperare che i Lupi perdano alla Volkswagen-Arena contro il Colonia già retrocesso.  

Amburgo, la storia degli Irretrocedibili

Fondato il 29 settembre del 1887, l’Amburgo è il club più antico in Germania. Non solo, con quasi 2000 partite giocate e 55 partecipazioni su 55 al massimo campionato tedesco, sono i più presenti di sempre. Proprio per sottolineare la doppia longevità la mascotte della squadra è un dinosauro (chiamato Hermann in onore dello storico fisioterapista Hermann Rieger) che non a caso ha fatto la prima apparizione il 24 agosto 2003 saltando fuori da un gigantesco uovo prima di una partita col Bayern Monaco, i cui tifosi, abituati a primeggiare in tutto, invidiano particolarmente il record del club rivale.

Sfottò

Nel 2015 i tifosi delle altre squadre, convinti che l’Amburgo fosse spacciato, si scatenarono. Venne creato un evento ad hoc su Facebook: allo “smantellamento dell’orologio dell’Amburgo” avevano aderito quasi 80mila persone. Alla fine però dovettero rinunciare causa salvezza del club. Anche quest’anno le prese in giro non stanno mancando.

Sul web ha spopolato la foto di un gruppo WhatsApp in cui erano presenti fra gli altri Chuck Norris, Cristiano Ronaldo, Superman e Dio. Alla domanda “chi salva l’Amburgo?” abbandonavano tutti il gruppo. Visti gli scarsi successi dello Schalke, in molti negli ultimi anni hanno più volte proposto di smantellare l’orologio dell’Amburgo per installarlo a Gelsenkirchen per tenere il conto da quanti anni, mesi, giorni, la squadra di casa non vince il campionato.

E pensare che Joachim Hilke, direttore marketing del club, qualche anno fa ha perfino proposto di smantellare l’orologio e di sopprimere la mascotte:

Dobbiamo concentrarci sul futuro, non sul passato. L’orologio e il dinosauro distolgono l’attenzione dai nuovi simboli. La società deve trasmettere sia all’interno che all’esterno il fatto che si guardi al futuro, certi simboli invece ci incatenano al passato

L’orologio e la mascotte vennero salvati dalla protesta dei tifosi che in massa espressero immediatamente il proprio dissenso. L’ennesima stagione deludente ha fatto tornare il timore di doverlo smantellare causa fallimento sportivo, ma i tifosi più anziani, quelli storici, sono sempre rimasti tranquilli. Loro lo sanno: l’Amburgo per loro è irretrocedibile anche ora che è a un passo dal baratro. Ll’orologio per ora resta lì, a scandire il tempo. A breve però potrebbe fermarsi. 

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