Libri & Pallone - Duncan Edwards, il più grande

Grazie a 66th and 2nd arriva finalmente in Italia il libro sulla vita di "The Greatest", da molti considerato il miglior calciatore inglese di sempre e campione in un'epoca magica e tutta da scoprire.

Copertina di Duncan Edwards, il più grande 66th and 2nd

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La natura gli aveva dato in dono un fisico eccezionale, la vita una passione sfrenata per quel football che negli anni '40 e '50 era ormai da tempo lo sport preferito dagli inglesi e non solo e che non si era fermato neanche durante la guerra. Duncan Edwards era cresciuto mentre i bombardieri tedeschi sorvolavano le città della Gran Bretagna e si era innamorato del Manchester United grazie a una spettacolare finale di FA Cup che i Red Devils avevano vinto in rimonta: con quella maglia aveva giurato che sarebbe diventato un campione.

Mostrando le stimmate del predestinato fin da giovanissimo, si era imposto come migliore del quartiere, migliore della scuola, migliore della città al punto da venire convocato nella nazionale giovanile: numerose squadre si erano piombate su di lui, ma erano state tutte rispedite al mittente. Duncan voleva soltanto il Manchester United, lo squadrone che Matt Busby aveva creato dalle macerie che aveva lasciato la guerra e che mai era stato così grande: sarebbe diventato infine uno dei leader di quella squadra, uno dei "Busby Babes", un campione assoluto capace di dominare il pallone in ogni zona del campo e di vedersela alla pari con qualsiasi avversario. Nessuno avrebbe fermato Big Dunc, "The Greatest": nessuno a parte il destino...

"Duncan Edwards, il più grande" è un libro del 2013 scritto da James Leighton uscito finalmente in Italia grazie a 66th and 2nd, casa editrice nata a Roma nel 2008 e che tra i vari titoli già pubblicati vanta anche "Michael Jordan...la vita" di Roland Lazenby e "George Best, l'immortale" di Duncan Hamilton. A differenza dei due titoli citati questo riguarda un nome molto meno conosciuto, soprattutto alle nostre latitudini: eroe di un calcio dove da poco esistevano gli incontri internazionali, il nome di Duncan Edwards non è rinomato come senz'altro meriterebbe per colpa di un destino tragico, che fermò la sua favola proprio sul più bello.Una beffa a cui pone rimedio questa straordinaria opera, la vita di un campione che merita di essere conosciuta insieme all'atmosfera del calcio inglese di quel periodo, in bilico tra modernità e valori antichi che oggi sono irrimediabilmente perduti.

Duncan Edwards nel 1958Getty Images

Duncan Edwards, il campione che spezzò il cuore degli inglesi

"Duncan Edwards, il più grande" è infatti la storia vera di un giovane che sogna di sfondare nel mondo del calcio e che per farlo vi si dedica anima e corpo, ma è anche la storia di una squadra, il Manchester United, che oggi tutti riconosciamo come una delle più grandi al mondo ma che all'epoca sta ponendo le basi del mito. Lo sta facendo Sir Matt Busby, manager e soprattutto genio capace di prevedere il futuro e bravo nel lanciare una nidiata di giovanissimi campioni capace di dominare immediatamente il calcio inglese e che in pochi anni, c'è da scommetterci, detterà legge anche in Europa.

Di questi giovani fenomeni Duncan Edwards è senz'altro il più forte: abile con entrambi i piedi, capace di correre per tutta la partita in ogni zona del campo, insuperabile fisicamente, agisce da centrocampista ma è forse il primo vero e proprio calciatore moderno dal punto di vista tattico, capace di cambiare gli equilibri della propria squadra con un movimento e di spaccare le partite con i suoi lampi. Umile e modesto, astemio e amante della pesca, sarà adorato dal pubblico inglese che lo chiamerà per sempre "The Greatest", il più grande. E anche se il destino si metterà di traverso, non è azzardato dire che il grande Manchester United di oggi nasce in quegli anni proprio grazie a questo ragazzone amato da tutti.

Leggere "Duncan Edwards, il più grande" - splendidamente tradotto da Wu Ming 4 - è doveroso per ogni appassionato di calcio inglese: le quasi 300 pagine scorrono via con estrema facilità, immergendo il lettore nella vita di uno dei più grandi campioni che il calcio abbia mai conosciuto e che solo il destino poteva provare a relegare in un angolo, sbiadendone il ricordo con nomi forse più intriganti ma che in campo, a sentire le testimonianze di chi lo vide giocare, sarebbero forse persino spariti se confrontati a Big Dunc.

Un campione e uomo così straordinario merita assolutamente di essere conosciuto: i primi calci al pallone sotto le bombe, un destino che pare tracciato, l'affermazione in un calcio straordinariamente ricco di sfumature oggi impossibili da cogliere e un sogno, che svanì a Monaco di Baviera per uno scherzo del destino e che consegnò alla leggenda una grande squadra tra cui spiccava proprio lui. Duncan Edwards, il più grande.

Chiedetemi chi è stato il più grande calciatore che abbia mai visto. Chi è stato il più grande con cui abbia giocato. O il più grande contro cui abbia giocato. Un'unica risposta: Duncan Edwards. Non chiedetemi quanto grande sarebbe potuto diventare, va oltre la mia immaginazione. Cos'è più grande di un colosso? Pensateci. E poi ricordatevi che ho giocato non solo con Best e Law, ma anche con Bobby Moore. Che ho giocato contro Pelé. Loro erano davvero grandi, ma Duncan era il più grande.

(Sir Bobby Charlton)

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