Nuova Zelanda, la nazionale femminile guadagnerà come quella maschile

Dopo la Norvegia anche, la New Zealand Football ha annunciato un accordo che garantisce alla nazionale femminile stipendio e condizioni uguali a quelli dei colleghi uomini.

La nazionale femminile neozelandese Getty Images

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"Adesso siamo pari", gridano in Nuova Zelanda. L'argomento è il calcio, ma non c'entra il risultato sul campo. Questa volta il gol, inteso come obiettivo, è stato raggiunto nella parità di genere tra uomini e donne. Da oggi, infatti, le giocatrici della nazionale di calcio femminile neozelandese avranno gli stessi diritti dei colleghi maschi. Merito dell'accordo siglato tra la New Zealand Football (la federazione calcistica) e la New Zealand Professional Footballers’ Association (l'associazione dei calciatori).

Il movimento calcistico neozealandese è tra i primi nel mondo a garantire stipendio e condizioni uguali indipendentemente dal genere. Una decisione storica, che fa il pari con quella nel mondo del rugby: a inizio anno la federazione della Nuova Zelanda aveva annunciato che che alle 'Black Ferns' sarebbero stati offerti contratti da professioniste.

A ispirare tale presa di posizione è stata la Norvegia. Lo scorso anno l'associazione calcistica scandinava (NFF) è stata la prima ad assicurare uguaglianza di stipendi tra uomini e donne. Una sentenza divenuta effettiva a partire dal 2018, con i calciatori chiamati a contribuire economicamente alle retribuzioni della nazionale femminile, raddoppiando la paga per le calciatrici.

Nuova Zelanda, rivoluzione nel calcio: stessi stipendi per uomini e donne

Un accordo raggiunto e ostentato con orgoglio. In un mondo, come quello del calcio, in cui le differenze di genere sono all'ordine del giorno, la Nuova Zelanda decide di dire basta e voltare pagina. Lo fa con una sentenza storica, come sottolineato da Andy Martin, amministratore delegato della New Zealand Football:

Questo annuncio significa che da oggi ci impegniamo per garantire gli stessi diritti alle donne e agli uomini nel calcio, fornendo una crescita in tutti gli ambiti di questo sport. 

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Grazie a questa intesa le donne riceveranno gli stessi pagamenti per le partite, per i diritti d'immagine e per i premi durante i tornei internazionali. Non solo. Anche per quanto riguarda l'organizzazione dei viaggi avranno lo stesso trattamento degli uomini. Addio economy, benvenuta business class. Un modo per dimostrare la riconoscenza nei confronti delle calciatrici neozelandesi, come confermato dall'attaccante Sarah Gregorius:

È una stupenda linea tracciata sulla sabbia. Il genere non conta, quando indossi la maglia della nazionale della Nuova Zelanda meriti lo stesso rispetto, indipendentemente da chi sei.

Sarah Gregorius con la maglia della Nuova ZelandaGetty Images
Sarah Gregorius ha giocato con la nazionale neozelandese dal 2010 al 2016 collezionando 69 presenze

Una rivoluzione sì, ma solo a livello culturale. A livello economico gli introiti rimangono più che modesti, visto che anche i loro colleghi uomini (133esimi nella classifica mondiale secondo l'annual global sports salaries survey del 2017) guadagnano solo una piccola percentuale paragonata ai giocatori di altri paesi. Soprattutto rispetto alla Premier League inglese, che a livello di salari medi resta bel al di sopra di Liga, Serie A e Bundesliga.

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