Atletica, Italia tre volte sul podio ai Mondiali di marcia di Taicang

La marcia italiana vince il bronzo con Massimo Stano nella 20 km maschile e gli argenti a squadre nella 20 km maschile e femminile ai Mondiali di marcia di Taicang. In Italia brillano Marcel Jacobs e Elena Vallortigara ai Campionati di società.

Massimo Stano, Italia Getty

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La città cinese di Taicang è tornata ad ospitare dopo quattro anni il Campionato Mondiale di Marcia a squadre (la nuova denominazione della vecchia Coppa del Mondo). In gara erano presenti 386 atleti provenienti da 49 paesi a testimonianza dell’universalità di questa specialità diventata sempre più globale con paesi emergenti dell’Asia e del Sud America. 

L’Italia ha vinto la medaglia d’argento a squadre nella 20 km assoluta alle spalle delle padroni di casa della Cina, mentre il terzo posto è andato alla Spagna. Era dall’edizione italiana di Torino nel 2002 che l’Italia non saliva sul podio nella classifica a squadre femminile. Di quella formazione facevano parte Erica Alfridi, Rossella Giordano, Elisa Rigaudo, Gisella Orsini ed Elisabetta Perrone.

Eleonora Giorgi ha festeggiato il ritorno in azzurro con uno splendido quinto posto individuale che bissa lo stesso piazzamento dell’edizione disputata sempre a Taicang. La laureata in Economia all’Università Bocconi di Milano ha tagliato il traguardo come prima delle atlete europee in 1h28’31”. L’atleta nata a Cabiate ma milanese di adozione è tornata quest’anno a grandi livelli dopo due anni difficili a causa di infortuni vincendo le classiche gare internazionali di Lugano e Podebrady.

Eleonora Giorgi:

Sono contenta perché sono riuscita a confermarmi dopo un paio di stagioni difficili. Sono strafelice per la squadra perché per la prima volta saliamo tutte insieme su un podio mondiale. Significa che siamo fortissime. Si riparte da qui verso gli Europei di Berlino in Agosto

La milanese Valentina Trapletti è stata la seconda delle italiane in sedicesima posizione in 1h30’19” precedendo di una posizione la medaglia di bronzo iridata di Londra Antonella Palmisano, che ha lottato alla fine pur non essendo al meglio della condizione a causa di un attacco febbrile che l’aveva colpita nei giorni scorsi all’arrivo in Cina. Il bilancio italiano è stato completato dal trentatreesimo posto della ventiduenne Eleonora Dominici in 1h33’40” (al debutto in azzurro) e dal quarantaduesimo posto di Nicole Colombi in 1h34’33”.

Valentina Trapletti:

Ce l’ho messa tutta fino all’ultimo metro. Il personale davvero non me l’aspettavo. Non avevo un gran ricordo di questa gara, dopo oggi sarà sicuramente meraviglioso

Antonella Palmisano:

Ho dato tutto quello che avevo per la squadra. Di più stavolta non potevo. E’ una grande soddisfazione per tutte noi perché speravamo di salire sul podio. Ci abbiamo creduto e l’abbiamo realizzato insieme difendendo posizioni e punti utili fino al traguardo. Adesso mi metto al lavoro per l’estate con l’obiettivo mirato sugli Europei di Berlino

L’ex pugile messicana Maria Guadalupe Gonzales (vice campionessa olimpica e mondiale) ha conquistato il successo in un ottimo 1h26’38” precedendo le cinesi Qieyang Shenjie (1h27’06”), Yang Jiayu, campionessa mondiale a Londra (1h27’22”), e la medaglia di bronzo olimpica di Rio Erica De Sena del Brasile (1h28’11). In chiave europea Giorgi ha preceduto di nove secondi la giovane portacolori della Repubblica Ceca Anzhela Drahotova, atleta che agli Europei Under 20 di Rieti 2013 prese parte alla gara di marcia e ai 3000 siepi. 

Il team azzurro è salito due volte sul podio nella gara maschile grazie al sorprendente bronzo individuale del pugliese Massimo Stano in 1h21’33” e all’argento a squadre alle spalle del Giappone ma davanti ai padroni di casa della Cina. Hanno contribuito allo straordinario risultato azzurro il bel nono posto di Francesco Fortunato in 1h23’31” e il diciassettesimo posto di Giorgio Rubino in 1h24’03”. Koki Ikeda ha conquistato l’oro individuale in 1h21’13” precedendo il cinese Kaihua Wang di nove secondi. Stano è stato il primo europeo al traguardo in terza posizione. Davvero un risultato che lascia ben sperare in vista dei prossimi Europei di Berlino.

Massimo Stano:

Ci credevo ma non mi sembra vero. Ero l’unico europeo circondato da cinesi e giapponesi. Solo Asia, ma visto che ormai, è da un mese che sono da queste parti per un raduno, mi sono detto: “Sono forti, ma io con loro me la posso giocare. Dedico le medaglie a mia moglie Fatima Lofti. Ho iniziato con la marcia a 12 anni a Molfetta perché volevo scoprire i miei limiti. Non finirò mai di scoprirli. Ogni gara ha una storia a sé ma agli Europei di Berlino voglio far vedere di che pasta sono fatto

Bisogna risalire alla medaglia di bronzo nell’edizione di Naumburg 2004 per ritrovare l’ultima formazione azzurra capace di salire sul podio a squadre sui 20 km. L’Italia ha concluso il medagliere finale al quinto posto con due argenti e un bronzo e nella classifica a punti che tiene conto di tutti i piazzamenti tra i primi otto di ogni gara. La Cina ha dominato come da previsioni con dodici medaglie (6 ori, 4 argenti e 2 bronzi) davanti al Giappone (4 ori, 2 argenti e 2 bronzi). Il team italiano ha eguagliato il miglior bottino di tre medaglie già raggiunto in tre edizioni nel 1981, nel 1989 e nel 2002.

Il Giappone ha vinto la prima medaglia d’oro nella storia dei Mondiali di marcia a squadre grazie al bronzo olimpico di Rio de Janeiro 2016 e argento mondiale di Londra 2017 Hiroki Arai, che ha trionfato nella 50 km in 3h44’25” davanti ai connazionali Hayato Katsuki (3h44’31”) e Satushi Maruo (3h44’52”). Dopo un passaggio al 25 km in 1h52’29” Arai ha piazzato l’attacco decisivo al penultimo giro.

Il Paese del Sol Levante ha preceduto l’Ucraina e la Polonia nella classifica a squadre della 50 km che ha visto l’Italia concludere al settimo posto. Il migliore degli azzurri è stato il ventitreenne di Macerata Michele Antonelli, che ha tagliato il traguardo al quattordicesimo posto in 3h53’00” precedendo il sardo Andrea Agrusti, ventiduesimo con un miglioramento di un minuto rispetto al primato personale e il giovane Stefano Chiesa (allenato dal “guru” della marcia Pietro Pastorini), che ha portato a termine la prima gara su questa distanza al quarantesimo posto in 4h11’07”.

La rassegna di Taicang ha segnato un momento storico con il debutto della 50 km femminile in questa manifestazione dopo l’inserimento nel programma ufficiale avvenuto lo scorso anno ai Campionati del Mondo di Londra. La cinese Rui Liang ha dominato la gara stabilendo il record del mondo al debutto sulla distanza con il tempo di 4h04’36” migliorando di un minuto e mezzo il precedente primato della portoghese Ines Henriques realizzato lo scorso anno ai Mondiali di Londra. Liang è transitata al 10 km in 49’04”, al 20 km in 1h38’12” e al 25 km in 2h02’51”.

La Cina ha vinto anche l’argento con Hang Yin (4h09’09”); il bronzo è andato all’australiana Claire Tallent, la moglie del marciatore Jarret Tallent (record dell’Oceania con 4h09’33”). Henriques è stata costretta al ritiro al 29 km. La ventitreenne romana Mariavittoria Becchetti, prima italiana a gareggiare su questa distanza in una grande rassegna internazionale, ha festeggiato il debutto in azzurro con un ventiduesimo posto in 4h40’15”. La migliore delle europee è stata la spagnola Julia Takacs, ottava in 4h16’37”.

Zhang Yao ha guidato la Cina alla doppietta nella 10 km maschile under 20 con il successo in 40’07” precedendo di 5 secondi il connazionale Wang Zhaozhao, mentre il terzo posto è andato al rappresentante di Guatemala José Eduardo Ortiz (40’17”). La Cina ha dominato la classifica a squadre juniores precedendo il Giappone e l’Australia. Buona gara complessiva degli azzurrini che hanno migliorato tutti e tre il loro record personale contribuendo al settimo posto a squadre. Il migliore è stato il pugliese Nicolas Fanelli, che ha polverizzato il record personale di 3 minuti e 37 secondi tagliando il traguardo in 42’17”.

Il cremonese Riccardo Orsoni (allievo dell’ex campione della marcia azzurra Alessandro Gandellini) si è migliorato di 17 secondi concludendo la sua fatica al ventiquattresimo posto in 42’58”. Il livornese Davide Finocchietti (nato nel 2001) ha tagliato il traguardo in trentesima posizione migliorando il personale di 18 secondi in 43’39”. 

La messicana Alegna Gonzales ha vinto la 10 km juniores femminile stabilendo il record nord americano con 45'08" precedendo l’equadoregna Glenda Morejon (45’13”) e la giapponese Nanako Fuji (45’29”). L’azzurrina Valeria Disabato si è piazzata al ventiquattresimo posto in 51’10”. Cina, Equador e la sorprendente Turchia sono salite sul podio nella classifica a squadre under 20 femminile.

Crippa cancella il record italiano under 23 sui 5000 metri con 13’18”83 a Palo Alto

Non poteva iniziare meglio la stagione estiva per Yeman Crippa, sempre più proiettato verso il grande traguardo degli Europei di Berlino (7-12 Agosto). Il giovane talento trentino di origini etiopi, allenato dall’ex specialista dei 1500 metri degli anni 90 Massimo Pegoretti, ha demolito il record italiano under 23 sui 5000 metri correndo la distanza in 13’18”83 al meeting Payton Jordan Invitational di Palo Alto nell’Università di Stanford in California. Il risultato è straordinario se si considera che il vecchio record era detenuto dal campione mondiale dei 3000 siepi di Roma 1987 Francesco Panetta, che nell’ormai lontano 27 Luglio 1985 fermò il cronometro in 13’20”93 sulla leggendaria pista del Bislett Stadium di Oslo.

Crippa si è classificato quarto nella gara vinta dal campione europeo dei 1500 metri norvegese Henrik Ingebrigtsen in 13’16”97 con lo stesso tempo dello statunitense Riley Masters in un arrivo al photo-finish. Il canadese Justyn Knight si è classificato terzo in 13’18”74. Crippa ha preceduto il campione europeo dei 3000 siepi Mahiedine Mekhissi Benabbad, quinto in 13’20”93.

Crippa ha ottenuto il pass per gli Europei di Berlino e ha cancellato i record personali all’aperto (13’36”65 stabilito a Bellinzona nel 2016) e indoor (il 13’23”99 ottenuto nel British Indoor Grand Prix di Birmingham nel 2017 che è valso all’azzurro il record italiano assoluto indoor). Bisogna andare indietro di 21 anni per trovare un tempo così veloce realizzato da un mezzofondista italiano.

Precisamente dall’estate 1997 quando Gennaro Di Napoli corse la distanza in 13’18”94 al meeting di Stoccolma. Crippa diventa il secondo in Europa nel 2018 e il sesto italiano di sempre precedendo di 26 centesimi di secondo il campione europeo di maratona di Zurigo 2014 Daniele Meucci che fermò il cronometro in 13’19”00 nel 2012.

Il meeting californiano è stato illuminato dall’impresa del formidabile diciassettenne norvegese Jakob Ingebrigtsen, che ha conquistato il successo nei 1500 metri demolendo il record personale con 3’39”06. Il giovane fratello d’arte scandinavo ha messo in fila l’argento olimpico dei 5000 metri Paul Chelimo (secondo in 3’40”16) e l’oro olimpico dei 5000 metri Matthew Centrowitz (sesto in 3’40”74). Ingebrigtsen, campione europeo under 20 sui 3000 siepi e sui 5000 metri a Grosseto 2017, si inserisce in una lista ristretta di mezzofondisti come Jim Ryun e Allan Webb in grado di realizzare grandi prestazioni in giovane età.

Il meeting californiano dedicato al mezzofondo ha regalato ai mezzofondisti altri acuti. La cesenate Margherita Magnani ha polverizzato il record personale sui 5000 metri di cinque secondi con 15’25”44. La prestazione della romagnola si colloca al dodicesimo posto delle liste italiane di sempre. Lo scorso anno corse in 15’30” sulla stessa pista californiana. L’atleta allenata da Vittorio Di Saverio ha staccato il pass per i prossimi Europei di Berlino fissato a 15’30”00. La svedese di origini eritree Meraf Bahta si è imposta in 15’15”33. 

Il siciliano Osama Zoghlami ha stabilito il secondo miglior tempo della sua carriera sui 3000 siepi correndo in 8’31”14 nella gara vinta dal danese Ole Hesselbjerg in 8’30”82. Il campione europeo under 23 Yohanes Chiappinelli ha corso in 8’46”42 dopo una caduta sulla seconda barriera durante il penultimo giro. Sesto posto di Mohad Abdikhadar sui 1500 metri. Da sottolineare in chiave internazionale anche il successo di Shadrack Kipchirchir in 27’39”64 davanti a Soufiane Bouchikhi (27’41”19) sui 10000 metri.

Marcel Jacobs vola in 10”12 a Campi Bisenzio

Marcel Jacobs è stato il protagonista assoluto dell’inizio di stagione dell’atletica italiana. Nel giro di cinque giorni lo sprinter nato a El Paso da madre lombarda e padre texano ha scalato le graduatorie italiane all-time dei 100 metri correndo in 10”15 al meeting di Palmanova il 1 Maggio e in 10”12 a Campi Bisenzio il 5 maggio nell’ambito della fase regionale dei Campionati Italiani di società. Con quest’ultima prestazione l’atleta allenato dal campione del mondo indoor del salto triplo di Lisbona 2001 Paolo Camossi è diventato il quinto velocista di sempre in Italia a 11 centesimi di secondo dal record italiano del grande Pietro Mennea.

In questa stagione Jacobs ha deciso di tralasciare il salto in lungo dopo essere stato condizionato da problemi fisici nella scorsa stagione e di concentrarsi sulla velocità. Il giorno seguente Jacobs ha concesso il bis stabilendo il record personale sui 200 metri con 20”61, tempo con il quale ha migliorato il suo precedente record di 21”08. Secondo Paolo Camossi il suo allievo ha ancora molti margini di miglioramento considerando che la pista di Campi Bisenzio è morbida e non molto performante. Il 25 Aprile scorso Marcel aveva fermato il cronometro in 10”33 con forte vento contrario di -1.3 m/s. Jacobs ha dato la disponibilità per la staffetta 4x100 in vista degli Europei di Berlino.

Marcel Jacobs:

Sono felice per il doppio record personale ed è sempre importante migliorarsi. Devo però ammettere che non sono soddisfatto, perché non ho corso bene. A Campi Bisenzio sono partito meglio in confronto alla precedente gara, ma poi sono rimasto rigido e non sono riuscito ad essere sciolto spingendo con le cosce invece che con i piedi. Sto bene e finalmente posso dimostrare quello che valgo. Non vedevo l’ora. Siamo soltanto all’inizio di Maggio e devo ancora sbloccarmi. Nella scorsa stagione ho avuto un infortunio al bicipite femorale sinistro, che ha provocato un successivo problema al ginocchio e che mi ha tenuto fermo per mesi. Dal raduno fatto successivamente a Tenerife ho ricominciato bene lavorando nel modo e nei tempi giusti. Il salto in lungo è accantonato almeno per questa stagione. Non voglio rischiare. Meglio fare un passo alla volta, seguendo una preparazione mirata e metodi precisi, senza tirare la corda

Cresce l’attesa degli appassionati italiani per il primo confronto diretto stagionale tra Jacobs e Filippo Tortu sui 100 metri al meeting di Savona del prossimo 23 Maggio. Jacobs vinse il precedente duello con Tortu due anni fa sempre a Savona in 10”23. 

La mia rivalità con Pippo è solo sportiva. E’ un grande atleta e un bravo ragazzo. Abbiamo un ottimo rapporto ed è giusto che ci sia un confronto. Gli stimoli fanno bene

Jacobs ha dato vita ad un confronto a distanza con Davide Manenti, che è tornato ad esprimersi sui suoi migliori livelli vincendo i 200 metri in 20”58 sotto la pioggia davanti al campione italiano dei 100 metri Federico Cattaneo (autore del primato personale con 20”95) e a Diego Marani (20”95) sulla pista di Nembro. La campionessa italiana dei 100 metri e oro alle Universiadi sui 200 metri Irene Siragusa ha debuttato in questa stagione all’aperto vincendo i 100 metri in 11”48 e i 200 metri in 23”46 a Campi Bisenzio.

Elena Vallortigara continua la sua crescita superando il record personale di un centimetro superando 1.95m al primo tentativo sulla pista dello Stadio Chiggiato di Caorle nella sede veneta della fase regionale del Campionato Italiano di società. L’atleta veneta ha migliorato di 1 centimetro il recente record personale stabilito il 25 Aprile scorso a Siena dove ora vive e si allena sotto la guida di Stefano Giardi. Vallortigara sale al sesto posto delle liste italiane all-time e al primo posto delle liste mondiali del 2018 in questo inizio di stagione eguagliando la misura realizzata da Laverne Spencer. 

La medaglia di bronzo dei mondiali juniores di Moncton 2010 ha superato 1.85m e 1.88m al secondo tentativo, 1.90m alla prima prova, 1.93 alla terza e 1.95m alla prima. Il 1 Maggio scorso Vallortigara aveva superato la misura di 1.90m al meeting di Palmanova a testimonianza di un eccellente regolarità di rendimento. Il ritorno di Elena Vallortigara è una grande notizia per il salto in alto femminile perché potrebbe accendere una bella rivalità per la medaglia di bronzo dei mondiali indoor Alessia Trost. Senza dimenticare Desirée Rossit, che ha saltato 1.84m a Bergamo, dove attualmente si allena con i tecnici lombardi Pierangelo Maroni e Orlando Motta.

Elena Vallortigara:

La gara è stata lunghissima e sono rimasta in pedana più di tre ore, ma ho cercato di non farmi condizionare dalle variabili esterne. Credo di trovarmi in una dimensione diversa da quella che ho vissuto finora in carriera, ma sono tranquilla grazie alle difficoltà che ho avuto in passato

La campionessa europea under 23 e medaglia d’oro delle Universiadi dei 400 ostacoli Ayomide  Folorunso ha migliorato di sei decimi di secondo il record personale sui 400 metri con 52”25 realizzando il minimo per gli Europei di Berlino sulla pista di Modena, prestazione che si colloca al primo posto delle liste italiane stagionali davanti al 52”54 di Libania Grenot e al secondo posto delle liste nazionali under 23 di sempre alle spalle del 51”31 di Virna De Angeli realizzato nel 1997 a Bari.

Il giorno seguente Ayomide ha disputato il primo 400 ostacoli della sua stagione correndo in 56”70. Sempre a Modena il vice campione europeo under 20 della staffetta 4x100 di Grosseto 2017 Alexander Zlatan ha migliorato di 14 centesimi di secondo il record personale sui 100 metri con 10”32. Il vice campione europeo under 20 del salto triplo Andrea Dallavalle ha aperto la stagione all’aperto realizzando con 16.20m.

Il napoletano dell’Atletica Riccardi Milano Alessandro Sibilio (vice campione europeo under 20 dei 400 ostacoli e oro con la 4x400 a Grosseto 2017) ha polverizzato il record personale sui 400 metri correndo in 46”73 sulla pista di Nembro vicino a Bergamo diventando il settimo atleta di sempre a livello under 23. Sulla pista bergamasca il campione italiano Lorenzo Vergani ha vinto i 400 ostacoli in 50”13 aggiudicandosi il primo confronto stagionale con Mario Lambrughi (50”70).

Ottimo 76.83m di Roberto Bertolini nel giavellotto maschile Mattia Montini è entrato nella top ten under 20 di sempre sui 110 ostacoli con gli ostacoli da senior da 106 cm con 14”26 nella gara vinta da Ivan Mach Di Palmstein in 14”09. Sulla pista di Bergamo la quasi ventenne Linda Olivieri ha sfiorato il record personale sui 400 ostacoli con 57”35.

La campionessa europea indoor 2011 del salto triplo Simona La Mantia è tornata a gareggiare vincendo con 13.20m sulla pedana di casa di Palermo un anno dopo la nascita della figlia Martina. 

Mondo Duplantis migliora il record mondiale under 20 del salto con l’asta con 5.93m

Nuova impresa del giovane svedese Armand “Mondo” Duplantis, che ha migliorato il suo record mondiale nel salto con l’asta under 20 superando l’asticella alla misura di 5.93m al primo tentativo. Lo scorso mese aveva realizzato il precedente primato di 5.92m alle Texas Relay. Il figlio d’arte dell’ex astista Greg Duplantis gareggerà in Diamond League a Eugene e a Stoccolma.

Il ritorno di “Pocket Rocket” Shelly Ann Fraser Pryce

La due volte campionessa olimpica dei 100 metri Shelly Ann Fraser Pryce è tornata alle gare dopo la pausa per maternità in una gara sulla pista di Kingston dove ha vinto i 100 metri in 11”52. “The Pocket Rocket” non gareggiava dalla finale olimpica di Rio de Janeiro dove vinse la medaglia di bronzo.

Galen Rupp vince la maratona di Praga

Lo statunitense Galen Rupp ha vinto la maratona di Praga in un ottimo 2h06’07” solo venti giorni dopo il ritiro per problemi respiratori alla maratona di Boston. Rupp ha stabilito il record personale e la terza migliore prestazione statunitense all-time dopo Ryan Hall (2h04’58”) e Khalid Khannouchi (2h05’38”). Il bronzo olimpico di Rio 2016 aveva un personale di 2h09’20” realizzato in occasione della vittoria alla Maratona di Chicago nel 2017. Rupp ha sferrato l’attacco decisivo a 4 km dalla fine staccando l’etiope Sisay Lemma (secondo in 2h07’02”). Il keniano Samson Chemlany ha completato il podio classificandosi terzo in 2h09’42”. Rupp è il primo top runner non africano capace di vincere a Praga dal 2007.

Galen Rupp:

Sisay è un grande atleta. Non è stato facile batterlo e sono orgoglioso di essere riuscito a batterlo. Ho cercato di tenere il mio ritmo sotto controllo e rimanere positivo

La keniana Bornes Kitur ha vinto la gara femminile migliorando il record personale in 2h24’19” precedendo la favorita Belaynesh Olijira (2h25’13”) e Amane Gobena (2h27’13”).

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