Napoli, De Laurentiis punge Sarri: "Se giocano sempre gli stessi..."

Il presidente accusa l'allenatore degli ultimi risultati e poi attacca la Juventus: "C'è sudditanza da parte degli arbitri. Con Calciopoli ci sono andati leggeri".

De Laurentiis e Sarri, presidente e allenatore del Napoli Getty Images

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Adesso che la Serie A sta per concludersi, adesso che il sogno-Scudetto è virtualmente tramontato, scoppiano le tensioni in casa Napoli. Dopo una settimana, però, non riguardano più né l'arbitro Orsato né i cartellini di Pjanic e Vecino. Non è neanche l'utilizzo corretto o meno del VAR l'argomento principale dell'intervista che il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis ha concesso a "Il Mattino", bensì la bontà del lavoro svolto da Maurizio Sarri nella stagione che sta per terminare.

Un rapporto, quello tra presidente e allenatore, che nonostante alti e bassi era sembrato funzionare piuttosto bene fino a poche settimane fa. È stato allora, mentre il Napoli era impegnato in Serie A in un appassionante duello con la Juventus che poteva valere uno Scudetto storico, che sono apparse le prime crepe: De Laurentiis non aveva rinforzato la rosa a gennaio come chiesto da Sarri, quest'ultimo aveva cominciato a fare intendere che il suo futuro sulla panchina azzurra era tutt'altro che scontato.

L'incontro tra le due parti, necessario per chiarire i programmi della prossima stagione e spazzare via i dubbi - oltre che per cancellare la clausola nel contratto del tecnico che potrebbe permettergli di liberarsi pagando 8 milioni di euro - non è mai avvenuto, e le crepe rischiano di essersi trasformate in una vera e propria frattura dopo l'intervista del presidente a "Il Mattino": in sostanza, secondo De Laurentiis il Napoli ha perso lo Scudetto esclusivamente per proprie colpe, soprattutto per una cattiva gestione della rosa da parte di Sarri.

All’inizio dell’anno abbiamo dovuto anticipare il ritiro perché avevamo un preliminare Champions, e questo vuol dire che il carburante finisce prima, a meno che non adoperi tutti i giocatori della rosa. Ecco, si poteva prendere fiato in certi momenti della stagione, per preparare meglio il rush finale. Ma se giochi sempre gli stessi...

Maurizio Sarri, allenatore del NapoliGetty Images

Napoli, De Laurentiis sempre più lontano da Sarri

Il riferimento a Sarri e alla sua gestione della rosa è evidente: in effetti il tecnico si è sempre affidato alla stessa formazione-tipo, separando nettamente la squadra in titolari e riserve e destinando a queste ultime pochissimi scampoli di gara. Una filosofia che De Laurentiis non ha certo apprezzato: così pochi giocatori hanno modo di mettere in mostra le proprie qualità e valorizzarsi, pochissimi possono poi essere delle valide alternative quando serve.

E guai a pensare che le scelte di Sarri derivino da una scarsa qualità del materiale umano a disposizione: in questo caso De Laurentiis non ci sta, e cita l'esempio più recente legato a Mario Rui.

Se non si fosse infortunato Ghoulam avremmo mai scoperto uno come Mario Rui che, a parte gli errori commessi con la Roma, è stato molto bravo?

La sensazione è che il presidente sospetti che come il terzino portoghese, nella rosa del Napoli ci siano altri giocatori che l'allenatore non è stato capace di valorizzare, ed è per questo che ritiene che sia sfumato il sogno-Scudetto, non per il discutibile arbitraggio di Orsato in Inter-Juventus o per la VAR, che secondo lui però qualche cambiamento dovrebbe comunque effettuarlo.

Non credo che il campionato sia stato falsato. Sabato sono successe tante cose, anche delle scelte dell’allenatore dell'Inter possono aver deciso il risultato. Negli ultimi cinque minuti ha fatto due cambi, ha fatto uscire Icardi, i giocatori sono entrati a freddo e chi è entrato non ha mai la stessa tensione di chi esce. Il VAR? Sono e resto un suo sostenitore, ma credo che in quella cabina al posto degli arbitri dovrebbero operare dei tecnici.

 

In ultimo però è arrivata una dura frecciata contro il club bianconero, che stando alle parole del primo dirigente del club partenopeo è comunque favorita dagli arbitri per via di una forma di sudditanza psicologica.

Ovvio che ci sia sudditanza, la Juventus è degli Agnelli. Con Calciopoli sarebbero dovuto essere più severi.

Nessuna dichiarazione diretta sul futuro di Sarri, ma appare chiaro che le parole di De Laurentiis gettano benzina sul fuoco di un rapporto che ha già avuto diversi momenti di tensione e che potrebbe concludersi a fine stagione: nel caso di mancata riconferma del tecnico toscano - o di partenza dello stesso verso altri lidi - il Napoli potrebbe orientarsi su Marco Giampolo o Simone Inzaghi.

Pur restando valida la candidatura di Emery, che lascerà il PSG, sembrano questi due i nomi più vicini ai pensieri del presidente, che però con una mossa a sorpresa potrebbe richiamare sotto il Vesuvio lo spagnolo Rafa Benitez, passione mai tramontata. Mai dire mai, con uno come De Laurentiis: nelle prossime settimane potrebbe succedere davvero di tutto.

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