Inghilterra-Argentina 1998: quando Michael Owen scioccò il mondo

Inghilterra-Argentina negli ottavi di Francia 1998 è la solita sfida ad alta tensione. A portare avanti gli inglesi un diciottenne che da quel momento diventa una grande speranza.

Michael Owen uno dei miglori attaccanti di inizio millennio Getty Images

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Michael Owen è stato uno dei giocatori che più ha brillato ad inizio carriera, facendo pensare fin da subito che potesse diventare un top player fra i primi al mondo.

Infortuni e qualche scelta sbagliata anche dei suoi allenatori lo hanno portato a vivere una carriera con vittorie e soddisfazioni anche se minori rispetto a quelle attese.

Il momento esatto in cui l’Owen-mania è scoppiata ha una data e un luogo preciso: 30 giugno 1998, Stade Geoffroy-Guichard di Saint-Étienne, minuto 16 degli ottavi di finale fra Inghilterra e Argentina, quando viene segnato uno dei gol più belli della storia dei Mondiali.

Mondiali di Francia 1998: lo slalom di un diciottenne che scioccò il mondo

Inghilterra-Argentina è la classica partita che non ha bisogno di presentazioni. La sfida violenta del 1966 con l’espulsione mai digerita di Rattin, quella epica del 1986, con la Mano de Dios, il gol più bello dei Mondiali a cui aggiungere una guerra per isole Falkland/Malvinas a corredare il tutto.

L’inizio della partita è tambureggiante. Segna subito Batistuta su rigore e dopo quattro minuti pareggia Shearer sempre su penalty. La partita non ha un momento di pausa fino a quando Michael Owen fino a quel momento poco presente nel match, riceve un passaggio da parte di David Beckham.

Già lo stop è spettacolare ed elude il tentativo di anticipo di Chamot, poi Owen mette il turbo e va via, puntando un disperato Ayala che lo fronteggia prima di entrare in area. Lo spunto veloce di Owen è incredibile, Ayala è saltato come se fosse fermo. Nel movimento di dribbling si allarga ma ha la capacità di mirare l’incrocio opposto e fredda il portiere argentino Carlos Roa.

Micheal Owen a soli 18 anni fa un gol che rimarrà per sempre nella storia di Mondiali. Nel secondo tempo l’Argentina pareggia e passa ai rigori ma l’Owen-mania ormai è scoppiata. Prima di tutto nella città e squadra che lo ha scoperto e coltivato, Liverpool, dove gioca in coppia con Robbie Fowler. I primi anni sono ruggenti e riporta i Reds in alto anche in Europa. Vince la Coppa UEFA nel 2000-2001 in una finale pazza contro l’Alaves vinta per 5-4 per poi vincere anche la Supercoppa Europea contro il Bayern Monaco in un’altra finale da ricordare (3-2). Le vittorie di quella stagione (anche la FA Cup contro l’Arsenal) gli farà vincere il premio individuale più ambito, il Pallone d’Oro 2001.

Michael Owen era una variabile impazzita nelle mani di Alex Ferguson del Manchester UnitedGetty Images
Michael Owen nel Manchester United dove vinse la sua unica Premier League

Il Real Madrid che in quel periodo collezionava Palloni d’oro lo compra nel 2004 per 17 milioni di sterline. In Spagna gioca poco e inizia ad avere problemi fisici che non lo abbandoneranno mai più. Torna in Inghilterra prima al Newcastle dove il calvario prosegue e poi al Manchester United, dove Ferguson lo utilizza spesso da variabile impazzita che gli permetterà di vincere non poche partite con uno dei suoi ultimi guizzi. Vincerà anche una Premier League nel 2010-2011. Gioca un’ultima stagione con lo Stoke. In Nazionale gioca 89 partite e lascia alla grande con una doppietta nel 3-0 alla Russia nella sua ultima partita con la squadra dei Tre leoni.

Michael Owen ha vissuto tante esperienze passando da attaccante del futuro a uomo per i quindici minuti decisivi. Non è stato uno dei più grandi campioni della sua epoca ma quel gol ai Mondiali del 1998 e i suoi movimenti che faceva da ragazzo e che vediamo oggi in tanti attaccanti contemporanei non potranno essere dimenticati.

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