The Wrestler - Dwayne "The Rock" Johnson, campione del popolo in WWE

Il lottatore di origini samoane è stato uno dei volti della federazione durante l'Attitude Era. E dopo aver lasciato il wrestling, è diventato una stella del cinema.

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Inutile nasconderlo: per la sua natura, per il suo pubblico e per le sue modalità di presentazione, il wrestling è e resterà per sempre un prodotto di nicchia. Se escludiamo il Messico, dove la Lucha Libre è uno degli sport nazionali ma non è comunque il più popolare (pur avendo una rilevanza culturale notevole), anche negli altri paesi dove la disciplina è diffusa il numero dei suoi fan è percentualmente molto basso rispetto a chi segue altre forme di sport o intrattenimento.

Questa situazione va spesso a pesare anche sulla vita delle persone che lavorano nel business, specialmente i lottatori. Il loro percorso lavorativo è sicuramente molto diverso da quello degli atleti di altri sport e molto spesso, una volta appesi gli stivaletti al chiodo i wrestler tendono a rimanere nell’industria magari con altri ruoli come quelli dei produttori o dei road agent.

Ma esistono anche dei casi particolari, cioè lottatori che sono riusciti a sfondare anche al di fuori del mondo del wrestling, raggiungendo anche traguardi impronosticabili. L’ex campione WWE Chris Jericho lotta ancora part-time ma passa la maggior parte del tempo in tour con la sua band musicale, i Fozzy; Jesse “The Body” Ventura intraprese la carriera politica diventando governatore del Minnesota. Ma probabilmente l’uomo che ha fatto il salto maggiore è Dwayne Johnson, meglio conosciuto come The Rock, che al momento è semplicemente una delle più grandi stelle del mondo del cinema.

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The Rock: il Campione del popolo della WWE

Probabilmente non esiste nessuna disciplina al mondo che esalti il concetto di “famiglia” come il wrestling. Negli anni ce ne sono state diverse che hanno segnato intere generazioni del business: i Funk, i Von Erich, gli Hart, i Guerrero. E The Rock è sicuramente l’esponente più famoso della dinastia samoana degli Anoa'i, che da decenni regala lottatori all’industria.

Dwayne Johnson è un lottatore di terza generazione, figlio di Rocky Johnson e nipote di "High Chief" Peter Maivia ed è letteralmente cresciuto per diventare un wrestler seguendo gli insegnamenti di tutti i membri della sua famiglia. Fu notato giovanissimo dal leggendario Pat Patterson, che decise di dargli una chance e metterlo sotto contratto per la WWE, allora chiamata WWF.

Il debutto arriva nel 1996 con il nome d’arte di Rocky Maivia (unendo il nome del padre e il cognome del nonno) ma il 24enne dopo una buona accoglienza incomincia ad essere mal sopportato dal pubblico che non apprezza il suo personaggio da face, considerato troppo da “bravo ragazzo”. La federazione allora scelse di cambiare radicalmente la sua gimmick, facendolo diventare heel e dandogli il soprannome di “The Rock”. Quella decisione fu la fortuna del lottatore di origini samoane che da quel momento in poi mostrò tutto quanto il suo talento.

La nuova attitudine di Rocky gli permetterà di dimostrare il suo straordinario carisma e la sua bravura al microfono: si autonominerà il “Campione del popolo”, soprannome preso in prestito da Muhammad Ali (sarà la famiglia stessa del pugile a dargli il permesso di usarlo), e conierà una serie quasi infinita di catchphrase che diventeranno iconiche per tutti i fan della WWE. Il suo straordinario lavoro lo porterà a diventare in breve tempo uno dei volti della federazione e assieme a Stone Cold Steve Austin, il grande protagonista dell’Attitude Era, una delle epoche più gloriose della compagnia di Stamford.

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The Rock nella conferenza stampa di Wrestlemania 29

"The Most Electrifying Man in Sports Entertainment"

Nel gergo tecnico del wrestling, un lottatore viene definito un “Draw” se riesce ad avere una grande attrattiva sul pubblico, se la sua presenza negli show riempie stadi e palazzetti: in breve, se frutta tanti soldi alla federazione. A cavallo fra gli anni ’90 e il 2000, non c’è dubbio che ad avere il maggior “Drawing power” in WWE fosse Stone Cold Steve Austin, volto della compagnia e uno degli artefici principali della vittoria sulla rivale WCW nella Monday Night War. Ma subito dopo il Texas Rattlesnake, c’era Dwayne Johnson.

The Rock è stata una delle figure cardine di quell’epoca: odiato dal pubblico quando era heel, venerato quando era un face, il lottatore di origini samoane ha dimostrato una capacità di tenere il pubblico in pugno come nessuno ha mai fatto né prima né dopo di lui, qualità che gli è valsa il titolo di “uomo più elettrizzante dello sport-intrattenimento”. La particolarità della sua carriera è stata anche la brevità: a differenza di altre leggende come Hogan o Cena, Rocky è stato un lottatore a tempo pieno per meno di 7 anni, ritirandosi in pianta stabile per provare la carriera da attore nel 2003, pochi giorni prima del suo trentunesimo compleanno. Eppure in così poco tempo ha vinto per 10 volte il titolo mondiale e ha partecipato a ben 3 main event consecutivi di Wrestlemania.

Dopo il suo addio per Hollywood, molti fan della WWE gli voltarono le spalle per via della sua scelta. The Rock fu accusato di aver usato la federazione e la notorietà arrivata grazie al wrestling soltanto come trampolino, eppure dopo un periodo di raffreddamento e visto il suo successo fuori dal ring, ogni volta che il Campione del popolo è tornato a Stamford è stato accolto dall’affetto dei fan che lo amano ancora come nel suo periodo di massimo splendore.

La prova è arrivata nel 2011, nella puntata di RAW successiva a Wrestlemania 27, evento che fu presentato proprio da The Rock. Durante lo show del lunedì sera fu annunciato che nella 28esima edizione di Wrestlemania il main event sarebbe stato l’incontro fra John Cena e The Rock. La costruzione durata quasi un anno intero e la presenza sullo stesso ring di due icone della federazione portò lo show ad essere l’evento di wrestling di maggior successo di ogni epoca: ai più di 78.000 spettatori che affollarono il Sun Life Stadium di Miami (che portarono un incasso di quasi 9 milioni di dollari) si aggiunsero quelli che lo videro in pay per view (circa 1.217.000 acquisti per un totale di 67 milioni di dollari). Numeri che con l’avvento del WWE Network e quindi la fine dell’epoca dei pay per view non saranno probabilmente mai superati, confermando The Rock come uno dei più grandi draw della storia.

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The Rock con Lin-Manuel Miranda, autore della colonna sonora di "Oceania"

Da Stamford a Hollywood: il successo nel cinema

Nel corso dei decenni molti wrestler hanno provato (con fortune alterne) a lasciare il ring per cercare di iniziare una carriera sul grande schermo: da Hulk Hogan che fu protagonista di pellicole “discutibili” fino a Dave “Batista” Bautista che negli ultimi hanno recita in blockbuster come “Guardiani della Galassia” e “James Bond: Spectre”. L’unico che però può dire di aver raggiunto i livelli di successi dei tempi della WWE anche come attore è certamente The Rock.

Johnson è stato fin da subito una delle stelle del wrestling più celebri del suo periodo e il suo carisma lo portava spesso a rappresentare la federazione fuori dal ring in programmi famosi come il Saturday Night Live e That 70’s Show. Ma mentre era ancora un wrestler a tempo pieno ottenne il suo primo ruolo da protagonista ne “Il Re Scorpione” sequel (non esattamente esaltato dalla critica) del film “La Mummia”. Ma dopo questa prima delusione e soprattutto dopo l’addio alla WWE, la carriera di Rocky impennò.

Dopo alcune prove più convincenti come in “Be Cool”, Dwayne Johnson diventerà uno dei volti del famoso franchise di Fast & Furious. La rivista Forbes rivela come sia stato l’attore più pagato di Hollywood nel 2015, anno in cui ha guadagnato circa 65 milioni di dollari e ormai qualsiasi progetto in cui il californiano si impegna è un successo annunciato: la serie HBO “Ballers”, il remake del film “Jumanji” e persino il film Disney “Oceania” in cui doppia uno dei personaggi sfoggiando impressionanti dote canore. Oggi The Rock è una delle stelle dell’intrattenimento più popolari di tutti i tempi e per lui si parla addirittura di una candidatura alla carica di Presidente degli USA nel 2020. Non male per un ragazzo nato e cresciuto fra le corde di un ring di wrestling ma capace col suo talento di conquistare l’affetto di milioni. E milioni.

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