Liverpool, favola Robertson: da disoccupato alla finale di Champions

Nel 2012 il terzino dei Reds cercava lavoro su Twitter lamentandosi della sua vita: tra 23 giorni si giocherà la Champions League contro il Real Madrid.

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La data è 18 agosto 2012, l'hashtag è #needajob. Mai sei anni fa Andy Robertson avrebbe immaginato di qualificarsi per una finale di Champions League. Eppure, il 26 maggio il Liverpool andrà a Kiev per affrontare il Real Madrid e tentare l'assalto a quel trofeo che hanno già vinto 5 volte.

Una favola in grande stile per il terzino sinistro dei Reds, titolare nello scacchiere di Jürgen Klopp e pronto a coronare la sua scalata a 24 anni. Robertson ne aveva 18 quando sul suo profilo Twitter è emersa tutta la sua frustrazione per una vita senza denaro e lavoro:

A quest'età, senza soldi, la vita è uno schifo. Ho bisogno di un lavoro.

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Le difficoltà economiche hanno messo alle strette il ragazzo di Glasgow, che però non ha mollato e ha continuato ad inseguire il suo sogno. Quel sogno che ha vissuto una tappa importante nella semifinale di Roma. Trattandosi di un tweet estivo, probabilmente avrà rinunciato ad un viaggio con i suoi amici. Ora però è tutto diverso: il viaggio si fa, ma a Kiev, per conquistare la Champions League.

RobertGetty Images
Andy Robertson alza le barricate, il Liverpool è in finale di Champions League

Robertson, dalla disoccupazione alla finale di Champions League

La Scozia gli ha dato l'occasione per mettersi in mostra agli occhi delle squadre inglesi. Nel 2013 il Queen's Park gli offre un contratto part-time per giocare in terza divisione scozzese, ma basta un anno per far arrivare il Dundee United. Robertson dimostra il suo talento in uno dei club più importanti del suo Paese, prima di trasferirsi in Inghilterra.

La destinazione è Hull, squadra in cui milita per 3 stagioni. Il suo addio ai Tigers coincide con la triste retrocessione in Championship e il rischio di uno stop alle sue ambizioni, poi arriva il Liverpool. 10 milioni di euro sul tavolo, cartellino acquistato e trasferimento ad Anfield. Klopp lo fa esplodere definitivamente: 27 presenze in stagione, quasi 2500 minuti giocati e 4 assist a referto, compreso quello preziosissimo per Salah nel 2-1 in casa del Crystal Palace.

La consacrazione europea arriva all'Olimpico, dove Robertson colleziona la quinta presenza in Champions League. È sceso in campo solo dagli ottavi in poi, a dimostrazione di quanto sia cresciuto da dicembre, turning point della sua stagione coinciso con l'infortunio alla caviglia di Moreno. Adesso Klopp non può fare a meno dello scozzese, che proverà a dare il suo contributo anche nella finale di Kiev. Ricordandosi, magari, di quando cercava un lavoro nell'estate del 2012.

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