Champions League, 5 fotogrammi per descrivere Roma-Liverpool

Mané ha sfidato tutti, Di Francesco non si è mai arreso, El Shaarawy sembrava incontenibile. A fine partita, una pioggia di applausi.

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Impresa sfiorata: la Roma vince 4-2 all'Olimpico e viene eliminata, il Liverpool strappa il biglietto per Kiev dopo un'altra partita folle. Il 5-2 dell'andata, evidentemente, non era abbastanza: 13 gol (!) in totale nel doppio confronto, la semifinale Champions League regala emozioni a non finire. Almeno fino al triplice fischio che ha fermato battaglia e ha fatto partire gli applausi. Da una parte e dall'altra.

Testa alta per la Roma: sul fotofinish i giallorossi stavano per riacciuffare una seminfinale che sembrava ormai persa. La doppietta di Nainggolan in meno di 10', però, è stata solo un'illusione. Il tempo non c'era più, il destino della squadra di Di Francesco ormai era segnato. Eppure, nessuno ha smesso di correre: la Roma ha onorato fino in fondo il suo cammino in Champions League.

Dal gol di Mané al rigore del numero 4: la semifinale è rimasta viva per 180' e si chiude con una sola rete a dividere le squadre. Di Francesco e i suoi escono tra gli applausi di tutto l'Olimpico, ma la festa è del Liverpool, che torna in finale di Champions League dopo 11 anni. I Reds perdono ma passano: esulta Klopp, esultano Mané, Salah e tutti gli altri al termine di un match emozionante. Proprio come all'andata. Con un solo gol di differenza.

Champions League, fotogramma n°1: Mané vs The World

Si comincia dall'inizio: Mané gela l'Olimpico con il gol del vantaggio del Liverpool. Una rete che pesa dal punto di vista psicologico. E ovviamente dal punto di vista del risultato. Nell'immagine della sua esultanza, Mané è a destra nell'inquadratura. Sullo sfondo, i tifosi della Roma. Tutto intorno, uno stadio "nemico". Ma a lui sembra importare poco.

2) La veronica di El Shaarawy

Ok, un momento: che partita ha fatto El Shaarawy? Il Faraone va a nozze con gli spazi aperti e nel giro di 90' si è sposato circa 6 o 7 volte. Scatti continui, pericolo costante sulla fascia, spina nel fianco destro del Liverpool, un palo colpito nel primo tempo. E un numero bello davvero.

3) La parata di Alexander-Arnold

L'episodio che più ha fatto (e farà) discutere in assoluto: minuto 63, El Shaarawy sta per mettere dentro il gol del 3-2 ma il suo tiro viene contrastato da Alexander-Arnold e finisce in angolo. Tutto regolare? No, per niente: il giovane terzino para letteralmente la sfera con una mano. Un intervenuto da rigore più espulsione. Almeno in teoria...

4) La grinta di Di Francesco

Lui ci ha sempre creduto: l'allenatore giallorosso non si è mai arreso. E non si è mai fermato un attimo: gridava, incitava, guidava. Urla a non finire e occhiali puntati dritti verso il campo, con le braccia sempre in agitazione. Tarantolato e convinto: Di Francesco si è fermato solo a un passo da un'altra impresa. Qui è dove viene pescato in fuorigioco dopo essere uscito dall'area tecnica.

5) Gli applausi del pubblico ai giallorossi (e viceversa)

Perché comunque una prestazione del genere merita tanti, tantissimi applausi: i tifosi della Roma hanno ringraziato la squadra a fine partita. E stessa cosa hanno fatto i giocatori, che sono andati a salutare un Olimpico che non ha mai smesso di sostenerli. 

Fotogramma Bonus - La dedica a Sean Cox

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