Atletica, Diamond League 2018: Barshim pronto a volare a Doha

Il Mall nel centro di Doha ha ospitato la tradizionale conferenza stampa degli atleti alla vigilia della prima tappa della Diamond League.

Mutaz Essa Barshim

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Come nella passata edizione la conferenza stampa era aperta al pubblico e i fans hanno avuto l’occasione di scattare selfies e chiedere autografi ai campioni alla vigilia del grande meeting di Venerdì sera al Qatar Sports Club. La mezzofondista statunitense Jenny Simpson e il velocista britannico Nethaneel Mitchell Blake hanno fatto da presentatori alla conferenza stampa che ha visto la partecipazione di Mutaz Barshim, Christian Taylor, Thomas Rohler, Ekaterini Stefanidi e Hellen Obiri.

Mutaz Barshim debutta nella stagione all’aperto a Doha davanti ai suoi fans dopo aver vissuto la migliore annata della sua carriera nel 2017 nella quale ha vinto il primo titolo mondiale all’aperto, il terzo successo nella Diamond League ed è stato incoronato Atleta Mondiale IAAF.

E’ stato il primo saltatore in alto dal 2004 a rimanere imbattuto per tutta la stagione. Anche dopo aver raggiunto quasi i tutti i traguardi Barshim è rimasto motivato e concentrato sui prossimi obiettivi rappresentati dai Mondiali in casa a Doha nel 2019, dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 e dall’attacco al record del mondo di Javier Sotomayor rimasto imbattuto dal 1993 con 2.45m.

Mutaz Barshim: “Voglio raggiungere nuovi obiettivi”

L’anno scorso è stato straordinario per me. Non ho mai perso. E’ stato l’anno perfetto nel quale ha funzionato tutto alla perfezione. La vittoria del titolo di atleta dell’anno ha rappresentato un momento speciale. Quando ero bambino, guardavo gli atleti vincere questo premio e sognavo di poter ricevere anch’io questo riconoscimento. E’ un sogno che si è avverato

Rimanere sempre motivato e affamato nella ricerca di nuovi traguardi è una sfida difficile per molti atleti ma non per Barshim:

Cerco sempre di trovare traguardi che non ho ancora raggiunto e questo mi permette di fissare nuovi obiettivi. E’ molto importante il sostegno della mia famiglia e dei miei amici, che hanno un ruolo fondamentale nella mia vita. Ci sono momenti in cui mi sento stanco e ho bisogno di persone che mi stiano vicino. La mia famiglia e i miei amici hanno fatto un grande lavoro nel mantenermi sulla strada giusta.

Una figura importante nella mia carriera è il mio allenatore Stanislaw Sczczybra. E’ come un padre per me e io sono come un figlio. E’ un genio quando si tratta di allenare la tecnica del salto in alto. Respira atletica a 360° e l’atletica è la sua vita. Ho imparato molto da lui e sto ancora imparando. Vincere l’oro olimpico è il mio grande traguardo. Ho vinto un argento e un bronzo ma non è l’oro.

Anche i Mondiali di Doha nel 2019 sono un obiettivo primario. Gareggiare in casa significa ispirare le generazioni più giovani a provare la mia specialità e cercare di emularmi e a fare ancora meglio. Le famiglie portano i bambini allo stadio perché i loro figli mi hanno visto saltare e vogliono diventare atleti. Voglio che la gente si appassioni dello sport come stile di vita e non pensi alle Olimpiadi come il primo obiettivo perché deve avvenire tutto passo dopo passo

L’anno scorso Barshim è diventato il primo saltatore della storia a superare la quota di 2.40m per cinque anni consecutivi. Ha avvicinato il record del mondo di Sotomayor superando 2.43m a Bruxelles nel 2014 e crede di poter raggiungere questo traguardo. 

Per battere il record del mondo è necessario il giorno perfetto. Bisogna essere in forma eccellente. Le condizioni climatiche devono essere ideali e ci vogliono gli avversari in grado di stimolarti e la giusta atmosfera. Sono stato in grandi condizioni per battere il record ma occorre pazienza e aspettare che si verifichino le condizioni migliori. Avere il sostegno della famiglia e degli amici allo stadio fa scorrere a mille l’adrenalina. E’ l’energia di cui ho bisogno. Quando si provano queste sensazioni non pensi più alla tecnica ma vuoi solo saltare

Barshim ha lanciato il suo invito ai fans a seguire il meeting di Doha.

L’atletica è il migliore sport del mondo. C’è sempre un’atmosfera eccitante. In nessun altro sport si svolgono in contemporanea dieci gare nello stesso stadio. Quando si assiste ad un evento di atletica, vedi gli atleti correre, saltare e lanciare in contemporanea. Questo è il bello del nostro amato sport. La Diamond League è il grande obiettivo di quest’anno. Sono eccitato dall’idea di tornare a gareggiare nella Diamond League e non vedo l’ora di poter battere il record del meeting in ciascuna gara che disputerò. L’anno scorso ho superato i 2.40m a Birmingham per la decima volta. E’ stato un momento speciale e come regalo mi sono portato a casa l’asticella

Christian Taylor ha ricordato durante la conferenza stampa la fantastica gara con Pedro Pablo Pichardo nella quale due triplisti superarono la barriera dei 18 metri nella stessa competizione per la prima volta nella storia.

Christian Taylor: “Doha è come una grande festa”

Provai grande orgoglio nel superare i 18 metri per la prima volta nella mia carriera ma nello stesso tempo uscii sconfitto da Pichardo. Fui il più grande perdente nella migliore gara di salto triplo della storia.

La delusione per la sconfitta mi ha permesso di trovare nuove motivazioni e dopo quella gara ho saputo trasformare una sensazione negativa in energia positiva. Doha è davvero un posto speciale per me. Mi piace il clima e il cibo. I fans sono semplicemente incredibili. 

Quando gareggiai qui per la prima volta provai la pelle d’oca. Alla fine del meeting organizzano sempre un bel concerto. Il pubblico partecipa con le trombette da stadio. E’ una grande festa. Mi piace offrire sempre un grande spettacolo per il pubblico e la mia capacità è rendere al massimo nell’ultimo tentativo

Taylor correrà alcuni 400 metri per sperimentare qualcosa di nuovo in questa stagione senza Olimpiadi e Mondiali e tornerà a disputare questa distanza il prossimo 3 Giugno nella tappa olandese del World Challenge IAAF a Hengelo. La saltatrice con l’asta greca Ekaterini Stefanidi ha perso per la prima volta ai Mondiali Indoor di Birmingham dopo una lunga striscia vincente che resisteva dal Febbraio 2017.

Ekaterini Stefanidi: “Avevo bisogno di perdere per trovare nuove motivazioni”

A Birmingham ho provato delusione ma nello stesso tempo avevo bisogno di una sconfitta per poter trovare nuove motivazioni. Ho bisogno di grandi rivali per volare più in alto. Questo aspetto mi fa amare la mia specialità. Non vedo l’ora di ritrovare in pedana Sandi Morris. Mi piace gareggiare a Doha. Qui vive una comunità di origine greca. L’anno scorso ho visto tanti fans allo stadio con le bandiere del mio paese

Il giavellotto maschile sarà l’altro momento clou del meeting di Doha. L’anno scorso il momento più alto del meeting del Qatar fu lo straordinario 93.90m realizzato dal tedesco Thomas Rohler, che batté il connazionale Johannes Vetter, secondo con il record personale migliorato nel corso della stagione fino allo straordinario 94.44m di Lucerna. Il duello tra Rohler e Vetter sarà ancora uno dei piatti forti del meeting. Vetter ha parlato di recente in un’intervista concessa in teleconferenza al sito della IAAF.

Johannes Vetter: “Voglio essere l’uomo da battere”

Quando lanciai a 94.44m a Lucerna non c’era vento. In occasione del suo record del mondo a Jena Zelezny era stato favorito da molto vento alle spalle. Se avessi potuto godere di condizioni più favorevoli avrei forse potuto raggiungere i 97 metri. Gli allenamenti sono andati bene e non vedo l’ora di poter migliorare ancora il mio record. Ho molta voglia di gareggiare a Doha. Il primo meeting della stagione è sempre speciale e voglio dimostrare di essere l’uomo da battere. 

Quest’estate ci saranno gli Europei a Berlino. Sono nato a Dresda non molto lontano da Berlino e verranno a vedermi la mia famiglia e tanti amici. In Germania abbiamo tanti talenti. Tutti vogliono diventare il migliore lanciatore tedesco e la concorrenza aiuta a stimolarci. Ci alleniamo insieme e c’è un grande spirito di squadra. Nonostante la rivalità siamo sempre disponibili a collaborare e a condividere le nostre opinioni sulle tecniche di allenamento.

Questo spiega il successo della nostra specialità in Germania. E’ positivo che ci siano tanti atleti in grado di lanciare grandi misure. E’ importante per gli organizzatori dei meeting, per gli atleti e per i fans allo stadio o davanti alla televisione. Speriamo che anche quest’anno ci siano tanti atleti in grado di superare i 90 metri. La pedana di Doha è perfetta per realizzare grandi performance. L’anno scorso avevamo condizioni ottime con un buon vento alle spalle. Speriamo di poter avere lo stesso clima anche quest’anno

Il rivale e amico Thomas Rohler ha raccontato degli esordi nel mondo dell’atletica come saltatore, della sua passione per le specialità tecniche e dei momenti più importanti della sua carriera in una bella intervista al Podcast della IAAF Diamond League.

Thomas Rohler: “Raggiungere i 100 metri è il mio sogno”

Ho iniziato con l’atletica a 8-9 anni. E’ stato il mio unico sport, a differenza di altri ragazzi tedeschi che cominciano a praticare sport giocando a calcio o a pallamano. Sono sempre stato affascinato dalle specialità tecniche come i salti e i lanci. Agli esordi ho praticato di tutto e prima di dedicarmi al giavellotto mi sono dedicato agli ostacoli e al salto triplo con buoni risultati. Tutto è cominciato a scuola e sono entrato a far parte di un club di atletica locale.

A 14 anni ho iniziato a gareggiare e ho sentito la necessità di specializzarmi. Mi sono dedicato per quattro anni al salto triplo e al salto in alto e nello stesso tempo ho iniziato a provare il giavellotto senza allenarmi seriamente per questa specialità. In questo periodo della mia vita ho imparato molte cose ed è stato un momento di cambiamento. Fin da quando ero bambino la mia vera passione è sempre stata per i lanci e un allenatore del mio club mi disse che potevo ottenere buoni risultati nel giavellotto allenando la tecnica. Ho avuto bisogno di tanto lavoro e di molta pazienza.

Nel 2010 ho esordito in nazionale nell’incontro internazionale tra Italia, Germania e Francia ad Ancona. Mi ero classificato sesto ai Campionati tedeschi ma alcuni atleti erano infortunati e quando mi chiamarono, rimasi sorpreso ed emozionato di poter rappresentare per la prima volta il mio paese. L’altro momento speciale della mia carriera è stato il mio primo meeting della Diamond League nel 2013 a Oslo.

In quel momento realizzai di far parte davvero dell’élite mondiale. Ho progredito velocemente passando da 83 a 87 metri in poco tempo. Ero abituato a gareggiare davanti a 200 persone e mi sono trovato a lanciare in uno stadio gremito di gente a Oslo. L’anno scorso a Doha mi sentivo in forma e venivo da un periodo di allenamenti in Sudafrica. Dopo un tentativo iniziale da 83 metri ho realizzato il lancio della vittoria.

Era una grande misura ma all’inizio non avevo capito che fosse così lunga. La rivalità con grandi campioni aiuta a migliorare le prestazioni e ad accendere l’interesse per la nostra specialità come ai tempi di Andreas Thorkildsen e Tero Pitkamaki ma allo stesso tempo tra noi c’è un grande rapporto di amicizia e stima al di fuori della pedana. Credo di poter fare ancora meglio rispetto al 93.90m realizzato a Doha l’anno scorso, ma non so quando e dove avverrà. Ho dimostrato che in questo meeting si può lanciare lontano.

Il livello attuale del giavellotto è straordinario. Sono motivatissimo. E’ l’inizio della stagione. Ho lavorato duramente durante l’inverno. Il record del mondo è solo una questione di tempo. Il mio sogno è diventare il primo giavellottista della storia a superare i 100 metri. Non è un’ossessione ma semplicemente un desiderio che mi motiva. Ci vogliono tanti fattori come le condizioni climatiche, la qualità della pedana, l’atmosfera e gli avversari.

I 3000 metri femminili hanno contribuito a scrivere la storia recente del meeting di Doha grazie a Hellen Obiri, che nel 2014 realizzò il record africano sulla distanza con 8’20”68.

Hellen Obiri: “Voglio battere il record del meeting”

Non posso promettere nulla, ma se le condizioni saranno buone spero di poter attaccare il record del meeting. Voglio dare il massimo e battere la mia amica Jenny Simpson

La due volte campionessa mondiale e argento olimpico dei 200 metri Dafne Schippers rinnoverà il duello con la coetanea Elaine Thompson sui 100 metri in una rivincita della scorsa edizione del meeting quando la giamaicana si impose in 22”19 sulla freccia di Utrecht.

Dafne correrà il primo 100 metri della stagione nel meeting dove ottenne il secondo miglior tempo della sua carriera con 10”83 nell’edizione del 2016. Thompson ha già debuttato in questa stagione all’aperto classificandosi quarta in 22”30 nella finale dei 200 metri dei Giochi del Commonwealth di Gold Coast.

Dafne Schippers: “Doha offre ottime condizioni per gli sprinter”

Penso di essere pronta. Ho svolto dei buoni allenamenti durante il training camp che ho concluso da una settimana. E’ sempre difficile dire a che punto sono perché è la mia prima gara stagionale. Doha offre sempre ottime condizioni per gli sprinter perché fa caldo. Voglio correre una buona gara per iniziare bene la stagione. Ho cambiato qualcosa nella mia preparazione aggiungendo ripetute su distanze più lunghe, ad esempio quattro volte i 200 metri all’ottanta percento del mio potenziale anziché due volte i 200 metri alla massima velocità

Il velocista di Trinidad and Tobago Jereem Richards disputerà il primo 200 metri della sua carriera nella Diamond League dopo l’eccellente Mondiale dell’anno scorso a Londra dove ha collezionato il bronzo sui 200 metri e l’oro nella staffetta 4x400. Il velocista caraibico é diventato professionista nel Settembre 2017 dopo una brillante carriera NCAA con l’Università dell’Alabama. In questa stagione Richards ha già vinto i 200 metri ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast in 20”12. Lo scorso anno realizzò il personale correndo i 200 metri in 19”97 agli East Regionals NCAA due settimane prima di concludere la sua carriera universitaria con un terzo posto alle finali NCAA di Eugene.

Jereem Richards: “Le gare universitarie mi hanno insegnato ad affrontare al meglio le competizioni”

Sono diventato professionista da pochi mesi. Ho lavorato duramente. E’ importante a questi livelli saper reagire di fronte alle delusioni e lavorare per superare i momenti difficili. Dalle gare universitarie statunitensi ho imparato ad affrontare al meglio le competizioni

Richards ritroverà in pista il campione del mondo di Londra Ramil Gulyev, che si impose nella finale iridata in 20”09 davanti a Wayde Van Niekerk.

Ramil Gulyev: “La vittoria ai Mondiali non ha cambiato la mia vita”

La mia vita non è cambiata molto. Mi sento sempre lo stesso. Per me non conta tanto lo status ma il risultato. Alcune cose sono cambiate dal giorno del titolo mondiale ma credo che sia normale. Non ho gareggiato quest’inverno e ho avuto tempo per prepararmi al meglio. Ora sto bene. Ogni stagione porta sempre qualcosa di nuovo. Ci sono nuove emozioni, nuove esperienze e nuovi obiettivi da raggiungere. Speriamo di migliorare sia sui 100m sia sui 200 m

La grande novità del meeting di Doha è rappresentata dalla presenza del campione olimpico e mondiale dei 110 ostacoli Omar McLeod sui 200 metri.

Omar McLeod: “Sono uno studente dello sport”

Sono una novità per questa gara e troverò atleti per il quale nutro grande rispetto. Sono uno studente dello sport. Mi piace lo sprint. Gareggerò sui 200 metri con l’obiettivo di imparare e migliorare il mio tempo. Non so cosa posso valere sui 200 metri. Sono sceso sotto i 10 secondi sui 100 metri, sotto i 13 secondi sui 110 ostacoli e spero di correre sotto i 20 secondi sui 200 metri. Non credo di poter vincere il diamante sui 200 metri e sui 110 ostacoli. Il limite è il limite ma io voglio semplicemente divertirmi

Isaac Makwala affronterà il vincitore della passata edizione del meeting di Doha Steven Gardiner in un 400 metri che potrebbe produrre grandi prestazioni cronometriche dopo l’inizio di stagione molto promettente. Makwala ha vinto il titolo del Commonwealth sui 400 metri in 44”34 e ha corso di recente i 200 metri in 20”10. Gardiner ha stabilito il secondo miglior tempo dell’anno sui 200 metri con 19”75. Makwala ha parlato dei suoi esordi nell’atletica e della sua passione per questo sport.

“Sanya Richards Ross è stata il mio idolo”

Iniziai a correre i 100m, i 200m e i 400m a scuola a 10 anni. Di solito mi piazzavo tra i primi tre ma non riuscivo mai a vincere. Quando ero ragazzino giocavo a calcio nel ruolo di ala destra nel team della mia scuola ma preferivo praticare uno sport individuale rispetto ad uno a squadre. Nel 2006 decisi di concentrarmi sull’atletica e l’anno successivo fui convocato per i Mondiali di Osaka.

 Sanya Richards Ross è sempre stata il mio idolo. Mi piaceva molto come correva. Preferisco i 400 metri rispetto ai 200 metri perché il giro di pista è la mia distanza fin dagli esordi. Mi affascina lo sprint e la corsa ai record. Un giorno mi piacerebbe battere il record del mondo.

Sono cresciuto in un villaggio insieme a mio fratello e a cinque sorelle. L’atletica ha trasformato la mia vita e mi ha permesso di avere uno stile di vita confortevole. Mi piace la sensazione di vivere sano e di eccellere nello sport. Questo mi rende una persona felice

Un gruppo di campioni del meeting di Doha 2018 comprendente Noah Lyles, Sandi Morris, Dawn Harper Nelson, Katie Nageotte, Johannes Vetter e André De Grasse ha incontrato i bambini tra i 9 e i 12 anni per un kids clinic presso l’Aspire Academy, centro di allenamento “State of the Art” di Doha.

Durante la lezione i campioni hanno insegnato i rudimenti dell’atletica nelle specialità della corsa, degli ostacoli, del giavellotto e del salto con l’asta. Dawn Harper Nelson e Sandi Morris hanno raccontato della loro esperienza e del significato del loro incontro.

Dawn Harper Nelson: “Voglio regalare un grande show”

“Ricevere il benvenuto all’Aspire Academy con tanto calore dai volti sorridenti dei bambini mostra l’apprezzamento che il Qatar ha per l’atletica. Sono motivata e voglio regalare un grande show per Doha e la sua comunità”.

Sandi Morris: “Incontrare i bambini è stata una grande emozione”

E’ stata una grande emozione incontrare bambini provenienti da diversi background e introdurli al salto con l’asta facendo provare a loro qualcosa di nuovo. Questo è ciò che rappresenta davvero l’atletica: essere in grado di interagire con la gente di tutto il mondo e costruire la fiducia

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