Il Real Madrid ringrazia San Keylor Navas: quale sarà il suo futuro?

Dato per partente dopo ogni errore, decisivo quando conta: le sue parate contro il Bayern Monaco hanno trascinato i blancos alla finale di Kiev.

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Real Madrid-Bayern Monaco finisce 2-2 e manda in finale di Champions League gli spagnoli, che a Kiev proveranno a inseguire la 13esima affermazione continentale nella loro storia ricca di successi. Una partita tesa, vibrante, che conferma come il calcio sia capace di regalare certezze e allo stesso tempo di stravolgerle in ogni momento.

Così, se il protagonista più atteso, Cristiano Ronaldo, incappa in una delle sue rare serate negative, ecco che gli eroi blancos si rivelano essere due tra i calciatori meno attesi alla vigilia: Karim Benzema, il centravanti francese autore dei due gol che spengno le speranze dei tedeschi, e Keylor Navas, portiere del Costa Rica che nelle ultime due uscite europee era finito sul banco degli imputati a causa di prestazioni tutt'altro che brillanti.

È il bello del calcio: con una serie di interventi estremamente efficaci, che frustrano l'assalto all'arma bianca di Lewandowski e compagni, l'estremo difensore del Real Madrid mantiene i suoi in partita e cancella in 90 minuti le numerose critiche che gli erano piovute addosso dopo le prove tutt'altro che irreprensibili sfoderate nel ritorno dei quarti contro la Juventus e nella gara di andata proprio contro gli uomini di Heynckes, quando in molti si erano chiesti perché le merengues si affidassero a un portiere non certo ritenuto tra i migliori al mondo.

Keylor Navas al termine della sfida contro il Bayern Monaco

Real Madrid, in Spagna adesso celebrano San Keylor Navas

Non sempre esente da critiche, messo in discussione dopo ogni errore, Keylor Navas riesce però ad essere spesso decisivo quando serve. Quando è in giornata di grazia è capace di cambiare letteralmente l'inerzia di una partita: era successo nella finale di Champions League 2017 contro la Juventus - quando sullo 0-0 neutralizzò due tiri di Higuain e Pjanic che meritavano altra sorte - e nell'andata dei quarti di quest'anno ancora contro i bianconeri, quando un suo balzo prodigioso ha negato il gol ancora una volta a Higuain. 

È successo ancora contro il Bayern Monaco: quello che in Spagna celebrano adesso come San Keylor Navas è stato l'assoluto protagonista dell'incontro, trascinando il Real Madrid alla finale di Kiev con non meno di otto interventi decisivi soprattutto su Lewandowski, Tolisso e Alaba. Parate che valgono quanto un gol e che spazzano via le nubi che si erano addensate intorno alla sua permanenza come titolare nella squadra allenata da Zidane. Almeno fino al prossimo errore.

Sono molto felice, ringrazio Dio perché era una partita davvero molto difficile. Loro sono una grande squadra, abbiamo sofferto un po' ma siamo in finale. Era quello che volevamo, stiamo scrivendo la storia e combatteremo fino all'ultimo.

Keylor Navas in azione con il pallone in mano
Dopo una stagione come riserva di Casillas, Navas è titolare del Real Madrid da tre stagioni. È naturalmente anche uno dei punti di forza del Costa Rica.

Navas è arrivato in Europa nel 2010, a 24 anni, stabilendosi in Spagna dove ha vestito prima la maglia dell'Albacete e poi del Levante. Al Real Madrid si trasferisce nel 2014 all'indomani dell'ottima performance del Costa Rica ai Mondiali in Brasile, mettendosi in mostra con uno stile non sempre aggraziato ma spesso efficace e che finora gli è valso la conferma come titolare in quello che molti considerano il club più forte e importante al mondo.

Il fatto di provenire dal Costa Rica, terra che al calcio non ha mai donato campioni assoluti, è però un fardello che è difficile scrollarsi di dosso e che si aggiunge sia alle enormi aspettative che un club come il Real porta con se sia ad alcune "battute a vuoto" che portano la piazza a invocare un portiere più rinomato. Eppure Keylor Navas in sole quattro stagioni ha già vinto 10 trofei: un campionato, una Supercoppa di Spagna, 2 Champions League, 3 Supercoppe UEFA e 3 Coppe del Mondo per club. 

Zidane non lo ha mai messo in discussione e così il club, che mai ha cercato sul mercato un'alternativa in un ruolo che sente evidentemente coperto da questo portiere che forse a volte è un po' poco elegante, che può avere serate negative e cali di concentrazione, ma che quando il gioco si fa duro risponde spesso presente, risultando decisivo e in certe serate quasi insuperabile.

Dovesse vincere la finale di Kiev, il Real Madrid metterebbe in cassaforte la quarta Champions League negli ultimi cinque anni, la terza consecutiva: sarebbe la terza anche per Keylor Navas, il costaricano che ha fermato il Bayern Monaco e che forse si trova dov'è non per caso. Chi volesse prendersi il suo posto, insomma, è avvisato: i tempi d'attesa potrebbero essere ancora lunghi.

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