WRC, Rally di Argentina: una squadra, un Mondiale, un leader

Nel quinto appuntamento del mondiale di rally ha vinto l'estone Ott Tanak dominando in lungo e in largo come mai era successo fino ad ora.

Rally di Argentin

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Ott Tanak ha conquistato in Argentina, quinta prova del mondiale 2018, il suo terzo successo nel Wrc. Il più netto, il più deciso, il più schiacciante. Con autorità e autorevolezza, l’estone ha riportato sul gradino più alto del podio la Toyota e ha ripagato il grande investimento fatto su di lui dai giapponesi, correndo un week-end esemplare, da predestinato, rendendo una volta per tutte palese il segno distintivo di chi è nato per diventare campione: le stimmate del fuoriclasse. Quelle che Loeb riconobbe in Ogier quando se lo ritrovò tra i piedi in Citroen e lo spinse senza mezzi termini altrove, quelle che Ogier ha riconosciuto lo scorso anno in lui in M-Sport, al punto da temere che il patto di fedeltà siglato con Malcom Wilson potesse spezzarsi davanti alla ghiotta opportunità presentatasi all’estone di poter acciuffare quel titolo iridato che poi andò comunque al francese. La supremazia di Tanak è stata tanta e tale che nell’ultima giornata di corsa ha potuto dedicarsi a controllare la sua leadership, senza tuttavia rinunciare a colpi di classe e di acceleratore che hanno spento sul nascere ogni vocazione alla battaglia dei suoi avversari. La progressione di Tanak nel week-end è stata maestosa. Solo una incertezza, un piccolo errore, un leggero sbandamento al venerdì, poi una tappa percorsa su un binario e senza mai mostrare cedimenti né incertezze.

Secondo a Villa Carlos Paz nella prova spettacolo del giovedì sera a soli tre decimi da Neuville, Tanak ha cambiato subito passo al mattino successivo quando si è imposto in due delle quattro speciali che precedevano il rientro al parco assistenza e passando così in testa alla classifica di gara al termine della quinta, la speciale Fernet Branca. Poi un filotto di altre tre speciali conquistate sbaragliando il campo e guadagnando un vantaggio di poco meno di ventitre secondi sul primo inseguitore, Meeke. Al sabato mattina l’estone ha infilato il successo parziale nelle prime tre prove, poi ha tirato il fiato ritornando alla Fernet Branca e concedendo il successo a Neuville, salito al secondo posto in classifica parziale a poco più di quarantadue secondi. Quindi ha fatto sue altre due speciali su tre che gli hanno permesso di allungare fino a quarantasei secondi e mezzo il vantaggio sul belga della Hyundai. Nell’ultima giornata di gara Ott Tanak ha badato a controllare con prudenza il proprio margine su Neuville, che pur avendo rimontato una manciata di secondi non è mai stato in condizione di nuocere e ha concluso il rally al secondo posto e ben oltre il mezzo minuto.

“T asa sõuad, kaugele jõuad” recita un proverbio estone molto semplice e apprezzato: “Vai avanti con costanza e andrai lontano”. Esattamente ciò che negli anni Tanak ha imparato a fare, fino a completare il proprio bagaglio di conoscenze rubando segreti a Séb Ogier nell’anno vissuto assieme alla M-Sport. Ora in Toyota i ruoli sembrano essere stati definiti dai risultati: Se Esapekka Lappi potrà essere il pilota del futuro, se Jari-Matti Latvala sembra sempre più appartenere al passato, il fiuto e l’istinto ma anche la ragione e i fatti impongono di puntare forte nel presente proprio sul trentenne di Kärla finalmente giunto a maturazione e nel momento migliore della sua ancor giovane carriera. La Toyota vuole fortemente diventare grande al più presto e salire sul tetto del mondo. Dal giorno del suo rientro nel Wrc, un anno fa, l’ex campione e ora Team Manager Tommi Makinen ha avuto una visione: riuscire a rendere in pochi anni la squadra nippo-finlandese il team da battere. Lo studioso americano Warren Gamaliel Bennis, il primo a compiere studi approfonditi sui comportamenti di gruppo, sosteneva che “la leadership altro non è che la capacità di tradurre la visione in realtà”. Esattamente ciò che Ott Tanak ha dimostrato di essere capace di fare. Per questo anche Jari-Matti  Latvala ha compreso che ora il nuovo faro della squadra è l’estone. Un leader è caduto, l’altro è appena nato.

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