Bayern Monaco, la squadra che vinse tre Champions League di fila

I bavaresi sono gli ultimi ad aver tre Coppe dei Campioni consecutive: martedì la semifinale contro i Galacticos che possono fare altrettanto 40 anni dopo.

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Molto più di una semifinale. Perché c'è rivalità, perché c'è un record da difendere. Martedì il Bayern Monaco andrà al Bernabeu per ribaltare il 2-1 con cui il Real Madrid si è imposto nella semifinale d'andata della Champions League. Occhio a dare la squadra di Heynckes per spacciata: i tedeschi, infatti, sono particolarmente arrabbiati.

Nella gara d'andata il Bayern Monaco ha sprecato molto, troppo, e il Real Madrid ne ha approfittato. C'è poi il precedente della scorsa stagione, quando i bavaresi si sono sentiti derubati e penalizzati da un arbitraggio perlomeno insufficiente. Insomma, c'è assoluta voglia di riscatto. Poi però c'è anche un record da difendere.

Il Real Madrid potrebbe infatti vincere la terza Champions League di fila. L'ultima squadra a riuscirci? Proprio il Bayern Monaco (anche se all'epoca si chiamava ancora Coppa Campione). E nella società bavarese sono presenti molti di quella squadra che riuscì nel triplice successo. A partire da Uli Hoeness (il presidente) e Karl-Heinz Rummenigge (amministratore delegato che però vinse solo la seconda e la terza di quelle coppe). Loro per primi non hanno di sicuro voglia di arrendersi agli spagnoli.

Il Bayern Monaco con la prima coppa
Il Bayern Monaco con la prima coppa

Bayern Monaco, la squadra che vinse tre Coppe dei Campioni di fila

Nella storia del calcio solo tre squadre sono riuscite a salire sul tetto d'Europa (almeno) tre volte di fila: il Real Madrid (dal 1956 al 1960), l'Ajax (dal 1971 al 1973) e il Bayern Monaco appunto (dal 1974 al 1976). Quelli i primi tre trofei dei 5 conquistati dai bavaresi. Quello il periodo nel quale il club è diventato il migliore in Germania e fra i primi al mondo.

Muller alza la coppa al cierlo
Muller alza la coppa al cierlo

L'era cominciò nel 1968 con l'arrivo di Branco Zebec come allenatore. Il nuovo tecnico vietò ai giocatori di bere una bevanda molto cara in regione: la birra. Paradossalmente la scelta venne inizialmente criticata dagli esperti, perché, era evidente, i giocatori non avrebbero gradito. Eppure i successi arrivarono lo stesso.

Le tre Coppe dei Campioni
Le tre Coppe dei Campioni

Nel 1968-69 il club riuscì a vincere per la prima volta il Double, conquistando coppa e campionato. Zebec quella squadra l'aveva costruita puntando molto sulla forza dei difensori (in particolare August Starek e eter Pumm). In quel momento però il Bayern Monaco doveva vedersela in Bundesliga con il Borussia Moenchengladbach, prima squadra a vincere due volte di fila il campionato tedesco (1970 e 1971). Nel 1972 però il Bayern cambiò casa: dallo stadio nella Gruenwalder Strasse passò all'Olympiastadion. Trasferimento importante perché permetteva di aumentare (notevolmente) il fatturato. L'impianto conteneva quasi il doppio delle persone rispetto a quello precedente e all'epoca il botteghino influiva non poco sugli incassi totali. Nel 1971-72 il Bayern Monaco dimostrò di esser diventato una superpotenza: con 40 gol Gerd Muller divenne capocannoniere della Bundesliga stabilendo un record che resiste ancora oggi. Fu soprattutto grazie a lui se la squadra fece registrare un record di punti battuto solo nel 2011-12 dal Borussia Dortmund (dando in entrambi i casi i 3 punti per vittoria). Una squadra fortissima, con Sepp Maier in pota, Beckenbauer, Hoeness e Gerd Muller.

Il gol annullato al Leeds
Il gol annullato al Leeds

Il triennio magico in Coppa dei Campioni per il Bayern Monaco cominciò con una figuraccia. Ai sedicesimi di finale i tedeschi vinsero 3-1 l'andata in casa contro gli svedesi dell'Atvidaberg, prima di perdere con lo stesso risultato il ritorno. Gerd Muller e compagni riuscirono a imporsi solo ai rigori e vennero accolti coi fischi al loro ritorno a Monaco. Da lì la svolta. Agli ottavi 4-3 e 3-3 contro la Dinamo Dresda, ai quarti un netto 4-1 col CSKA Sofia prima della sconfitta per 2-1 al ritorno. Anche la semifinale venne vinta tutto sommato agevolmente: 1-1 in Ungheria contro l'Ujpest, 3-0 al ritorno. In finale la sfida all'Atletico Madrid. Gara storica quella: si tratta infatti della prima finale di Champions League terminata in parità dopo i supplementari (1-1, il Bayern segnò al 120 con i tiro della disperazione di Schwarzenbeck) e che ebbe quindi bisogno della ripetizione: i bavaresi si imposero per 4-0 con le doppiette di Ulie Hoeness e di Gerd Muller.

Muller e Beckenbauer dopo la finale col St.Etienne
Muller e Beckenbauer dopo la finale col St.Etienne

L'anno successivo il Bayern cominciò il proprio percorso dagli ottavi, eliminando il Magdeburgo con due vittorie (3-2 in casa e 2-1 fuori). Nei quarti la sfida all'Ararat Yerevan (Urss), vinta per 2-0 in casa e persa 1-0 fuori. Da lì i bavaresi non presero più gol: in semifinale, contro il St.Etienne, pareggiarono 0-0 in trasferta imponendosi per 2-0 in casa. Nella finale (non priva di polemiche) altro 2-0 al Leeds. L'arbitro Kitabdjian, però, annullò sullo 0-0 un gol regolare a Peter Lorimer e successivamente fece continuare a giocare nonostante un evidente fallo di Franz Beckenbauer su Allan Clarke in piena area di rigore. Secondo le cronache dell'epoca l'arbitraggio fu contro gli inglesi a causa degli hooligans che per tutto il giorno avevano creato disordini fuori e dentro lo stadio.

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Nel 1975-76 il terzo successo internazionale: ai sedicesimi la goleada ai campioni di Lussemburgo dello Jeunesse d'Esch (5-0 fuori e 3-1 in casa) agli ottavi lo scivolone in Svezia contro il Malmoe (1-0), prontamente cancellato al ritorno con la vittoria per 2-0. Fu impressionante invece il successo ai quarti contro il Benfica: dopo lo 0-0 di Lisbona finì 5-1 a Monaco. In semifinale, curiosamente, ecco il Real Madrid. Dopo l'1-1 in Spagna i bavaresi vinsero 2-0 in casa. In finale l'1-0 al Saint Etienne (gol di Roth). Ora, oltre 40 anni dopo, il Real Madrid può essere la prima squadra a vincere tre Champions League di fila. E di fronte, per uno scherzo del destino, ha proprio il Bayern Monaco. Per questo martedì sarà molto più di una semifinale. Perché c'è rivalità, perché c'è un record da difendere.

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