Tutti i trofei conquistati da Andres Iniesta al Barcellona

Don Andrés lascia il club blaugrana dopo 22 anni e con un palmares impressionante: i 32 trofei conquistati con i catalani lo hanno reso una leggenda immortale

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Adesso che la storia tra Andrés Iniesta e il Barcellona si è ufficialmente conclusa, in seguito alla conferenza stampa che ha visto il geniale regista spagnolo annunciare l'addio al club in cui ha passato tutta la vita e all'indomani del trionfo nella Liga 2017/2018, è finalmente tempo di bilanci. Don Andrés è stato senza alcun dubbio uno dei calciatori più forti non solo della sua generazione, o degli ultimi vent'anni, ma uno dei migliori in assoluto nella storia, e i numerosi trofei conquistati con la maglia del Barca ne sono una prova.

Iniesta è stato protagonista in ben 32 trionfi del Barcellona. Una storia d'amore e di vittorie che comincia nella stagione 2004/2005, la prima - l'esordio è arrivato nel 2002/2003 - che quello che diventerà uno dei simboli eterni del Barcellona disputa da titolare a tutti gli effetti.

In quell'annata il Barca, guidato in panchina da Frank Rijkaard, conquista la 17esima Liga della sua storia con il contributo determinante di un Iniesta poco più che ventenne, che gioca 37 gare su 38 diventando immediatamente un punto di riferimento per una squadra che può contare anche su campioni come Xavi, Puyol, Ronaldinho, Eto'o e un giovanissimo Messi: proprio insieme all'argentino, "l'Illusionista" di Fuentealbilla diventerà il simbolo di una delle squadre più belle e vincenti di sempre.

Un giovanissimo Andres Iniesta in azione
Dopo due stagioni in cui gravita nella prima squadra, la stagione 2004/2005 è la prima da titolare per Andres Iniesta: è da subito un successo.

Iniesta, tutti i trofei conquistati con il Barcellona

Nel 2005 il Barcellona, dopo aver conquistato la Liga superando gli eterni rivali del Real Madrid, alza anche la Supercoppa spagnola, che arriva dopo un doppio confronto contro il Betis: Iniesta è stato utilizzato frequentemente da Rijkaard, ma viene ancora considerato un'alternativa ai titolari Deco e Xavi. Un infortunio occorso a quest'ultimo però gli spalanca presto le porte della prima squadra.

La stagione 2005/2006 è quella in cui Iniesta entra sempre più nei meccanismi del Barcellona, prima sostituendo Xavi e poi affiancandolo in cabina di regia: in panchina siede ancora Rijkaard, i gol sono ancora affidati a Ronaldinho ed Eto'o. Oltre a confermarsi campioni di Spagna, i blaugrana conquistano anche la Champions League, superando nella finalissima allo Stade de France un battagliero Arsenal per 2-1 in rimonta: è il secondo trionfo continentale nella storia del Barca, sarà l'inizio di una vera e propria dinastia.

Se nel 2006/2007 arriva soltanto la Supercoppa di Spagna, conquistata nel derby contro l'Espanyol, la stagione successiva è un brusco ritorno sulla terra: si tratta dell'ultimo anno con Rijkaard in panchina, il Barca è protagonista di un deludente terzo posto in campionato e si ferma in semifinale sia in Coppa del Re che in Champions League. È il momento di cambiare, ed ecco che al posto del tecnico olandese viene chiamato Josep Guardiola.

I trionfi con Guardiola

Ex-bandiera del club, Guardiola rivoluziona la squadra cedendo Deco, Ronaldinho e Edmilson e lanciando definitivamente Iniesta e Messi, a cui affianca il difensore Piqué - di ritorno dall'Inghilterra - e il robusto ed essenziale mediano Busquets. Si compone così il meraviglioso triangolo di centrocampo che ha come vertice basso proprio Busquets e come registi Xavi e Iniesta, bravissimi ad interpretare entrambe le fasi di gioco e a dare i tempi alla squadra, che mostra al mondo il suo tiki taka.

Gli anni successivi trasformeranno il Barcellona nella squadra più forte al mondo: Iniesta migliora di anno in anno, e mentre trascina la Spagna ai successi negli Europei del 2008 e del 2012, e soprattutto nella vittoria ai Mondiali del 2010 decisi in finale proprio da un suo gol, alza un trofeo dietro l'altro con il club di cui è divenuto un simbolo. 

Ecco così in rapida successione tre campionati consecutivi (2008/2009, 2009/2010, 2010/2011), tre Supercoppe, due Coppe del Re e soprattutto altre due Champions League: nel 2008/2009, alla prima stagione di Guardiola in panchina, arriva il trionfo 2-0 contro il Manchester United allo Stadio Olimpico, quindi nel 2010/2011 la storia si ripete a Wembley ancora contro i Red Devils, stavolta sconfitti 3-1. I successi continentali permettono al Barcellona di partecipare alla Coppa del Mondo per club, che viene vinta in due occasioni su due: nel 2009 Iniesta e compagni superano gli argentini dell'Estudiantes, nel 2011 i brasiliani del Santos.

Andres Iniesta festeggia il gol contro il Chelsea nel 2009
Nel corso della sua lunga carriera Iniesta ha giocato quasi 900 gare segnando solo 75 gol. Alcuni di questi sono però stati pesantissimi, compreso quello nella finale dei Mondiali del 2010 e quello arrivato all'ultimo contro il Chelsea nella semifinale di Champions League del 2009.

Nell'estate del 2012 Guardiola, l'uomo che ha segnato una vera e propria epoca, lascia la panchina del Barcellona al vice Tito Vilanova, colui che si dice essere il vero ispiratore del tiki taka: nonostante l'ennesimo campionato conquistato, il 22esimo nella storia del club, non sarà una stagione felice per il Barca, che si deve fermare in semifinale sia in Coppa del Re che in Champions League e che soprattutto viene scosso da una terribile notizia: a Vilanova è stato diagnosticato un tumore, che lo costringe ad abbandonare la panchina e che lo porterà a una prematura scomparsa due anni dopo, appena 46enne.

Per il Barcellona non è facile ripartire: il club catalano ci prova con l'argentino Gerardo Martino e arriva soltanto una Supercoppa, troppo poco per un club abituato a vincere e che per ripetere le gesta di Guardiola si affida ad un'altra bandiera, Luis Enrique. Il nuovo allenatore si è fatto le ossa come Pep nella squadra B, conosce lo spirito tipico del Barca e si affida come i suoi predecessori ancora a Iniesta: si tratterà di una mossa più che azzeccata.

Gli ultimi successi

Nella stagione 2014/2015 il Barcellona torna a vincere tutto: Luis Enrique ripete la stagione d'esordio di Guardiola conquistando al primo tentativo il triplete. In campionato i catalani trionfano realizzando 94 punti, 2 in più del Real Madrid, mentre in Coppa del Re la vittoria arriva dopo aver superato in finale l'Athletic Bilbao. In Champions League, infine, i blaugrana hanno la meglio 3-1 sulla Juventus nella splendida cornice dell'Olympiastadion di Berlino.

Xavi saluta i compagni e va a concludere la carriera in Medio Oriente, Iniesta è sempre più il leader di una squadra che si conferma vincente: nel 2015/2016 il Barcellona conquista il suo 24esimo titolo nazionale superando sul filo di lana (91 punti contro 90) il Real Madrid, conquista la sua terza Coppa del Mondo per club (3-0 in finale al River Plate) e la 28esima Coppa del Re. 

Xavi e Iniesta con la Champions League
Insieme a Xavi e Sergio Busquets, Andres Iniesta ha formato un reparto di centrocampo tra i più forti e vincenti nella storia del calcio.

Il 2016/2017 è un anno interlocutorio, la squadra non rende secondo le attese e Iniesta forse comincia ad accusare l'età: dall'anno della sua affermazione questo è quello in cui mette insieme meno presenze stagionali - appena 37 in tutte le competizioni - e forse è anche questo il motivo per cui il Barcellona non rende al meglio. Arrivano comunque le vittorie in Supercoppa contro il Siviglia e in Coppa del Re contro l'Alaves.

L'ultima stagione di Don Andrés in blaugrana, infine, è quella in corso: è qui che prevale l'orgoglio del grande campione, che vuole andarsene da vincitore e che riesce a tornare ai grandissimi livelli raggiunti in passato. A beneficiarne è la squadra intera, che mantiene un passo spedito per tutta la stagione sotto la guida del nuovo tecnico Valverde e che sbaglia soltanto una partita, il ritorno dei quarti di finale contro la Roma che sancisce una precoce eliminazione dalla Champions League.

Nonostante questo passo falso Iniesta e compagni non si perdono d'animo, e conquistano la Coppa del Re con uno spettacolare 5-0 rifilato al Siviglia in cui va a segno anche Iniesta, che successivamente trascina la squadra all'ennesima vittoria in campionato. Ora è arrivato il momento dell'addio: il campionissimo andrà a chiudere la carriera in Cina dopo un Mondiale in cui conta di recitare ancora un ruolo da protagonista. Le ultime gare nella Liga che va concludendosi saranno la meritata passarella per un vero e proprio fenomeno, un campione che ha segnato un'epoca e che il calcio mondiale non potrà mai dimenticare.

Il palmares di Don Andrés al Barcellona

Campionato spagnolo: 9
(2004-2005, 2005-2006, 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2012-2013, 2014-2015, 2015-2016, 2017-2018)

Supercoppa di Spagna: 7
(2005, 2006, 2009, 2010, 2011, 2013, 2016)

Coppa del Re: 6
(2008-2009, 2011-2012, 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018)

UEFA Champions League: 4
(2005-2006, 2008-2009, 2010-2011, 2014-2015)

Supercoppa UEFA: 3
(2009, 2011, 2015)

Coppa del mondo per club: 3
(2009, 2011, 2015)

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