Barcellona, l'anno 1 di Valverde: basterà il doblete?

Liga e Copa del Rey da una parte, figuraccia in Champions League dall'altra: ripercorriamo la prima stagione dello Txingurri sulla panchina blaugrana. Sarà anche l'unica?

310 condivisioni 0 commenti

di

Share

Primo anno, doblete. Ah, deve essere proprio entusiasmante la vita di Ernesto Valverde come allenatore del Barcellona. Ti sei appena seduto sulla panchina che fu di Cruijff, Rijkaard, Guardiola, Luis Enrique e già hai messo mano sulla Liga e sulla Copa del Rey. E in che modo: in campionato, i blaugrana non hanno ancora perso una partita che sia una; in coppa, hanno salutato con la manita il Siviglia in una finale totalmente a senso unico. Lunga vita, insomma, allo Txingurri come allenatore della squadra con cui - a fine anni '80 - vinse da giocatore una Coppa della Coppe e un'altra Copa del Rey.

Davanti a un quadretto così idilliaco, però, c'è un "ma" grande come le orecchie di un'altra coppa: quella a cui il club culé ha dovuto rinunciare anzitempo, per la terza stagione di fila. E, anche qui, in che modo: eliminata ai quarti da un'outsider come la Roma, dopo aver chiuso l'andata con tre gol di vantaggio. Un capitombolo colossale, un batacazo - come dicono in Spagna - che ha guastato un'annata per il resto trionfale.

Ecco perché il futuro di Valverde è (per molti versi) incredibilmente in bilico: puoi vincere la Liga, puoi alzare al cielo anche il secondo trofeo del Paese, ma se fallisci in Champions League... Già, se fallisci in Champions League, ogni traguardo raggiunto appare di colpo più piccolo, meno inebriante. Tanto che, raccontava Mundo Deportivo una settimanella fa, il tecnico di Viandar de la Vera avrebbe persino rischiato l'esonero in caso di ko nella finale di Copa contro il Siviglia. Voci di corridoio, certo, ma pur sempre indicative dell'instabilità del rapporto tra Valverde e il Barça.

Barcellona, Liga e Copa del Rey basteranno per la conferma di Valverde?

È come se il Barcellona, per estremizzare la questione, avesse toccato con mano i dubbi di un'estate fa: sarà lui l'allenatore giusto per noi? Che, nel caso di una società abituata a ragionare di triplete in triplete, significa: riuscirà a riportare sulla Rambla la Champions League? Un obiettivo naturale per i blaugrana, praticamente doveroso in un'epoca in cui il Real Madrid si è ripreso lo scettro di club leader in Europa e nel mondo. E se non riuscirci al primo tentativo può essere "perdonato", la figuraccia dell'Olimpico rischia di essere troppo indigesta per una dirigenza iper esigente.

Barcellona, il tecnico Ernesto Valverde
Il futuro di Ernesto Valverde a Barcellona potrebbe non essere così sicuro

A infilare il dito nella piaga, ci hanno pensato qualche giorno fa i madrileni di AS: dal momento che non porta il proverbiale anello al naso, Valverde si sarebbe accorto dei mal di pancia che serpeggiano nelle stanze dei bottini blaugrana. E senza la necessaria sintonia tra le parti, potrebbe essere lo stesso tecnico 54enne a salutare dopo appena una stagione. In anticipo di un anno, cioè, sulla scadenza del contratto, senza contare l'opzione per il 2020. La situazione assomiglia tanto a una guerra fredda, pronta a rientrare o al contrario surriscaldarsi dopo aver messo in cascina il 25° campionato nella storia del Barça.

Le prime pagine dopo il ko del Barça contro la Roma
Il "fracaso" di Roma rimane la macchia nera in una stagione da schiacciasassi

Secondo AS, alla dirigenza culé non sarebbe piaciuta la gestione della rosa nel momento clou: turnover poco efficace, scelte di formazione che sembrano aver privilegiato la Liga alla Champions League, nonostante l'ampio vantaggio sulle dirette inseguitrici. Sul fronte opposto rispetto ai quadri generali del club, ci sarebbero invece i senatori del gruppo: loro sì che vogliono la conferma di Valverde, a cui non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno.

Inizio in salita, inizio da urlo

D'altra parte lo Txingurri, la "formica", ha capito subito di doversi rimboccare le maniche. Pronti, via e ciao ciao Neymar: la cessione del brasiliano non è stata il messaggio di benvenuto migliore della storia. La prima soluzione, Ousmane Dembelé, è naufragata già a metà settembre contro il grave infortunio subito dall'ex Borussia Dortmund. La seconda, Philippe Coutinho, è arrivata troppo tardi per essere una panacea: inutilizzabile in Champions League, l'ex stella del Liverpool potrà rivelarsi un vero e proprio colpo solamente nella prossima stagione.

L'ex Barcellona Neymar
Valverde si è goduto Neymar solamente nelle tournée pre-campionato

Anche a livello di obiettivi stagionali, la partenza di Valverde è stata tutt'altro che sprint: doppia sconfitta contro il Real Madrid e Supercoppa di Spagna consegnata nelle mani degli eterni rivali. Cominciamo bene, hanno pensato gli scettici della prima ora. Poi però il Barcellona ha davvero cominciato alla grande: 7 vittorie di fila a inizio campionato, più il bis nel girone di Champions League contro Juventus e Sporting Lisbona. Senza poter utilizzare Dembelé e dopo aver bocciato la candidatura di Deulofeu, Ernesto ha trovato in batter d'occhio la quadratura del cerchio: dal 4-3-3 ecco il passaggio al 4-4-2, con il neo arrivato Paulinho (altro nome che aveva solleticato molto poco i palati dei tifosi) a fare da ago della bilancia dietro il tandem Messi-Suarez.

Il brasiliano Paulinho
Paulinho, il giocatore più valorizzato da Valverde

La quadratura del cerchio e il capolavoro nel Clasico

È con questa formazione tipo che è arrivata, tanto per fare un esempio, una delle vittorie storiche della stagione blaugrana: il 3-0 al Santiago Bernabeu. Una lezione a domicilio ai bi-campioni d'Europa, che ha fatto gridare all'intera Europa: ecco chi sono i veri favoriti non solo per la Liga, ma soprattutto per la Champions League. Anche con l'arrivo di Coutinho e il rientro di Dembelé, Valverde ha confermato il sistema ritagliato su misura per il suo Barça. Già da febbraio, però, qualche scricchiolio si è cominciato a sentire: nel doppio confronto con il Chelsea, soprattutto all'andata, la macchina culé non è sembrata così da guerra. Anche in campionato, è servito l'1-0 casalingo contro l'Atletico Madrid per bloccare le ritrovate ambizioni di rimonta dei Colchoneros.

Il Clasico vinto dal Barcellona al Bernabeu prima di Natale
Il capolavoro di Valverde nel Clasico d'andata al Bernabeu

"Non è in bilico!"

Ecco poi i quarti di Champions contro la Roma. Uno spartiacque che ha ridisegnato di colpo tutta la prima stagione blaugrana di Valverde. E che potrebbe lasciare scorie così tossiche, da rendere impossibile il prosieguo nella prossima stagione. Uno scenario smentito nelle scorse ore dal presidente Josep Maria Bartomeu:

È falso che il posto di Valverde è in bilico. È al suo primo anno, ha iniziato un progetto e siamo molto contenti di lui. Il ko di Roma ha fatto male a tutti noi, ma nessuno ha mai messo in dubbio la sua permanenza.

Sarà vero? Saranno le classiche dichiarazioni di rito? Sospendiamo il discorso e lasciamo che lo Txingurri si goda la prima Liga vinta in carriera. Da calciatore, col Barça, non ci era riuscito: ha aspettato 28 anni per colmare quella lacuna. Per colmare l'altra, a forma di coppa dalle grandi orecchie, potrebbe volerci qualcosa in più. Il doblete sarà più forte del mancato triplete?

Vota anche tu!

Ernesto Valverde merita la conferma sulla panchina del Barcellona?

Leggi di più tra 5

Annulla redirect

Share

Commenta

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.