Uomini e non nomi: chi è Caparros, nuovo allenatore del Siviglia

In panchina al posto di Montella torna Don Joaquin, artefice della squadra che dal 2000 al 2005 compì la scalata dalla Segunda Division alla qualificazione Uefa.

Siviglia, è Joaquin Caparros il nuovo allenatore

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Ha quattro giornate per andare oltre una classifica deludente, che vede i suoi relegati in settima posizione, porre le basi per chi allenerà la squadra nella prossima stagione ed entrare con il cuore e con la mente in sintonia con lo spogliatoio del Siviglia, ambiente poco confortevole per gli ultimi predecessori nel ruolo. E dovrà fare il tutto dimenticando di portare il nome di uno dei simboli del Betis, altra squadra della città: Joaquin Caparros è il sostituto di Vincenzo Montella sulla panchina de Los Nervionenses. Fatali per l'Aeroplanino sono state la sconfitte rimediate in campionato contro il Levante e prima in Coppa del Re contro il Barcellona.

Un ko, quello incassato contro la seconda squadra di Valencia, contestato dai tifosi che avevano messo nel mirino l'allenatore italiano, arrivato in Andalusia a fine dicembre 2017 per prendere il posto di Berizzo, e squadra. Montella aveva rilevato una squadra quinta in Liga e agli ottavi di Champions League, contro lo United. In coppa è arrivato ai quarti, cedendo poi al Bayern Monaco, perdendo però due posizioni (e diversi punti) in campionato, complice una difesa bucata ben 54 volte in stagione. Troppo per il presidente José Castro, che ha preferito voltare pagina e affidarsi all'esperienza di Caparros, che dalle parti del Sanchez-Pizjuan è ben noto.

Un annuncio, quello del ritorno in sella dell'allenatore nato in provincia, a Utrera, che ha riacceso gli entusiasmi della piazza, come gli oltre 1000 retweet in 30 minuti dall'ufficialità della notizia hanno attestato. La mente torna al lontano 2000, quando un Caparros 45enne sedeva per la prima volta sulla panchina del Siviglia, dopo aver riportato nella massima serie del calcio spagnolo il Villarreal. Ripartenza dalla Segunda Division, per dare il via a un cammino quinquennale, culminato nella storica qualificazione alla Coppa UEFA 2004/2005, coincidente con l'ultima stagione di "Don Joaquin", come in città lo chiamano, in panchina.

Liga, Caparros a Siviglia da allenatore del Levante
Liga, Joaquin Caparros al Sanchez-Pizjuan di Siviglia da allenatore del Levante

Siviglia, in panchina torna Joaquin Caparros

L'ultima panchina di Joaquin Caparros con il Siviglia è datata 29 maggio 2005, 0-2 in casa per mano del Malaga. In quell'annata nella rosa del Siviglia spiccavano un giovanissimo Sergio Ramos, una freccia come Dani Alves, il compianto Antonio Puerta, la velocità di Jesus Navas e la forza di Julio Baptista. Con loro anche Paco Gallardo, all'epoca centrocampista e oggi nel gruppo di assistenti dei quali Caparros si avvarrà per la sua esperienza 2.0 in panchina. A non mutare sarà la sua politica, all'insegna del "hombres, y no nombres", cioè:

Uomini e non nomi.

I numeri raccontano al meglio cosa rappresenta Caparros per il Siviglia. Le partite ufficiali vissute in panchina da Don Joaquin sono 226, come nessun altro: le vittorie sono 102. Meglio ha fatto solo Unai Emery. Da quel lontano 2005, quando la sua squadra sfiorò una clamorosa qualificazione in Champions League, l'allenatore di Uretra ha affrontato diverse vite calcistiche, passando per Deportivo La Coruna, Athletic Bilbao, Mallorca, Levante, Granada e Osasuna in Liga, senza tralasciare le tappe in Svizzera con il Neuchatel Xamax e a Doha, in Qatar, alla guida dell'Al-Ahly. Ora riparte da quella che è a tutti gli effetti casa sua. Il modulo? 4-4-2, senza ignorare escursioni verso il 4-2-3-1 e il 4-3-1-2.

Un'esultanza del Siviglia 2004/2005 guidato da Caparros
Un'esultanza del Siviglia 2004/2005 guidato da Joaquin Caparros

In carriera Caparros non ha sollevato trofei, ma resta un allenatore da 495 panchine in Liga e di comprovata esperienza, cruciale per il delicato finale di stagione in casa Siviglia. L'allenatore 62enne siederà sulla panchina degli andalusi fino alla fine della stagione 2017/2018. E poi? Avrà un ruolo ancora in corso di definizione, spiega un comunicato ufficiale, all'interno del club. Trasmettendo la propria filosofia: uomini e non nomi. Prima dei proclami, i fatti.

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