Barcellona, la storia di Andrés Iniesta

Lo spagnolo ha annunciato che a fine stagione lascerà il Barça: ripercorriamo la sua storia con i blaugrana dall'arrivo all'età di 8 anni.

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Quando si avvicina l’ultima volta, le percezioni cambiano. Anche un gesto banale e quotidiano come entrare in campo può cambiare prospettiva. In un attimo tutto ti ritorna davanti agli occhi, lo rivivi con un sorriso e poi ti ritrovi solo, a salire su quei gradini. Ecco, oggi è l’ultima volta di Andrés Iniesta: a fine stagione lascerà il Barcellona

Quel numero 8 diventato icona del calcio, simbolo della generazione di centrocampisti che ha contemplato anche Steven Gerrard e Frankie Lampard. Anche se nel suo microcosmo l’8 ha sempre viaggiato col 6: Xavi e Iniesta, letti tutto d’un fiato, l’anima del tiki-taka.

In Spagna tutti gli album dei ricordi iniziano con una foto, quella del momento in cui Iniesta è diventato “Don” Andrés: il gol nella finale Mondiale 2010 contro l’Olanda. Un gol da Pallone d’Oro, secondo tutti tranne France Football che gli preferì Messi e 8 anni dopo – oggi - gli ha chiesto scusa.

Barcellona, la storia di Andrés Iniesta

Ma Iniesta non ha mai avuto bisogno di titoli: al Barça è arrivato a 8 anni ed è uscito 16 stagioni da professionista dopo con 31 trofei in bacheca, di cui 8 Liga e 4 Champions, diventando il più vincente culé di sempre, insieme a Messi. A proposito di Leo: Don Andrés è stato capace di risaltare in una squadra in cui erano le stelle erano sempre le altre.

Ma a lui andava bene così: Iniesta alle stelle portava la luce, vedeva – anzi, “pre”vedeva – lo spazio, dove i compagni potevamo materializzarsi per brillare. E comunque, all’occorrenza, la porta la vedeva anche lui. Pochi gol, ma nei momenti che contano. Perché non è da tutti profanare il Bernabeu vincendo 4-0 e farsi applaudire comunque da tutto lo stadio. 

Chiudi gli occhi e li riapri: ecco la prima presenza in Liga, il primo gol, il primo pallonetto o il primo assist di Ronaldinho. Passano gli anni, passano i capelli, ma Iniesta e il Barcellona sembrava la classica storia destinata a durare per sempre. Non sarà così, ma sarà così.

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