"Sorprese Mondiali" - Croazia, il sogno dei debuttanti

Al via una nuova collaborazione con MondoFutbol.com: nel primo appuntamento parliamo della Croazia di Boban e Suker che nel 1998 si classificò terza ai Mondiali.

Mondiali: Croazia, il sogno dei debuttanti

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Dal dopoguerra fino al 1998, la miglior debuttante ai Mondiali di calcio era il Portogallo di Eusebio, quarto in Inghilterra nel 1966. Fino al ’98, quando arriva la Croazia. Nell’estate di quell’anno, in Francia, tocca il culmine e giunge al suo epilogo una storia iniziata ben 11 anni prima, in ottobre, a Santiago del Cile. E siccome quelli a cavallo tra il 1980 e il 1990 sono anni di particolare instabilità geopolitica, nell’ultimo capitolo di questo racconto, alcuni dei protagonisti si ritrovano ad avere persino una nazionalità differente rispetto a quella con cui avevano esordito.

È il 25 ottobre 1987 e all'Estadio Nacional di Santiago del Cile la Jugoslavia ancora unita si laurea Campione del Mondo Under-20. Si tratta, probabilmente, di una delle nazionali giovanili più talentuose di sempre: Zvonimir Boban, Predrag Mijatović, Davor Šuker, Robert Prosinečki sono i ragazzi più interessanti del gruppo allenato da Mirko Jozić, che elimina la Germania Est di un giovanissimo Matthias Sammer in semifinale e, ai rigori, si aggiudica la finale contro la Germania Ovest allenata da Berti Vogts. 

Il rigore decisivo viene battuto da Boban, già autore del momentaneo 1-0 nei tempi regolamentari. Lo trasforma e corre a perdifiato sulla pista d’atletica cercando con gli occhi i tifosi jugoslavi per poter festeggiare con loro. Jugoslavi, non serbi, croati o montenegrini.

La Croazia che partecipa ai Mondiali del 1998
La Croazia che partecipa ai Mondiali del 1998

Mondiali 1998: Croazia, il sogno dei debuttanti

A poco meno di 11 anni da quel giorno, in Francia, Boban è capitano di una nazionale che per la prima volta partecipa a un Mondiale. Con lui ci sono ancora Šuker, Prosinečki e Robert Jarni. La Croazia viene inserita nel Gruppo H con Argentina, Giamaica e Giappone. Al Mondiale si qualifica anche la Jugoslavia, una squadra di tutto rispetto che continua a esistere nonostante qualche anno prima Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Macedonia e, appunto, Croazia si siano dichiarate indipendenti. Serbi e montenegrini compongono una selezione formata, tra gli altri, da Mihajlović, Stanković, Savićević e Mijatović, che viene eliminata agli ottavi da un gol nel recupero dell’olandese Edgar Davids.

Nel gruppo H, la Croazia perde solo 1-0 contro l’Argentina e supera Giappone e Giamaica. I nomi dei trascinatori sono i soliti, su tutti Davor Šuker, che dopo aver segnato due reti nella fase a gironi trasforma il rigore con cui la selezione allenata da Miroslav Blažević elimina la Romania di Gheorghe Hagi. Ai quarti c’è la Germania sulla cui panchina siede Berti Vogts, il CT che nel 1987 ha dovuto assistere impotente alla corsa di Zvone Boban. In rosa c’è anche l’ex Juve Andreas Möller, che di quell’Under-20 era uno dei leader, ma i titolari portano cognomi pesanti: Matthäus, Hässler, Klinsmann, Bierhoff, solo per citarne alcuni.

La Croazia festeggia il terzo posto al Mondiale
La Croazia festeggia il terzo posto al Mondiale

La Germania è ormai unita e a Vogts piacerebbe portare anche Matthias Sammer, che nel Mondiale Under-20 cileno, quando giocava per la Repubblica Democratica Tedesca, era stato eliminato proprio da Boban e compagni. Ma il Pallone d’Oro 1996, l’anno prima del Mondiale, contrae un’infezione dopo una banale operazione a un ginocchio: rischia la vita e decide di ritirarsi. Croazia e Germania si affrontano il 4 luglio a Lione in quella che è probabilmente una delle migliori partite nella storia della nazionale croata. Segnano Jarni, Vlaović e il solito Šuker, mentre l’esperto portiere Dražen Ladić para anche le mosche.

In semifinale, però, c’è la Francia padrona di casa. Allo Stade de France, di fronte a 76mila spettatori, Šuker non mostra alcun timore reverenziale segnando il quinto gol del suo Mondiale, ma i francesi rimontano e vincono con una doppietta di Lilian Thuram (magnifico il sinistro con cui firma il 2-1), nonostante un’altra giornata in cui Ladić è in stato di grazia. In finale ci vanno i “Bleus”, che seppelliscono sotto tre reti il fenomenale Brasile allenato da Zagallo. È nella “finalina”, però, che la Croazia riesce a conquistare un posto nella storia. Prima Prosinečki danza in aerea e infila van der Sar, poi un mancino chirurgico di Šuker annulla il momentaneo pareggio di Zenden e consegna il terzo posto alla nazionale slava. È il 1998, Davor è capocannoniere la Croazia è la miglior debuttante del dopoguerra nella Coppa del Mondo.

[di Davide Zanelli – MondoFutbol.com]

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