Serie B, come funziona il paracadute per chi retrocede dalla A

Le squadre che scendono di categoria sono divise in tre fasce: in palio una somma complessiva che può arrivare a 75 milioni di euro.

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Arma importante per chi vuole preparare una rapida risalita, speranza di cui tener conto per chi vuole lenire la delusione della retrocessione con introiti finanziari utili per programmare il futuro. Comunque la si veda, il paracadute finanziario resta materia di discussione per le formazioni che di anno in anno scendono in Serie B: milioni che nel recente passato hanno suscitato polemiche, spesso smentite dal campo (la vittoria del Palermo già retrocesso contro l'Empoli, fatale per i toscani, nell'ultimo turno della scorsa stagione di Serie A ne è un esempio), e che subiranno nuove fluttuazioni nell'estate 2018, valide a partire dalla prossima stagione.

Non sono infatti passate inosservate le modifiche introdotte alle modalità di distribuzione del "tesoretto" per le società retrocesse in Serie B, stabilite dal nuovo statuto di Lega. I milioni di euro che di base saranno garantite ai tre club - uno, il Benevento, è già matematicamente condannato al ritorno in cadetteria - resteranno 60, ma a mutare sarà la distribuzione dell'eventuale quota residuale. Restano invariate le tempistiche di consegna: il 40% dell’ammontare è versato 24 ore dopo la matematica retrocessione, mentre il versamento della seconda quota è previsto a 15 giorni dalla prima partita ufficiale della nuova stagione sportiva.

La novità principale introdotta dal nuovo Statuto è la presenza di tre fasce per le società retrocesse. Nella fascia A saranno inserite le società che scendono di categoria dopo una sola stagione trascorsa in Serie A (è il caso del Benevento). In fascia B trovano invece posto i club che nelle ultime tre stagioni prese in considerazione – inclusa quella in cui è maturata la retrocessione – mentre la fascia C comprende le squadre che hanno militato nella massima serie per tre stagioni sportive anche non consecutive nelle ultime quattro. 

Come funziona il paracadute per le squadre che retrocedono in Serie B

Per i club retrocessi in Serie B, il paracadute finanziario rappresenta un'eredità importante per la programmazione. La somma complessiva, che può toccare i 60 milioni di euro, è ripartita in base ai trascorsi in Serie A. Ad ogni società di fascia A sono assegnati 10 milioni, mentre ogni club di fascia B ha diritto a 15 milioni. Sono invece 25 i milioni previsti per chi fa parte della fascia C. E se la se la somma delle tre quote superasse i 60 milioni? La quota per ciascuna squadra, da regolamento, è ridotta proporzionalmente. Se il campionato di Serie A dovesse terminare oggi, con SPAL, Verona e Benevento nelle ultime tre posizioni e quindi destinate alla discesa di categoria, i milioni in ballo sarebbero 45: 10 per emiliani e campani, 25 per gli scaligeri.

Un occhio al campo e l'altro alla calcolatrice: è quanto impone il paracadute finanziario nel momento di valutare le potenzialità economiche delle 22 formazioni che comporranno la griglia di partenza della Serie B 2018/2019. La principale novità del nuovo Statuto, però, sta nelle modalità di trattamento della quota residuale rispetto ai 60 milioni in ballo. Fino alla stagione in corso, ne era prevista la ridistribuzione tra i club classificati tra quarto e diciassettesimo posto in Serie A. Storia passata: ora andrà a rimpinguare il fondo “Paracadute retrocesse” per la stagione successiva fino a un massimale di 75 milioni.

Un'integrazione che annullerebbe di fatto la necessità di ridurre le quote se a retrocedere nella stessa annata fossero tre squadre con più di tre anni di militanza in Serie A nelle ultime quattro stagioni. Anno nuovo, valore vecchio: il paracadute finanziario resta un'opzione da non sottovalutare per attenuare la delusione delle società che scendono in Serie B.

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