NBA: Smart, Westbrook e James suonano la carica, Ginobili come Federer

Ginobili e Kerr nel post partita si dimostrano la rispettiva stima, Smart dà energia ai Celtics, Westbrook salva OKC, James è il re.

Kerr omaggia Ginobili nel post partita

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Il primo turno di playoff NBA è il classico momento dell’anno in cui l’appassionato medio vorrebbe prendersi un paio di settimane di ferie e sostare sul divano per tutto il giorno a guardarsi le tre o quattro partite di media che ogni notte vengono giocate, perchè regalano emozioni, risultati incerti, magari qualche tafferuglio o provocazione, ma sicuramente mantengono l’attenzione piuttosto viva.

C’è anche chi, quel primo turno lo ha passato di gran carriera ed è già proiettato alla serie successiva. Sono solo quattro le squadre che hanno già staccato il biglietto per le semifinali di conference e due di queste si sfideranno direttamente. I New Orleans Pelicans hanno sbaragliato i Portland Trail Blazers con una facilità che nessuno si sarebbe aspettato, compresi i 22 columnist NBA di ESPN che avevano dato TUTTI vincenti la squadra di Damian Lillard. Diverso invece il discorso per i Warriors, favoritissimi contro degli Spurs al capolinea mentale ma soprattutto fisico, anche senza Steph Curry che potrebbe tornare in campo nel prossimo turno. Il momento senza dubbio più toccante della serie è stato l’uscita di scena di Manu Ginobili, abbracciato da tutti, ma soprattutto dall’ex compagno Steve Kerr che gli ha detto:

Sei come Federer, non mollare, gioca un altro anno.

Chi invece ha sorpreso tutti per maturità, qualità e anche qualità di gioco è Philadelphia che dopo aver fatto suonare la campana di gara quattro al rapper Meek Mill al centro di una spinosa questione nell’ultimo periodo, ha dominato ancora una volta i Miami Heat che hanno davvero dato fondo a ogni tipo di intimidazione fisica e verbale per mandare fuori dagli stracci Simmons e compagni, senza però trovare un minimo successo. Tutto nella soglia della gestibilità invece la serie dei Rockets che dopo essere passati a Minneapolis con un quarto da 50 punti hanno chiuso la pratica in gara 5 assicurandosi il secondo turno.

Il ritorno di Marcus Smart

NBA: Celtics e Bucks combattono

Possiamo dire che la serie più chiusa a livello di punteggi sia quella tra Bucks e Celtics, con la squadra di Stevens che sta cercando di dare fondo a tutte le risorse possibili all’interno del proprio roster e il ritorno in gara 5 cinque di Marcus Smart ha portato non poca elettricità. Lui era ansioso combattere al fronte con i compagni e loro avevano bisogno della sua energia per vincere una partita che gli avrebbe dovuto, perlomeno, dare la possibilità di tornare a casa per gara 7.

Se ne facciamo una questione d’intensità, energia e voglia di lottare non molti possono dire di essere nella categoria di Smart, che si è buttato su ogni pallone dal primo all’ultimo minuto (epica la deviazione su un alley oop per Antetokounmpo), sino a quando all’ennesimo tuffo nei secondi finali dopo un’avventura in palleggio, ha trovato l’MVP Al Horford per l’appoggio che ha sancito la vittoria e il vantaggio nella serie. Antetokounmpo è andato ancora una volta vicino alla tripla doppia, ma non è bastato e ora serviranno due imprese per passare il turno.

Westbrook risponde alle critiche in gara 5

LeBron tramortisce Indiana, Westbrook salva OKC

Dopo aver sfatato la maledizione delle gare uno ed essersi presentati a Washington sul 2-0, i Raptors sembravano avviati a una serie in discesa, invece Wall e compagni hanno ribaltato l’inerzia e sono riusciti nell’impresa di tornare in Canada 2-2 controvertendo a quasi tutti gli esperti che stavano già recitando il loro de profundis. Gara cinque ha sistemato un po’ le cose, ma la squadra di Casey dovrà fare il possibile per chiudere i conti a Washington ed evitare una gara sette che non li favorirebbe dal punto di vista della pressione.

LeBron James invece ha provato per due volte il dress code unico dei suoi Cavs, comprando prima un completo grigio e poi uno nero per tutti in vista delle due partite d'Indianapolis. Se con il primo non è andata bene, la versione men in black NBA ha portato perlomeno una vittoria che ha significato pareggio. Come era preventivabile il pivotal game numero 5 è stato molto difficile per degli altalenanti Cavs che si sono affidati all’ennesimo capitolo della legacy Lebroniana che ha scritto 44 punti 10 rimbalzi e 8 assists, prima di stoppare Oladipo sul penultimo possesso (clamorosa topica arbitrale vista l’interferenza abbastanza chiara del re), per poi sigillare tutto con la bomba a fil di sirena che ha fatto esplodere l’Ohio intero.

Per chiudere gli Oklahoma City Thunder rimangono misteriosamente in vita dopo aver subito senza repliche i Jazz nelle due gare di Salt Lake City ed essere andati sotto di 25 lunghezze durante la quinta gara casalinga. A rispondere è stato un Russell Westbrook piuttosto opaco e scentrato fino a quel momento, che ha preso in mano la situazione realizzando 45 punti (33 nel secondo tempo) e conducendo uno dei più clamorosi comeback della storia recente dei playoffs. I Jazz hanno ancora il match point casalingo di gara 6 con l’obbligo di resettare ciò che è successo la scorsa notte, perché finora a comandare la serie sono stati indubbiamente loro.

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