Inter, Miranda: "Sono il miglior difensore della Serie A"

Il 33enne brasiliano senza mezze misure ai microfoni di Inter TV. E su Spalletti: "Mi piace il fatto che voglia sempre vincere".

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Nella sua bacheca da calciatore professionista ci sono 616 partite ufficiali disputate con maglie di club, dal Brasile alla Francia passando per Spagna e Italia, 44 partite con la Nazionale maggiore brasiliana e 10 trofei sollevati. Anche per questo, a 34 anni da festeggiare nel prossimo settembre, non si può dire che Joao Miranda pecchi di personalità e consapevolezza dei propri mezzi.

Ai microfoni di Drive Inter, trasmissione realizzata dal canale tematico Inter TV, il difensore centrale brasiliano, in nerazzurro dall'estate 2015, si è raccontato senza filtri. E alcuni estratti dell'intervista sono stati pubblicati in rete: dalla corsa alla Champions League, che oggi vede il gruppo allenato da Luciano Spalletti inseguire Roma e Lazio, passando per presente e futuro. La dichiarazione che ha però fatto più rumore riguarda un giudizio sulle proprie qualità rispetto ai colleghi sui campi di Serie A:

Sono sincero: per esperienza e tutto il resto mi ritengo il miglior difensore della Serie A

Onestà intellettuale, nessuna falsa modestia e uno sguardo d'insieme agli altri difensori del massimo campionato italiano. Che quanto a difensori centrali di valore internazionali non pecca negli interpreti: Giorgio Chiellini, Kostas Manolas, Leonardo Bonucci, Kalidou Koulibaly e Stefan de Vrij, solo per fare alcuni nomi, rappresentano una concorrenza di elevata qualità nel ruolo. Miranda, leader riconosciuto dello spogliatoio dell'Inter, ha spiegato il modo in cui si vede in campo:

Credo di essere completo, tecnico e rapido. Fuori dal campo sono tranquillo, penso sempre prima di agire. E cerco di farlo anche in campo

Inter, ascolta Miranda: "Sono il miglior difensore della Serie A"

In Serie A da tre stagioni, dopo un quadriennio da riferimento tecnico e morale all'Atletico Madrid, Miranda è presto diventato un leader per il gruppo nerazzurro. Fuori da ogni logica di turnover, come le 97 partite ufficiali totalizzate in nerazzurro testimoniano, nessuno degli allenatori che l'hanno avuto a disposizione in Italia - da Roberto Mancini a Frank De Boer e Stefano Pioli fino a Luciano Spalletti - ne ha fatto a meno. Il rapporto con l'attuale guida tecnica è empatico e schietto, assicura Miranda:

Con Spalletti parlo sempre, durante l’allenamento e mentre vediamo i video. Mi piace come allenatore, vuole sempre vincere proprio come me

Parole che a pochi giorni dal derby d'Italia contro la Juventus, in calendario sabato sera a San Siro, hanno riscaldato l'ambiente in casa Inter. Quella contro i bianconeri sarà la prima di quattro sfide fondamentali per garantirsi un piazzamento in quota Champions League, oggi distante un punto. Prima la qualificazione alla massima competizione europea per club, poi il Mondiale con il Brasile. L'agenda di Miranda per i prossimi mesi ha tanto calcio tra gli impegni:

Il Mondiale? Penso di giocarlo come se fosse l’ultimo, è un momento importante per il Brasile. Per noi il Mondiale conta solo se lo vinci: abbiamo le qualità per diventare campioni

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