Milan, il ds Mirabelli in bilico? Ecco le alternative

Osservato speciale in questo finale di campionato, l'artefice del calciomercato rossonero potrebbe salutare a fine stagione: piacciono Sabatini, Giuntoli e Emenalo.

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I frutti dell'imponente calciomercato messo in atto nell'estate 2017, che aveva portato in rossonero 11 volti nuovi e comportato uscite per 200 milioni di euro, sin qui non sono stati quelli attesi in casa Milan: squadra fuori dall'Europa League negli ottavi di finale per mano dell'Arsenal e settima in campionato a -1 dall'Atalanta, ma con vista sulla finale di Coppa Italia in programma a Roma contro la Juventus il prossimo 9 maggio. Mentre il futuro dell'allenatore Rino Gattuso è stato blindato con un rinnovo di contratto fino al 2021, quello del direttore sportivo Massimo Mirabelli appare tutt'altro che assicurato.

Quando al termine del campionato di Serie A mancano quattro turni, in casa Milan lo sguardo è diviso su due fronti: quello sportivo, con l'accesso alla prossima Europa League quale obiettivo sindacale da raggiungere, e quello economico. Con il rifinanziamento societario, la posizione del presidente Yonghong Li resterebbe assolutamente salda. In caso di scenario contrario, proprietario del club diventerebbe il fondo americano Elliott, che sin qui ha immesso nelle casse rossonero circa 300 milioni di euro ma è sempre rimasto lontano dalle questioni tecniche.

Le novità societarie potrebbero avere un effetto domino sull'organigramma rossonero. La posizione di Mirabelli è però già sotto la lente di ingrandimento e le mancate smentite sul tema in casa Milan hanno il sapore di una mezza conferma. Il ds, intercettato in esclusiva dai microfoni di Sky Sport a Milanello, ha dimostrato estrema serenità:

In generale vorrei più equilibrio e che si analizzi il lavoro a 360 gradi. Ho lavorato sempre e solo per il bene del club, non sono qui per difendere la mia poltrona, chi vuole se la prenda: se la daranno a qualcun altro non è un problema.

Milan, Mirabelli in discussione: tre nomi per la poltrona di ds

Se per Mirabelli la poltrona non è una ragion di stato, nonostante un contratto che lo vede legato al club di via Aldo Rossi fino al 2020, allo stesso tempo il ruolo di direttore sportivo del Milan resta uno dei più ambiti del calcio italiano. E i nomi eccellenti per l'eventuale sostituzione del dirigente calabrese non mancano: su tutti quello di un nome già transitato per il capoluogo lombardo, ma su sponda nerazzurra. Le tracce portano a Walter Sabatini, ex coordinatore tecnico di Suning e fresco di dimissioni.

Walter Sabatini, ex coordinatore tecnico di Suning: in lizza per il ruolo di ds Milan
Walter Sabatini, ex coordinatore tecnico di Suning: è in lizza per il ruolo di ds Milan

Il nome di Sabatini non sarebbe però l'unico in lizza per l'eventuale sostituzione di Massimo Mirabelli nel ruolo di direttore sportivo del Milan: alto è anche l'indice di gradimento per Cristiano Giuntoli del Napoli, ma tanto dipenderà anche dall'esito della stagione degli azzurri allenati da Maurizio Sarri, oggi in piena lotta per lo scudetto nella corsa a due con la Juventus. C'è anche un'opzione che porta all'estero: Michael Emenalo, un passato al Chelsea e oggi ds del Monaco in Francia. Non sembra trovare conferme il possibile ritorno di Ariedo Braida, dg del Milan dal 1986 al 2002 e ds fino al 2013. Mirabelli pensa solo al campo, dove la sconfitta contro il Benevento ha complicato i piani, e ribadisce un concetto spesso presente in casa rossonera negli ultimi anni: per costruire serve tempo.

Ogni ciclo ha bisogno del suo tempo, noi abbiamo fatto una strategia precisa: costruire una squadra per il futuro, oggi ci sono tanti giovani su cui costruire qualcosa di importante e con un allenatore altrettanto valido come Gattuso.

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