Champions League, UEFA anticipa pugno duro dopo Liverpool-Roma

Gli incidenti prima della semifinale di Anfield Road, con un ferito grave, potrebbero costare caro al club giallorosso: "Ci saranno provvedimenti severissimi".

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Pugno duro e secca condanna a quanto può turbare o macchiare quella che dovrebbe essere una festa di sport: è la linea annunciata in un comunicato ufficiale dall'UEFA per gli incidenti che hanno preceduto Liverpool-Roma, semifinale di andata della Champions League 2017/2018, giocata ieri sera ad Anfield Road e vinta per 5-2 dai Reds di Jurgen Klopp.

Allo spettacolo visto sul terreno di gioco avevano fatto da controcanto gli scontri maturati nei minuti a ridosso del fischio d'inizio: un gruppo di tifosi giallorossi, circa 70, erano venuti a contatto prima con la polizia e successivamente con alcuni sostenitori del Liverpool. Tra questi Sean Cox, 53enne arrivato da Dunboyne, in Irlanda, in compagnia di suo fratello per assistere alla partita e ora ricoverato in condizioni molto gravi al Centro Neurologico di Walton per un trauma cranico.

Le due società hanno assicurato massima solidarietà a Cox e famiglia con due note ufficiali, e la Roma ha condannato con fermezza e parole secche le persone accusate dei fatti violenti: si tratta di due romani, di 25 e 26 anni, sui quali pende l'accusa di tentato omicidio. La giornata di violenze tra il centro di Liverpool e le zone antistanti Anfield Road ha portato a nove fermi complessivi, di tifosi di età inclusa tra i 20 e i 43 anni, responsabili di reati vari: tra questi aggressione, possesso di possesso di droga, armi contundenti e resistenza a pubblico ufficiale. Un panorama desolante al quale l'UEFA ha replicato con una nota durissima:

Gli autori di questo attacco ignobile non hanno posto nel mondo del calcio. Ci saranno provvedimenti severissimi.

Champions League, pugno duro dell'UEFA sugli incidenti di Liverpool: le prospettive

Gli scontri sotto la lente di ingrandimento di forze dell'ordine e UEFA sono avvenuti quando al fischio d'inizio della semifinale di andata di Champions League di Anfield mancavano circa 15 minuti. Alcuni video diffusi sui portali inglesi rivelano dettagli inquietanti, come la presenza di un ultrà italiano che maneggia un martello di piccole dimensioni. Ora la massima organizzazione del calcio europeo attenderà di leggere i referti completi di quanto accaduto prima di prendere decisioni contro dei comportamenti giudicati come "vili". La certezza della pena è però nella rassicurazione che chiude la nota ufficiale. A pesare sul provvedimento potrebbero esserci due aggravanti: la prossimità fisica allo stadio, con l'aggressione avvenuta a 20 metri dalla curva Kop, e quella temporale alla partita.

Che tipo di sanzioni ci saranno? È la domanda che aleggia sulla Roma giallorossa da qualche ora a questa parte. Le ipotesi sono diverse, e ballano tra la più mite e la più severa: una multa esemplare inflitta al club, che sulla vicenda ha espresso vergogna per il comportamento di una minoranza e per il danno d'immagine incassato può ritenersi parte lesa, la squalifica dell'Olimpico con condizionale (che implicherebbe uno slittamento della condanna alla prossima stagione sportiva) o ancora la possibilità che la semifinale di ritorno di Champions League, in calendario mercoledì 2 maggio alle 20.45, si giochi addirittura a porte chiuse. Il primo pensiero resta però per Sean Cox, che ha commesso un solo errore: pensare di divertirsi andando allo stadio per una partita di calcio.

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