Serie A, le rimonte Scudetto che hanno fatto la storia

Esattamente 30 anni fa, il Milan di Sacchi rosicchiò 7 punti al Napoli di Maradona. Juventus protagonista tra il ko di Perugia e quel 5 maggio a Roma.

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Un punto di distanza dalla vetta, 360 minuti da giocare e un appuntamento con la storia che manca da 28 anni. Sulla ruota di Napoli, terra scaramantica per eccellenza, sono questi oggi i numeri che racchiudono il destino di Hamsik e compagni dopo il successo dell'Allianz Stadium, che ha definitivamente riaperto i giochi per la vetta del campionato.

Un panorama difficile da immaginare, tornando con la mente alle 21.55 di mercoledì 18 aprile. Turno infrasettimanale di Serie A, il numero 33, e Udinese in vantaggio al San Paolo contro il Napoli grazie alla rete di Ingelsson e Juventus avanti nel punteggio a Crotone con il centro di Alex Sandro. In quel momento i punti di distacco tra i bianconeri e il gruppo di Sarri erano 9, prima del ribaltamento di prospettive: pareggio di Albiol a Napoli, 1-1 di Simy in Calabria, seguiti dai centri azzurri con Milik e Tonelli. Un margine di 4 punti, ulteriormente assottigliato grazie alla vittoria nello scontro diretto.

Il gol di Koulibaly e i tre punti in cassa hanno alimentato l'autostima e la consapevolezza dei propri mezzi in casa Napoli, mentre hanno avuto l'effetto di sgretolare le certezze accomulate nel corso degli anni dalla Juventus, che vede all'orizzonte il rischio di perdere una vetta detenuta da tre mesi a questa parte. A fronte di un calendario che presenterà sul cammino del gruppo di Massimiliano Allegri due avversarie storiche come Inter e Roma, entrambe da affrontare in trasferta. Così Sarri e i suoi sognano una rimonta storica, sulle tracce di altre annate che hanno scritto la storia del campionato.

Serie A, la prima grande rimonta: Inter 1970/71

Nella prima grande rimonta che la Serie A ricordi, quella dell'Inter 1970/71, il Napoli ebbe un ruolo. Fu l'ultima squadra a sconfiggere i nerazzurri, alla settima giornata, guidati da Gianni Invernizzi dopo l'esonero di Heriberto Herrera. Nei successivi 23 turni l'Inter non concesse più vittorie agli avversari avviando una caccia trionfale al Milan: completata il 21 marzo, con una vittoria contro il Napoli, determinante nell'11esimo Scudetto nella storia del club.

Torino 1975/76

Si tratta dell'ultimo Scudetto nella storia del Torino, il numero 7, e tanto basterebbe per renderlo speciale. Se ottenuto contro la Juventus, per i granata assume i toni di una vittoria indimenticabile. A marzo i punti di distacco dai bianconeri sono ben 5, ma gli uomini allenati da Gigi Radice approfittarono di un clamoroso tris di sconfitte del gruppo allenato da Carlo Parola. Guidati da Pulici, capocannoniere con 21 reti, i granata non persero più un punto fino all'ultima giornata: pareggio contro il Cesena del quale la Juventus non approfittò, perdendo a Perugia. Scudetto al Toro.

Serie A 1987/88, scudetto al Milan
Serie A 1987/88, lo scudetto è del Milan

Milan 1987/88

Napoli ancora protagonista, ma nel lato perdente della storia. Diego Armando Maradona e compagni sono stati a loro modo alle radici della nascita del Milan di Arrigo Sacchi. Serie A 1987/88, rossoneri a -7 dai campani capolista. Che però accusano il "braccino": ko contro la Juventus, pareggio a Verona e sconfitta nello scontro diretto al San Paolo, che vale il sorpasso del Milan in vetta. Lì ha il via la festa rossonera, suggellata dalla sconfitta del Napoli a Firenze e coincidente con il primo scudetto dell'era Berlusconi alla presidenza.

Milan 1998/99

Sette punti e Milan vanno a braccetto quando ci sono delle imprese da compiere. La storia si ripete 12 stagioni dopo, questa volta a spese della Lazio, in vetta al campionato a +7 sul Diavolo quando a fine stagione mancano 7 partite. Che i rossoneri di Zaccheroni vincono, senza mai fermarsi, a discapito di Parma, Udinese, Vicenza, Sampdoria, Juventus, Empoli e Perugia. Nella Roma biancoceleste invece l'harakiri passa per le sconfitte contro Juventus e Roma e il pareggio di Firenze. A fine stagione Milan a +1 e con il titolo numero 16 in tasca.

Serie A 1999/2000, Perugia-Juventus 1-0: decide Calori
Serie A 1999/2000, Perugia-Juventus 1-0: decisivo Calori

Lazio 1999/2000

La Lazio si rifarà nella stagione successiva, alle spese della Juventus: questa volta i punti di svantaggio sono 9 a 8 turni dal termine. E la porta girevole che cambia verso al campionato è quella di Edwin van der Sar, bucata nello scontro diretto di Torino da Diego Pablo Simeone, riducendo a 3 i punti di distacco a 6 partite dal traguardo. Un clamoroso stop della Juventus a Verona contro l'Hellas apre le porte al sogno biancoceleste, che si concretizza nel pomeriggio del "Curi" di Perugia, dove Calori e la pioggia costringono i bianconeri alla resa.

5 maggio 2002, Lazio-Inter 4-2 allo stadio Olimpico
Lazio-Inter 4-2, 5 maggio 2002

Juventus 2001/2002

Quando si parla di rimonte nel calcio italiano, la data del 5 maggio è un crocevia inevitabile. Stagione 2001/2002, la Juventus di Marcello Lippi insegue a 5 punti di distanza l'Inter di Hector Cuper quando a fine stagione mancano 6 giornate: la formazione nerazzurra mette in atto uno psicodramma sportivo difficile da dimenticare. Sconfitta in casa con l'Atalanta, pareggio sul campo del Chievo a Verona e vantaggio che si assottiglia ad un solo punto alla penultima giornata. Il resto è storia nota: il giustiziere nerazzurro arriva dalla Repubblica Ceca e si chiama Karel Poborsky, autore di una doppietta decisiva nel 4-2 in una partita che aveva visto l'Inter due volte in vantaggio con Vieri e Di Biagio. La Juventus vince per 2-0 a Udine e festeggia un tricolore mai così inatteso.

Nel nuovo millennio, quindi, le clamorose rimonte nel rush finale del campionato sembrano essere passate di moda in Serie A. Al Napoli di Sarri il compito di rinnovare la tradizione.

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