La Roma e le semifinali europee: partite epiche ed eroi giallorossi

Per cinque volte la Roma è arrivata in semifinale di una Coppa europea: ogni partita è stata storica e ha visto in campo i grandi eroi della storia giallorossa.

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Stasera la Roma torna in una semifinale europea dopo 27 anni d'attesa con una squadra che crede nel gioco di Di Francesco ed è in un ottimo stato di forma. Giocare ad Anfield contro il Liverpool di Klopp vuol dire sfidare una delle migliori squadre europee nello stadio dove i Reds riescono a giocare un calcio ancora più aggressivo.

Ma i giallorossi non temono il "tempio" e le ovvie difficoltà di una partita del genere. Una semifinale manca da tanto ma lo spirito visto contro il Barcellona può davvero portare Dzeko e compagni oltre l'ennesimo ostacolo.

Dalla sua parte ha anche la storia perché la squadra capitolina altre cinque volte ha dovuto affrontare una semifinale europea, spesso da sfavorita e contro avversari fortissimi, uscendo vincente. Ogni semifinale europea è stata una partita a suo modo storica e piena di colpi di scena da raccontare.

Piedone Manfredini affossa l'Hibernian e lancia la Roma alla conquista della Coppa delle Fiere

Quella del 1960/61 era la Roma "mundial" con tanti oriundi come Schiaffino, Ghiggia, Lojacono, dei primissimi passi di Giancarlo De Sisti e soprattutto del capitano coraggioso Giacomo Losi, “core de Roma” anche se nato a Soncino in provincia di Cremona. Nell’andata dell'Easter Road il grande eroe è Francisco Ramón Lojacono che porta due volte in vantaggio la Roma ripresa da Baker e McLeod.

Ma è nella capitale che il Birmingham si dimostra un osso molto duro e il pareggio si ripete, con un 3-3 che mette in evidenza il grande centravanti inglese Joseph Baker e il mattatore di quella edizione della Coppa delle Fiere, Pedro Manfredini, detto Piedone. Serve una terza partita da giocare sempre all'Olimpico ed è un'apotesi perché Manfredini segna dopo un minuto e la partita termina con un perentorio 6-0 in cui segna anche il genio svedese Arne "raggio di luna" Selmosson.

Nel 1962/63, sempre per la Coppa delle Fiere, la Roma torna in semifinale ma la squadra non è più quella di due anni prima e perde 3-0 a Valencia. L'1-0 del ritorno con gol di Angelillo non basta.

L’eroe per caso Scaratti e la maledetta monetina di Strasburgo

È una "Rometta", una squadra che naviga in acque quasi mai tranquille in Serie A e senza campioni o prospetti interessanti quella di inizio anni ’70 allenata dal Mago Herrera. Nel 1969/70 gioca un’edizione della Coppa delle Coppe con grande orgoglio e arriva fino alle semifinali dove incontra la sorpresa del torneo, i polacchi del Górnik Zabrze. La Polonia era come tutti i paesi socialisti praticamente sconosciuta e solo ai Mondiali del 1974 ci renderemo conto che quella squadra è piena zeppa di campioni come lo stopper Gorgon e l'ala sinistra Włodek Lubanski.

All’andata Helenio Herrera cerca di confondere gli avversari facendo indossare i numeri dei difensori agli attaccanti ma i polacchi giocano una grande partita. Termina 1-1 con gol di Elvio Salviori e pareggio di un altro campione, Jan Banas. Il ritorno al Silesian Stadium di Chorzów è leggendario. La Roma va in vantaggio su rigore con Capello che segna sulla respinta del portiere e viene ripresa al 90' sempre su rigore da Lubanski. Dopo 3 minuti dei supplementari la partita sembra indirizzata con il raddoppio sempre di Lubanski che beffa Ginulfi sul proprio palo. Ma quello che non ti aspetti accade. Mentre i polacchi sono già pronti a festeggiare, un onesto terzino destro romano, Francesco Scaratti, tira da 25 metri fulminando il portiere. L’eroe di un giorno che i romanisti non dimenticheranno mai più.

Serve lo spareggio che si giocherà a Strasburgo. Ancora una volta la Roma subisce, segna sempre Lubanski ma riesce di nuovo a pareggiare con Capello su rigore. Si arriva alla fine con l'ennesimo pareggio e si va alla monetina. Mentre con il PSV agli ottavi la Roma era stata fortunata, questa volta la vittoria va al Gornik. Dalla stagione successiva la regola del gol in trasferta sarà estesa a tutti i turni.

La rimonta della ferocia e della grazia di una squadra impareggiabile

Altra semifinale e altra battaglia storica contro gli scozzesi del Dundee United nella Coppa dei Campioni 1983-84. Al Tannadice Park la Roma di Liedholm è travolta dalla furia scozzese. Nei primi minuti in contropiede Chierico riesce anche a irretire la difesa e grazie ad un suo cross Graziani prende la traversa, ma da quel momento in poi è un assedio che porta al gol di Dodds in mischia. Passano pochi minuti del secondo tempo e il Dundee raddoppia con gol di Stark.

A Roma serve l'impresa. Torna Falcao che non c'era in Scozia e la musica è subito diversa. Si gioca alle 15 per creare uno svantaggio climatico ai danni degli scozzesi. La Roma va letteralmente all'assalto della porta di McAlpine con l'arbitro che dopo pochi minuti annulla un gol di Conti per un fuorigioco passivo. Ma al 21' su angolo dello stesso Conti segna di testa Roberto Pruzzo. Al 40' poi sempre Pruzzo fa un gol da grande centravanti e corre, nella sua immagine più ricordata, sotto la Sud.

Dopo 13 minuti del secondo tempo ancora una volta Conti inizia l'azione e Pruzzo si ritrova solo davanti al portiere che lo atterra. Sul dischetto va il capitano Di Bartolomei che non dà scampo al numero 1 scozzese. È il gol che indirizza una delle più grandi rimonte della storia della Coppa dei Campioni.

Il muro danese abbattuto dal Tedesco Volante

Nella semifinale di Coppa UEFA 1990/91 la Roma pesca quella che sembra la squadra più abbordabile, il Brøndby. Per la prima volta una squadra danese arriva in una semifinale di coppa e nelle loro fila impareremo a conoscere i vari Peter Schmeichel, Kim Christofte e Kim Vilfort un anno dopo quando diventeranno campioni d'Europa con la Nazionale. L’andata in Danimarca è anestetizzata da Ottavio Bianchi che imbriglia il gioco della squadra di Morten Olsen e al ritorno la solita partita vietata i deboli di cuore. La Roma segna presto con Rizzitelli, all'inizio del secondo tempo un autogol fantozziano con doppio tocco di Comi e Nela dà il pareggio ai danesi. Da lì è un tiro al bersaglio giallorosso con Schmeichel che mostra i primi lampi di grandezza parando tutto. Solo al 43', dopo l'ennesima respinta del portiere, Rudi Voeller finalmente mette la palla in rete e dà la finale contro l'Inter.

Oggi ad Anfield inizia una nuova semifinale europea e Roma-Liverpool sarà una nuova grande storia da raccontare.

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