Liverpool, "This is Anfield"! Tutto sul mitico stadio dei Reds

Costruito nel lontano 1884 e inizialmente utilizzato dai futuri rivali dell'Everton, Anfield è uno degli stadi più suggestivi e magici nella storia del calcio.

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Uno degli stadi più antichi e affascinanti del mondo. Uno dei luoghi più suggestivi dove respirare il football, e che ogni appassionato dovrebbe visitare almeno una volta nella vita. La casa, il cuore pulsante, del Liverpool. Questo è Anfield.

Qui i Reds sono nati e qui hanno sempre giocato dal lontano 1892, quando un imprenditore nel campo della birra si ritrovò con uno stadio e senza più una squadra: fu per questo motivo che nacque il Liverpool, il calcolo di un uomo d'affari che non intendeva restare senza le entrate garantite in un'epoca in cui il football si era ormai definitivamente scrollato di dosso la patina di finto dilettantismo.

Inizialmente seguita da poche centinaia di curiosi, la squadra ha però saputo diventare grande in fretta, trasformandosi in uno dei più grandi club d'Inghilterra e d'Europa: sono arrivati un totale di 18 campionati (il primo nel 1900/1901, l'alba del XX secolo), 7 FA Cup, 8 Coppe di Lega, 5 Coppe dei Campioni/Champions League, 3 Coppe UEFA. È nato un mito, quello del Liverpool e, nello stesso momento, quello di Anfield, il cuore pulsante del mondo dei Reds.

Settore Kop di Anfield, Liverpool

Liverpool e Anfield, le origini del mito

Con i suoi 134 anni di storia, Anfield è uno degli stadi più antichi al mondo e senza ombra di dubbio uno dei più affascinanti. Quello che forse non tutti sanno, considerando l'incredibile legame esistente tra l'impianto e il Liverpool, è che quando il primo venne costruito il club doveva ancora venire alla luce. Ai tempi in città sembrava essere rimasto spazio soltanto per l'Everton, club sorto nel 1878 all'interno della Chiesa Metodista St. Domingo: i Toffees avevano avuto la meglio sugli altri club della zona grazie ai buoni risultati ottenuti in FA Cup, e con l'approssimarsi della legalizzazione del professionismo intendevano diventare una delle squadre più forti d'Inghilterra.

Anche se la possibilità di pagare i calciatori - e di conseguenza "fare soldi con il calcio" - divenne regola soltanto nel 1885, già negli anni precedenti era ormai chiaro che si era avviato un processo incontrovertibile, e numerose squadre avevano cominciato a muoversi di conseguenza: tra queste l'Everton, che costretto a lasciare il suo primo stadio a causa del rumore della folla che disturbava il vicinato, si trasferì a Anfield Road dopo che uno dei maggiori soci del club, il produttore di birra John Houlding, convinse l'amico e imprenditore John Orrell ad affitargli un terreno in zona.

Qui sorse Anfield, capace di ospitare dagli 8mila ai 20mila spettatori e terreno di gioco che era un fiore all'occhiello per l'Everton, che anche per questo fu invitato a prendere parte alla nascita della Football League, il primo campionato professionistico di sempre. Qui i Toffees avrebbero giocato fino al 1892, festeggiando anche il loro primo titolo di campioni d'Inghilterra arrivato nel 1891 e che interrompeva l'egemonia del Preston North End. Il piano di Houlding era ambizioso e anche piuttosto controverso: proprietario dei terreni adiacenti Anfield, obbligava i giocatori di casa e gli ospiti a cambiarsi nelle stanze del vicino hotel, anch'esso di suo possedimento.

Uomo dallo spiccato senso degli affari, chiese al club di cui egli stesso era uno dei soci di maggiore importanza un affitto sempre più alto, quindi cercò di spingerlo all'acquisizione dei suoi stessi terreni, in modo da realizzare un enorme guadagno. Fu una mossa troppo azzardata, e il risultato fu la sua espulsione dal consiglio da parte degli altri soci: l'Everton si trasferì a Goodison Park, dove gioca tutt'ora. Rimasto con uno stadio da far fruttare, Houlding non si perse d'animo e creo una squadra ex novo: nasceva così, nel 1892, il Liverpool, che presto avrebbe stretto un legame indissolubile con Anfield e sfidato in grandezza lo stesso club che in questo campo lo aveva preceduto.

Schizzo di Anfield, Liverpool, nel 1894
Schizzo che riproduce come appariva Anfield nella stagione 1894/1895.

This is Anfield!

Il periodo di maggior gloria nella storia del Liverpool è generalmente identificato con le affermazioni in campo continentale, soprattutto le tre Coppe dei Campioni vinte tra il 1977 e il 1981 con campioni epocali come Kevin Keegan, Emlyn Hughes e Kenny Dalglish guidati in panchina dal manager inglese Bob Paisley. Tuttavia, per i tifosi Reds, quest'ultimo ebbe il merito di continuare il lavoro iniziato da quello che ancora oggi viene considerato il più grande allenatore nella storia del Liverpool, lo scozzese Bill Shankly.

In panchina dal 1959 al 1974, Shankly raccolse il Liverpool caduto in disgrazia e lo proiettò ai vertici del calcio nazionale con la conquista di 3 campionati, 2 FA Cup e la Coppa UEFA del 1973, arrivata dopo la doppia finale contro i tedeschi del Borussia Moenchengladbach: vittoriosi in casa per 3-0 all'andata, i Reds seppero contenere il ritorno dei teutonici nella gara di ritorno e alzarono così il loro primo trofeo in campo internazionale.  

Fu negli anni di Shankly che il Liverpool cementò il suo legame con Anfield e con i propri tifosi: sospinto dalla gremitissima tribuna Kop, capace di ospitare quasi 30mila tifosi in piedi, il club sembrava imbattibile tra le mura amiche. Fu sempre il manager scozzese a far affigere una targa, proprio alla fine del tunnel che portava le squadre in campo, riportante la scritta "This is Anfield": questo avrebbe svolto la doppia funzione di caricare la squadra e intimidire gli ospiti, che sarebbero stati così consapevoli di trovarsi nel tempio dei Reds. Fu lo stesso Shankly, che sosteneva del resto che il calcio fosse molto più che una questione di vita o di morte, a spiegarlo.

La targa è lì per ricordare ai nostri ragazzi per chi stanno giocando e per ricordare agli avversari contro chi giocano.

La scritta "This is Anfield" veniva toccata in modo beneaugurante dai giocatori del Liverpool prima di scendere in campo, ma la storia è cambiata con l'arrivo in panchina di Jurgen Klopp. Il manager tedesco ha infatti proibito ai suoi uomini di compiere il gesto in segno di rispetto per i successi passati del club, affermando che la tradizione sarebbe ripresa soltanto dopo una vittoria significativa. Lo scorso gennaio Alex Oxlade-Chamberlain ha infranto questa regola, sfiorando la targa prima del derby di FA Cup poi vinto contro l'Everton e mandando su tutte le furie Klopp.

Jurgen Klopp e la targa This is Anfield

L'addio di Gerrard

Nel corso della sua lunga storia sono numerosi i campioni di livello assoluto che hanno vestito la maglia del Liverpool, tuttavia se si dovesse indicare il figlio prediletto di Anfield nessuno avrebbe dubbi nel fare il nome di Steven Gerrard. Tifoso del club fin da bambino, veste la maglia dei Reds fin da bambino e non la toglierà praticamente più: dopo il suo esordio, arrivato il 29 novembre del 1998 in un match contro il Blackburn all'età di 18 anni, Gerrard è rimasto per tutta la carriera con il club con cui fin da piccolo aveva sognato di giocare.

Centrocampista straordinariamente completo, capace di fare entrambe le fasi con grande efficacia e di migliorarsi di anno in anno, Gerrard ha vestito la maglia del Liverpool 710 volte nell'arco di 17 stagioni, di cui ben 12 giocate indossando la fascia di capitano. In questo periodo, non certo roseo per un club ormai lontano dalle vette del calcio inglese, Gerrard ha conquistato 2 FA Cup, 3 Coppe di Lega, una Coppa UEFA e soprattutto la Champions League del 2005, vinta ai rigori contro il Milan dopo una fantastica rimonta dallo 0-3 al 3-3. In questa gara fu proprio lui, da vero capitano, a scuotere la squadra con il primo gol, il più importante dei 186 segnati con la maglia dei Reds in carriera.

Prima di chiudere la carriera in America con la maglia dei Los Angeles Galaxy, Gerrard ha salutato Anfield per l'ultima volta il 16 maggio 2015 con un discorso emozionante e che la dice lunga sul legame creatosi tra il campione, la maglia, i sostenitori e il mitico stadio.

La prima volta che giochi per il Liverpool è un sogno che diventa realtà. Tutto quello che è venuto dopo è stato qualcosa in più. 

Vorrei ringraziare i miei compagni, e quelli con cui ho giocato in passato che mi hanno reso il calciatore che sono. Ma devo riservare il mio più grande ringraziamento alla gente più importante per ogni club, tifosi che sono andati oltre quello che mi sarei immaginato.

Prima di andare, prima che arrivino le lacrime...Ho giocato davanti a molte folle in ogni parte del mondo, ma lasciate che ve lo dica: siete i migliori. Grazie, davvero.

Steven Gerrard saluta Anfield nel suo ultimo match in casa

La recente ristrutturazione

Con la sua lunga storia, è naturale che Anfield abbia avuto nel corso degli anni numerosi interventi di ammodernamento, come ad esempio la trasformazione della tribuna Kop in seguito all'ordinanza di Margaret Thatcher: addio alle decine di migliaia di tifosi in piedi uno fianco all'altro, spazio ai seggiolini, obbligatori da allora in ogni settore di ogni stadio d'Inghilterra. 

La più recente e importante modifica allo stadio è la completa ristrutturazione della Main Stand, la tribuna principale, avvenuta all'inizio della stagione 2016/2017: al termine dei lavori, durati 20 mesi, questa è apparsa completamente rinnovata, permettendo ad Anfield di accogliere ben 8500 spettatori in più (l'attuale capienza è di 54.074 posti) grazie a una spettacolare trasformazione che l'ha praticamente raddoppiata in altezza.

Non solo. Per mantenere l'armonia della struttura, tutta l'area che circondava la Main Stand è stata rivista e ripensata: il primo anello, lo spazio dedicato alle panchine e persino il famoso tunnel che porta all'ingresso in campo delle due squadre. Una struttura pesante quasi 700 tonnellate che ha trasformato lo stadio rendendolo più moderno ma senza togliere niente alla sua magia e alla sua storia: oggi come ieri, Anfield significa football ed è capace di mozzare il fiato a chi lo visita per la prima volta.

La nuova Main Stand di Anfield

You'll Never Walk Alone

Il canto più noto associato al Liverpool, vero e proprio inno ufficiale del club e motto che appare sia nello stemma del club che in uno degli ingressi allo stadio (lo Shankly Gate, dedicato a Bill Shankly) è "You'll Never Walk Alone", coro intonato spesso e volentieri dai tifosi che intendono così rimarcare ("Non camminerai mai da solo") la propria fedeltà alla squadra nella buona e nella cattiva sorte.

Questo avviene dall'estate del 1963, quando Gerry Marsden, leader della band pop rock cittadina "Gerry and the Peacemakers" e grande tifoso del club, salutò l'inizio di una nuova stagione ad Anfield con le note di questa canzone, appena registrata dal gruppo come cover della colonna sonora di un importante musical andato in scena in America oltre vent'anni prima. 

Benché "You'll Never Walk Alone" sia stata in seguito adottata anche da altre tifoserie in tutta Europa (i tifosi del Celtic Glasgow la cantano prima di ogni impegno europeo, ma si può udire anche in Olanda, Spagna, Germania e perfino Giappone) non c'è dubbio che sia ormai un tratto distintivo della tifoseria del Liverpool: narra la leggenda infatti che allo stadio il disc-jockey fosse solito mettere in rotazione le canzoni più in voga, ma anche quando il brano di "Gerry and the Peacemakers" uscì dalla top 10 il pubblico, ostinatamente, continuò a intonarlo.

Le squadre italiane che lo hanno espugnato

A lungo campo temuto e ritenuto impossibile da violare in campo europeo, Anfield è diventato infine territorio di conquista per le squadre italiane, che sono state capaci di trovare la vittoria in questo vero e proprio tempio del football in quattro occasioni su dieci. La Roma si troverà dunque di fronte a una sfida difficile ma non impossibile, anche se è innegabile che davanti al suo pubblico il Liverpool è capace di esaltarsi e di trasformarsi in un avversario temibile per chiunque, come hanno imparato a loro spese i giocatori del Manchester City recentemente.

La prima volta di una squadra italiana a Anfield è datata 1965, semifinali della Coppa dei Campioni: il Liverpool batte 3-1 l'Inter di Helenio Herrera, con Mazzola che pareggia il vantaggio di Hunt prima che arrivino le reti di Callaghan e St. John. Al ritorno i nerazzurri ribalteranno il risultato con un netto 3-0 grazie ai gol di Corso, Peirò e Facchetti e poi andranno a vincere la coppa per il secondo anno consecutivo sconfiggendo in finale il Benfica di Eusebio.

La prima vittoria porta l'insospettabile firma del Genoa, che nei quarti di finale della Coppa UEFA 1992 fa fuori i Reds e per primo infrange il mito di Anfield: dopo aver vinto 2-0 l'andata al Ferraris, i liguri si superano con un 1-2 firmato dal "Pato" Aguilera, che rende inutile il gol di Ian Rush. Liverpool-Udinese 2-3, fase a gironi dell'Europa League 2012/2013, è sia l'ultima gara che l'ultima vittoria di un'italiana nel mitico tempio del Liverpool: i friulani si impongono con gol di Di Natale, autogol di Coates e firma finale di Giovanni Pasquale, che rendono vane le reti di Shelvey e Suarez.

Le dieci sfide delle italiane a Anfield

(in grassetto le vittorie italiane)

  • 04/05/1965 (Coppa dei Campioni) Liverpool v Inter = 3-1
  • 13/10/1965 (Coppa delle Coppe) Liverpool v Juventus = 2-0
  • 18/03/1992 (Coppa UEFA) Liverpool v Genoa = 1-2
  • 22/02/2001 (Coppa UEFA) Liverpool v Roma = 0-1
  • 19/03/2002 (Champions League) Liverpool v Roma = 2-0
  • 05/04/2005 (Champions League) Liverpool v Juventus = 2-1
  • 19/02/2008 (Champions League) Liverpool v Inter = 2-0
  • 09/12/2009 (Champions League) Liverpool v Fiorentina = 1-2
  • 04/11/2010 (Europa League) Liverpool v Napoli = 3-1
  • 04/10/2012 (Europa League) Liverpool v Udinese = 2-3

Fase di gioco di Liverpool-Genoa, Coppa UEFA 1992
Il Genoa è stato il primo club italiano capace di imporsi ad Anfield: succedeva nel 1992, in Coppa UEFA, grazie a una doppietta di Aguilera.

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