Inno Liverpool, la storia del leggendario "You'll never walk alone"

Oltre i brividi e la pelle d'oca. Ecco tutto quello che c'è da sapere su uno degli inni più coinvolgenti, emozionanti e appassionanti della storia del calcio.

1k condivisioni 0 commenti

di

Share

Se lo definissimo banalmente "inno Liverpool", faremmo il più grosso errore possibile. Già, quella sinfonia che sentiamo cantare dalla Kop (e non solo) in ogni partita dei Reds, è davvero molto di più. Non è retorica, né esagerazione. You'll never walk alone è qualcosa che va oltre il calcio, che va oltre lo spirito d'identificazione di una tifoseria con la propria squadra.

È la dichiarazione d'amore collettiva di un popolo verso un ideale, l'attestazione di solidarietà e di compattezza nei momenti di difficoltà, la ricerca di quel "cielo dorato alla fine della tempesta" (At the end of a storm, there's a golden sky).

Un messaggio, insomma, estremamente coinvolgente e perfettamente adattabile al mondo del calcio, cioè quella rivisitazione in scala ridotta e su un rettangolo verde di gioie e dolori della vita di tutti i giorni. Ed è proprio per questo motivo, che in un pomeriggio dei primi anni Sessanta, ad Anfield Road, i tifosi della Kop cominciano a cantare le note di You'll never walk alone, probabilmente senza nemmeno rendersi conto che quello di lì a poco sarebbe diventato a tutti gli effetti non solo un inno Liverpool, ma di certo uno dei più intensi e appassionanti di sempre nella storia del calcio.

You'll never walk alone, la storia

Siamo nel 1945, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Il paroliere e drammaturgo newyorkese Oscar Greeley Clendenning Hammerstein, meglio conosciuto come "Oscar Hammerstein II", scrive il testo di questa canzone, destinata all'utilizzo all'interno di un musical teatrale, Carousel. A trasformare quelle parole in sinfonia ci pensa invece Richard Rodgers, 43enne musicista sempre di New York. 

You'll never walk alone nasce dunque così, negli Stati Uniti. Ma ci mette poco a varcare i confini dell'America, principalmente per via delle tante cover che ne derivano negli anni successivi. Frank Sinatra, Johnny Cash, Elvis Presley sono solo alcuni dei nomi illustri a essersi cimentati nella reinterpretazione di questo motivo.

A farle sorvolare l'Oceano Atlantico e sbarcare in Europa è un gruppo di musicisti sul genere Merseybeat di Liverpool, "Gerry and The Pacemakers", che decide di farne una cover nel 1963. Beh, quella loro versione - nonostante in quel periodo ci sia la concorrenza di un gruppo che otterrà un discreto successo, i Beatles - resta in cima alle classiche del Regno Unito per ben 4 settimane.

La trasformazione in inno Liverpool

All'epoca, nel pre-partita delle gare casalinghe del Liverpool, c'è l'abitudine di far ascoltare ai tifosi la hit parade settimanale delle 10 migliori canzoni e quella cantata dal leader di quella band, Gerry Marsden, piace da subito in maniera molto particolare ai Reds. Così tanto che, secondo moltissime testimonianze, questa è stata cantata spontaneamente anche una volta uscita dalla top ten, tanto da diventare più avanti l'inno del club.

La versione più accreditata degli eventi, però, parla anche di un altro fattore determinante che ha legato indissolubilmente You'll never walk alone al Liverpool. Nell'estate del 1963, infatti, Mardsen regala all'allora manager dei Reds, Bill Shankly, una copia del singolo, facendolo letteralmente innamorare di quella canzone.

Piace talmente tanto a Shankly che i reporter dell'epoca al seguito della squadra mandano un messaggio alle rispettive redazioni: quella musica sarebbe presto diventata l'inno della squadra rossa del Merseyside. E no, non si sbagliano. Poco più tardi, nel 1965, il telecronista della BBC Kenneth Wolstenholme, probabilmente ignaro della portata storica di quel momento, con un lampo di genio decide di restare in silenzio e ascoltare la Kop, intenta a cantare You'll never walk alone durante la partita con il Leeds. Brividi. E l'inizio del mito.

Quali altri club lo cantano

Da quel momento è diventato un appuntamento immancabile, riproposto ancora con più enfasi nei momenti difficili della storia del club. Come quello di ventiquattro anni più tardi, subito dopo la tragedia di Hillsborough in cui perdono la vita 96 tifosi del Liverpool, quando Gerry Marsden intona quella sua canzone a Wembley, prima della finale di FA Cup tra Everton e Liverpool.

Nonostante questa storia che dà origine alle leggenda dell'inno dei Reds, c'è un'altra squadra, il Celtic, che ne rivendica l'utilizzo prima di ogni altro e che lo usa ancora adesso come simbolo del club. In realtà però, sembra che i tifosi scozzesi abbiano "preso ispirazione" subito dopo aver affrontato il Liverpool nella semifinale di Coppa delle Coppe del 1996.

In un certo senso, questo duplice utilizzo ha sdoganato negli anni successivi la facoltà per altre squadre di cantarlo, anche se solo il Celtic e il Borussia Dortmund (in quanto gemellate) hanno il "permesso" di farlo in presenza dei tifosi dei Reds. In tal senso è da brividi quello che è accaduto nell'Europa League 2015/2016, quando Liverpool e Dortmund si sono incrociate nei quarti di finale e tutto lo stadio, all'unisono, ha cantato You'll never walk alone.

Altre versioni sono quelle del Feyenoord, cantata al suo portiere Bradley "Brad" Jones dopo la scomparsa del figlio. Oppure quella dell'FC Tokyo e un'altra del tutto inaspettata (e forse anche per questo ancora più sentita) del Bayern Monaco, a seguito della sconfitta per 4-0 in semifinale di Champions League all'Allianz Arena per mano del Real Madrid.

Il testo e la traduzione italiana

Ecco per intero il testo, scritto in quel tormentato 1945 dal paroliere Oscar Greeley Clendenning Hammerstein. Il suo intento era quello di rappresentare l'orgoglio di chi, di fronte alle avversità, riesce a tenere sempre la testa alta, andando avanti senza mollare. A giudicare dall'eco che ha avuto e dalla pelle d'oca che si genera ogni volta che si ascolta, si può dire senza timore di essere smentiti che i risultati siano andati ben oltre le sue aspettative.

When you walk through a storm (Quando cammini nel bel mezzo di una tempesta)

Hold your head up high (Tieni bene la testa in alto)

And don't be afraid of the dark (E non aver paura del buio)

At the end of a storm (Alla fine della tempesta)

There's a golden sky (C'è un cielo dorato)

And the sweet silver song of a lark (E la dolce canzone d'argento cantata dall'allodola)

Walk on through the wind (Cammina nel vento)

Walk on through the rain (Cammina nella pioggia)

Though your dreams be tossed and blown (Anche se i tuoi sogni saranno sconvolti e scrollati)

Walk on, walk on (Va avanti, va avanti)

With hope in your heart (Con la speranza nel tuo cuore)

And you'll never walk alone (E non camminerai mai da sola)

You'll never walk alone (Non camminerai mai da sola)

Walk on, walk on (Va avanti, va avanti)

With hope in your heart (Con la speranza nel tuo cuore)

And you'll never walk alone (E non camminerai mai da sola)

You'll never walk alone (Non camminerai mai da sola)

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.