Napoli, Sarri deve tranquillizzare un popolo per puntare allo Scudetto

Maurizio Sarri ha dominato Allegri e la Juve con una prova che lancia gli Azzurri. Ora il suo grande nemico può essere il troppo entusiasmo che deve moderare in poco tempo.

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Maurizio Sarri ha fatto un piccolo miracolo, dominando la Juventus che ha una rosa qualitativamente di gran lunga superiore di quella del Napoli e riuscendo a non farle mai fare un tiro verso lo specchio della porta in tutti i 90 minuti.

Ma il Napoli è ancora un punto sotto la Juventus e anche se ha partite sulla carta meno insidiose di quelle della Juve, che ha le trasferte contro Inter e Roma, i match di Firenze e di Genova contro la Sampdoria sono assolutamente ostici.

Ieri la città è esplosa, riempiendo di entusiasmo ogni vicolo e accogliendo la squadra come si fa per trionfi epocali. Nelle prossime quattro partite non ci sarà margine di errore. Ancora una volta tutto è nelle mani di Maurizio Sarri che dovrà dare normalità ad un ambiente incandescente.

Sarri, il maestro che deve diventare capopopolo per concentrare tutti sullo scudetto

A fine partita Sarri ha gettato acqua sul fuoco ormai ardente della passione napoletana ma non è riuscito a non dire che la vittoria contro la Juventus è una grande soddisfazione per un intero popolo e non solo per una squadra di calcio e i suoi tifosi. "Napoli è l’unica grande città italiana con una sola squadra" - ha detto Sarri - e l’amore nei confronti della maglia azzurra non ha limiti.

Questa passione che ha sempre aiutato la squadra anche in momenti difficili ma adesso può diventare il suo più grande problema. Smorzare i toni, far capire che la vittoria di Torino è solo l’inizio di un percorso difficilissimo e che vincere una partita non vuol dire vincere in senso assoluto sono i messaggi che Maurizio Sarri deve far passare con l’aiuto della società.

Dovrà diventare quello che non è mai voluto essere, ovvero un capopopolo oltretutto razionale e moderato mentre intorno l’entusiasmo è straripante. Maurizio Sarri che ama il campo e le sue fatiche e allo stesso tempo la scrivania e i mille modi di interpretare un dettaglio del gioco, deve salire su un piedistallo e diffondere calma e tranquillità ad una popolazione che lo venera ma che non riesce più ad aspettare.

Gran parte dell’eventuale scudetto del Napoli passa dalla capacità del suo allenatore di diventare quello che non sa essere, ovvero un comunicatore a 360°, un uomo che media fra la troppa passione dell’ambiente e la freddezza che ci vuole per giocare queste ultime quattro partite. Forse per la prima volta Sarri dovrà gestire oltre agli aspetti tattici della squadra anche tutti quelli emotivi e riuscire a tenere pienamente sotto controllo non solo il gioco ma l’intero universo Napoli.

Al suo primo giorno da allenatore del Napoli aveva già presente cosa volesse dire diventare allenatore dei partenopei, sottolineando subito quello che temeva.

Allenare il Napoli è bello e duro... L’ambiente, però, è umorale, la città è fatta di passioni e delusioni

Questa umoralità così estrema che ben ha conosciuto Sarri in alcuni momenti devi riuscire a non viverla appieno altrimenti ti fa cadere nell'errore di cavalcarla per poi ritrovarti senza la possibilità di costruire a medio-lungo termine. 

La frenesia per cui un allenatore è un cretino se perde due partite o un genio se ne vince due rende molto difficile far vivere progetti e far evolvere il calcio

Ora dovrà mettere le mani in questa massa vulcanica in espansione e dirigerne le energie verso quello che serve per conquistare lo scudetto. Dovrà controllare prima di tutto se stesso e di conseguenza quello che gli gira intorno mettendoci la faccia e le parole chiare e necessariamente lucide in ogni occasione. Dovrà cambiare, ma solo cambiando si migliora e si diventa davvero grandi.

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