Napoli, da Koulibaly a Koulibaly: gol da leader e riscatto a Torino

Dalla mancata marcatura su Zaza nel gol sorpasso della Juventus il 13 febbraio 2016 al centro che alimenta il sogno Scudetto: Stadium nel destino per il difensore.

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La lotta scudetto in Serie A è aperta più che mai. Quando al termine del campionato mancano quattro giornate e le distanze in vetta sono minime, in attesa di conoscere il nome del vincitore del campionato una certezza c'è. Schierate in campo Juventus e Napoli all'Allianz Stadium, mettete in palio punti pesanti e state certi che Kalidou Koulibaly sarà protagonista. In un modo o nell'altro.

Prima di focalizzarci su quello stacco imperioso che ha deciso la sfida più attesa della 34^ giornata di Serie A, e forse dell'intero campionato, occorre infatti fare un passo indietro. Che serve a rendere la serata del difensore senegalese e del Napoli ancora più saporita: 13 febbraio 2016. La squadra di Maurizio Sarri è ospite della Juventus allo Stadium: squadre divise da due punti in favore degli azzurri (56 a 54), beffati al 91' da Simone Zaza, subentrato ad Alvaro Morata. L'attaccante con la maglia numero 7 raccoglieva una sponda aerea di Alex Sandro e calciava dal limite dell'area, battendo Reina grazie alla deviazione di Raul Albiol. Ma non prima di aver eluso la guardia di un avversario. Chi? Koulibaly.

Quella sera il pacchetto difensivo di Maurizio Sarri pagò a caro prezzo l'unica disattenzione. Decisiva nell'economia di una partita che coincise con un sorpasso diventato poi definitivo e certificato dalla classifica finale: 91 punti per la Juventus, 82 per il Napoli e quarto scudetto consecutivo festeggiato dai bianconeri. Ventisei mesi dopo Koulibaly è l'eroe di una notte difficile da dimenticare per i tifosi azzurri. Quella che riaccende un sogno e riscalda i desideri di uno scudetto che in città manca da 28 anni.

Di sicuro è il gol più importante della mia carriera, perché vincere qua era una missione impossibile e invece noi ce l'abbiamo fatta.

Napoli, Koulibaly e una firma storica

Riavvolgiamo il nastro e torniamo alla serata del 22 aprile 2018. Allianz Stadium, Napoli a -4 dalla formazione di Massimiliano Allegri. Partita tesa, tirata, con poche occasioni. Fino al minuto 90: Koulibaly salta in testa a Benatia, uno dei migliori in campo fino a quel momento, e batte Buffon. Per una rete che vale la vittoria su un avversario che quest’anno in casa aveva perso solo una volta e che aveva concesso un solo gol nelle ultime nove partite giocate a Torino in campionato. Ma non solo: perché per Kalidou la rete della vittoria in casa della Juventus ha un sapore inedito, dopo 4 sconfitte in altrettanti precedenti tentativi tra Serie A e Coppa Italia.

Solo gol utili

Le presenze complessive del difensore classe 1991 con la maglia del Napoli sono 161, delle quali 120 in campionato. Con la rete messa a segno allo Stadium, Koulibaly ha consolidato il suo record di marcature stagionali: sono già 5, sempre coincise con una vittoria. Prima della Juventus, era toccato a Lazio, Cagliari, Torino ed Hellas Verona. Precedenti difficili da paragonare, per l'emozione provata nella notte di Torino e per peso specifico della marcatura nella corsa scudetto. Con una gioia accessoria: per la prima volta in un match di Serie A allo Stadium, inaugurato nell'agosto 2011, la Juventus non ha effettuato nemmeno un tiro nello specchio della porta. Soddisfazione non da poco per un difensore.

Il maestro e la guida

Oggi Kalidou Koulibaly è uno dei simboli del Napoli di Maurizio Sarri. E pensare che i primi passi in Italia del centrale acquistato per 8 milioni dal Genk era stato tutt'altro che entusiasmante: mesi di adattamento, archiviati sotto la guida di Rafa Benitez, che gli preferiva Britos, in panchina. La svolta della sua carriera è stata nell'arrivo di Maurizio Sarri in panchina, estate 2015: l'allenatore toscano ha subito visto nel gigante che si ispira a Lilian Thuram la guida del suo reparto arretrato. Non c'è azione che non passi (anche) da Koulibaly: che vale 50 milioni di euro, piace in Premier League e in asse con Raul Albiol forma una coppia centrale che non conosce sconfitte da 22 partite in campionato. ll maestro in campo l'ha forgiato, ora Koulibaly è la guida azzurra: a Torino, a indicare la strada, ci ha pensato lui. 

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