Atletica, Kipchoge e Cheruiyot vincono alla maratona di Londra

Eliud Kipchoge e Vivian Cheruiyot hanno trionfato nella London Virgin Marathon correndo rispettivamente in 2h04’17” e in 2h18’31”.

Eliud Kipchoge

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La London Marathon 2018 verrà ricordata per il grande caldo con una temperatura di 23°C davvero insolita in questo periodo dell’anno nella capitale britannica. Nella storia della maratona di Londra soltanto due volte nel 1996 e nel 2007 si era raggiunta una temperatura più elevata. 

Eliud Kipchoge ha trionfato a Londra per la terza volta in carriera dopo i due successi consecutivi nel 2015 in 2h04’42” e nel 2016 in 2h03’05” (quando realizzò il record del percorso arrivando a soli otto centesimi di secondo dal record del mondo di Dennis Kimetto).

Il fuoriclasse keniano allenato dall’ex grande siepista keniano Patrick Sang ha conquistato la decima maratona su undici disputate dal 2013.

Atletica, maratona di Londra: successi di Kipchoge e Cheruiyot

Eliud Kipchoge:

Anche dopo tutti i successi mi sento ancora uno studente di questo sport e il mio maestro è il mio allenatore Patrick Sang. Sono venuto a Londra per correre una bella competizione e oggi ho corso una grande gara. Sono contento del mio terzo successo a Londra. Ad un certo punto ero preoccupato quando ho visto che Kitata riusciva a tenere il mio ritmo. Ho dovuto lottare fino alla fine negli ultimi chilometri. Gli obiettivi futuri sono il secondo oro olimpico a Tokyo e il record del mondo

Ha stupito il ventiduenne etiope Shura Tola Kitata, che dopo le vittorie alle maratone di Roma e Francoforte ha demolito il record personale con 2h04’49” al debutto in una maratona del circuito World Major precedendo Sir Mo Farah. Kitata è allenato dal coach etiope Haji Adilo, che segue anche la tre volte vincitrice della maratona di Roma Rahma Tusa.

Il fuoriclasse britannico, sostenuto lungo il percorso da tanti fans, ha completato la seconda maratona della sua carriera in terza posizione in 2h06’21” battendo il record britannico del gallese Steve Jones, che corse in 2h07’13” in occasione del secondo successo alla maratona di Chicago nel 1985. La prestazione di Farah si colloca al terzo posto delle liste europee all-time dopo il norvegese Sondre Moen (2h05’48”) e il turco di origini keniane Ozbilen Kigen (2h06’10”).

Farah si è lasciato alle spalle il due volte campione mondiale di Berlino 2009 e Daegu 2011 Abel Kirui (quarto in 2h07’07”), il vice campione mondiale di mezza maratona di Cardiff 2016 Bedan Karoki (2h08’34”), il tre volte campione olimpico Kenenisa Bekele (2h08’53”) e il vincitore della maratona di Amsterdam 2017 Lawrence Cherono (2h09’53”). Il vincitore della passata edizione Samuel Wanjiru ha tagliato il traguardo in ottava posizione in 2h10’35”.

Mo Farah:

Mi sono divertito oggi. Correre una maratona è diverso rispetto alla pista. E’ una fatica diversa e un tipo di allenamenti diverso ma mi è piaciuto molto. Mi sono allenato in modo diverso rispetto alla precedente partecipazione a questa maratona nel 2014. Allora gareggiavo ancora in pista e non volevo perdere la velocità. Questa volta ho pianificato tutto nei minimi particolari insieme a Gary Lough, il marito di Paula Radcliffe. Il mio allenatore è un genio. Aver ridotto i recuperi durante le ripetute sulle varie distanze ha costruito una nuova resistenza alla fatica.

Bisogna essere forti mentalmente quando incominci a sentire le gambe dure. Tutti i migliori volevano correre nel gruppo di testa e non avevo scelta. Ad un certo punto il ritmo era incredibilmente veloce, ma successivamente è rallentato. Mi sono trovato in una situazione in cui dovevo giocarmi il tutto per tutto e sono partito forte. Sono contento del risultato e non potevo fare meglio. Eliud è un grande maratoneta e ha molta esperienza. Il ritmo è rallentato, mi sono sentito stanco ma ho stretto i denti

La gara è partita a ritmi indiavolati con le lepri Gideon Kipketer e Ewin Kiptoo a guidare al 5 km in 13’48” e al 10 km in 28’19” e alla mezza maratona in 1h01’00, nettamente in tabella di marcia per battere il record del mondo stabilito da Dennis Kimetto a Berlino nel 2014 con 2h02’57”. Lo stesso Steve Cram ha definito il ritmo della gara maschile “crazy” durante la sua telecronaca per la BBC Kipchoge e Kitata hanno premuto sull’acceleratore al 30 km staccando Mo Farah e sono passati al 35 km in 1h42’33” con 42 secondi di vantaggio, mentre Abel Kirui era in quarta posizione con 23 secondi di svantaggio nei confronti del britannico. Kipchoge ha continuato a spingere, mentre Kitata ha provato a resistere al forcing del keniano. Kipchoge ha piazzato l’attacco decisivo nel sottopassaggio finale a 2 miglia dalla fine e ha preso un vantaggio di 11 secondi a 2 chilometri dalla fine.

Cheruiyot scende sotto le 2h20 per la prima volta in carriera

Nella vigilia della gara femminile si era parlato molto del possibile tentativo di Mary Keitany di battere il record mondiale detenuto da Paula Radcliffe in una “mixed race” con utilizzo di pacemaker maschili. Lo scorso anno la keniana aveva trionfato a Londra stabilendo il record mondiale “women-only” in una gara solo femminile senza lepri maschili. 

Keitany e Tirunesh Dibaba erano partite su ritmi che lasciavano presupporre un serio attacco al primato di Paula Radcliffe con passaggi sensazionali in 15’46” al 5 km, in 31’46” al 10 km e 47’46” al 15 km ma sono calate vistosamente nella seconda metà gara su un tratto di percorso più difficile avvertendo l’effetto del caldo. Vivian Cheruiyot ha saputo invece distribuire al meglio le proprie energie passando in 32’53” al 10 km, in 49’18” al 15 km e in 1h08’56” ai 21 km.

Tirunesh Dibaba, che disputava la quarta maratona della carriera, ha avvertito un problema muscolare in prossimità di Canary Wharf al 30 km ed è stata costretta al ritiro un anno dopo il secondo posto in 2h17’56” (record etiope). Keitany aveva ancora un vantaggio di 1 minuto e 16 secondi nei confronti di Cheruiyot al passaggio al 30 km. La gara si è decisa al 35 km quando Cheruiyot ha raggiunto Keitany sempre più affaticata. 

Come Kipchoge, anche Cheruiyot ha saputo compiere con successo il passaggio dalle gare in pista alla maratona dopo aver vinto l’oro olimpico sui 5000 metri a Rio de Janeiro e cinque titoli mondiali tra pista e corsa campestre. Nel 2015 Vivian ha vinto il titolo mondiale dei 10000 metri a Pechino dopo essere diventata madre di Allan Kiprono nel 2013. Sulla distanza di maratona ha corso due altre maratone a Londra (quarta in 2h23’50”) e a Francoforte (prima in 2h23’35”). Con il 2h18’31” di Londra è salita al quarto posto nelle liste mondiali di sempre.

La connazionale Brigid Kosgei ha completato la doppietta keniana conquistando il secondo posto alla terza gara in pochi mesi demolendo il record personale 2h20’12”. La keniana è salita sulla ribalta due anni fa vincendo la maratona di Milano in 2h27’45” e ha saputo confermarsi a grandi livelli correndo in 2h20’12” lo scorso Ottobre a Chicago. L’etiope Tadelesh Bekele si è classificata terza dopo essere transitata al sesto posto a metà gara in in 1h09’47” migliorando il personale di 15 secondi con 2h21’39” precedendo Gladys Cherono (2h24’10”) e un’affaticata Mary Keitany, quinta al traguardo in 2h24’27”. La migliore delle britanniche è stata Lily Partridge, ottava in un buon 2h29’24” davanti alla connazionale Tracy Barlow (nona in 2h32’09”).

Vivian Cheruiyot:

La ragione per la quale ho reso al meglio è dovuta al fatto che sono partita lentamente. Non ho seguito Mary e Tirunesh. Quando ho visto Mary all’orizzonte, ho pensato di poter vincere. Sono davvero felice

Per il secondo anno consecutivo il Principe Harry (nipote di Queen Elizabeth) ha fatto da cerimoniere premiando i vincitori dopo l’arrivo sul Mall nei pressi di Buckingham Palace. Il sei volte campione paralimpico David Weir ha vinto per l’ottava volta in carriera la maratona di Londra su diciannove partecipazioni nella categoria delle handbike battendo lo svizzero Marcel Hug. L’australiana Madison De Rosario ha vinto l’analoga gara paralimpica al femminile precedendo la statunitense Tatyana McFadden una settimana dopo il trionfo ai Giochi del Commonwealth.

La maratona di Londra si è confermata come la migliore del mondo per qualità tecnica e partecipazione popolare con tantissimi spettatori lungo un percorso, che ha toccato tutti i punti più caratteristici di Londra come il Tower Bridge, Canary Wharf vicino alla famosa O2 Arena, Westminster, St. James Park e Buckingham Palace all’arrivo. Come ogni anno la Maratona di Londra ha richiamato tanti appassionati, che hanno corso per sostenere la raccolta fondi in favore delle tante associazioni di beneficienza.

La splendida giornata di sole ha contribuito a rendere ancora più festosa la mattinata londinese che ha visto oltre 54000 iscritti alla partenza da Greenwich. La Regina Elizabeth ha dato il via schiacciando il “red button” dal giardino del Castello di Windsor festeggiando in modo speciale il suo novantaduesimo compleanno.

Nel 1908 la principessa e futura regina d’Inghilterra Maria (nonna di Elisabetta) aveva fatto partire proprio dal Castello di Windsor la maratona olimpica del 1908, diventata celebre per la vicenda umana di Dorando Pietri, che dominò la gara ma cadde stremato in prossimità dell’arrivo e venne successivamente squalificato per l’aiuto ricevuto. La regina Alessandra donò una coppa a Pietri e il trofeo è stato portato per l’occasione a Londra dal sindaco di Carpi (luogo dove è cresciuto Dorando Pietri) per essere esposto.

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