Henry & Bros: l'Arsenal ideale di Arsene Wenger

Ecco i suoi 11 "fedelissimi": da Henry e Vieira a Bergkamp e Fabregas.

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Con questa formazione, probabilmente sarebbe riuscito a vincerla. La Champions League, quel sogno dalle grande orecchie da sempre accarezzato, nel 2006 (nella finale persa contro il Barcellona) appena sfiorato, rimasto finora incompiuto. In ogni caso, Arsene Wenger da Strasburgo rimarrà a lungo il manager più longevo e vincente nella storia dell'Arsenal. Passi davanti alla sua bacheca personale e ti imbatti nel bagliore di 3 Premier League, 7 FA Cup e altrettante Charity/Community Shield. È il raccolto degli ultimi, lunghissimi 22 anni della sua carriera da allenatore, trascorsi tutti alla guida dei Gunners.

L'avventura londinese ha una data d'inizio ben precisa: 1 ottobre 1996. La fine invece è stata appena annunciata. Proprio dopo il suo addio ai Gunners, diamo vita all'undici ideale dell'allenatore alsaziano. Quello che, sì, gli avrebbe magari permesso di conquistare la Champions. Il criterio di scelta è ben preciso: il numero di presenze raccolte con Wenger in panchina. 

Uno schieramento composto interamente da nomi altisonanti. Che sia un undici targato Wenger, lo dimostra un altro dato curioso: i connazionali transalpini sono ben quattro, contro tre inglesi, uno spagnolo, un olandese, uno svedese e un ivoriano. Un tocco di "patriottismo", per il francese (alla pari di Eric Cantona) più inglese di sempre. Eccola allora, la Top 11 di Wenger. Un 4-4-2 all'insegna del talento, del prestigio e della nostalgia. 

Arsenal, la Top 11 di Arsene Wenger

David Seaman

Quando Wenger è arrivato a Londra, lui già difendeva i pali dei Gunners da sei anni. Sono 244 le presenze dell'ex portierone della Nazionale inglese con Arsene in panchina. Due campionati, 3 FA Cup e 2 Charity Shield portano la firma dei suoi guanti.

Bacary Sagna

Sette stagioni, 285 presenze e 5 gol: il terzino è entrato a corte di Wenger nel 2007. Nel 2014 poi il passaggio al Manchester City.

Martin Keown

Il primo capitolo all'Arsenal negli anni '80, per poi ritornare ad Highbury nel 1993. Il vulcanico difensore dei Three Lions saluterà i Gunners solamente nel 2004, totalizzando con Wenger 265 presenze e 5 reti.

Kolo Touré

L'Arsenal lo pescò nel 2001 in Costa d'Avorio. Tre anni dopo, ha guidato i biancorossi dal centro della difesa alla conquista del campionato 2003/04, l'ultimo finora vinto dai Gunners: 326 presenze e 14 gol per il fratello maggiore di Yaya. 

Gael Clichy

All'Arsenal deve l'esplosione nel grande calcio e ben 11 stagioni: il suo ruolino parla di 258 gettoni e 2 centri.

Theo Walcott

La prima stagione con il Sunderland gli valse nel 2006 il passaggio ai Gunners. Per il classe 1989 sono 353 le presenze con Wenger, impreziosite da 90 gol.

Cesc Fabregas

Tra i capitani degli ultimi 20 anni di Arsenal, il catalano rimane tra i più talentuosi e anche tra i più discussi. Nel 2003 era una giovane promessa della cantera del Barcellona, nel 2011 tornò a casa da top player di fama mondiale. Il ritorno in Premier, stavolta tra le file del Chelsea, spinse i tifosi dei Gunners a bruciare la sua maglia. Del suo rapporto con Wenger rimangono 302 presenze, 58 gol e queste parole: 

È stato più che un maestro, un padre sportivo. Mi ha dato tutto. A un calciatore serve una persona che ogni giorno dica "ho fiducia in te, continua così", uno che te lo dimostri concretamente. Wenger è stata quella persona.

Patrick Vieira

Tre campionati vinti, quello del 2004 da capitano. Anno in cui fu inserito da Pelé e dalla FIFA tra i 125 giocatori viventi più forti di sempre. Nei nove anni di Arsenal, il centrocampista francese ha collezionato 374 presenze e siglato 9 reti. Nel 2001, una volta appesi gli scarpini al chiodo, sarebbe tornato volentieri nei ranghi dei Gunners: la mancata chiamata da parte di Wenger lo deluse molto.

Fredrik Ljungberg

Tra i personaggi più punk della storia del calcio, lo svedese rimane tra le ali più forti che abbiano mai calcato i campi del Regno Unito. All'Arsenal arrivò nel 1998 e se ne è andato solamente nel 2007. Giusto il tempo di collezionare 317 presenze e 71 gol.

Dennis Bergkamp

Il primo peso massimo della coppia d'attacco non poteva che essere lui, uno dei più forti giocatori olandesi della storia. Sbarcato a Londra nel 1995, ha contribuito alla vittoria di tre Premier League, 4 FA Cup e 4 Charity Shield. Nel 2006 si è ritirato dal calcio giocato, quando ormai il suo nome era legato indissolubilmente all'emblema dell'Arsenal. In 346 presenze, ha regalato a Wenger 89 gol e un'infinità di assist, giocate spettacolari e frammenti indelebili di grande calcio.

Thierry Henry

L'undici ideale si chiude in piena ascesa. Nei 20 anni di Wenger, è lui il recordman di gol realizzati (226): per presenze (368) è secondo solo a Vieira. Il suo rapporto con il tecnico connazionale è stato di quelli romanzeschi. Nel 2007, al momento del suo addio in direzione Barcellona, dichiarò:

Lascio l'Arsenal perché Wenger non rinnoverà il suo contratto.

Arsene alla fine prolungherà l'accordo e Titì tornerà nel 2012, anche se solo per un prestito di due mesi dai New York Red Bulls. Nell'estate appena trascorsa, però, l'attuale assistente del ct belga Martinez ha rifiutato la proposta di allenare l'Under 18 dei Gunners. Da parte sua non sono mancate inoltre le stoccate al suo ex manager, soprattutto in tema di mercato. La sua storia all'Arsenal e il suo feeling con Wenger rimangono però di quelli indelebili.

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