Arsene Wenger saluta l'Arsenal dopo 22 anni: tutte le sue vittorie

L'alsaziano lascia dopo oltre due decadi in cui ha segnato un'epoca, portando lo stile continentale in Inghilterra e centrando vittorie importanti.

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Adesso che è finita, dopo 22 anni, forse i tifosi dell'Arsenal rivaluteranno la figura di Arsene Wenger. Il tecnico francese, che ha scritto pagine indimenticabili nella storia dei Gunners, era finito ormai da qualche stagione nell'occhio del ciclone, diventando per i fan un bersaglio, la rappresentazione di un club, una società, che sembrava essersi rassegnata a non vincere e persino a non cambiare mai.

Eppure Arsene Wenger ha rappresentato a suo tempo un cambiamento epocale, non soltanto per l'Arsenal ma per l'intero movimento calcistico inglese. Fu lui a introdurre in Premier League il cosiddetto "stile continentale", avvicinando il calcio dei "Maestri" a quello forse più spettacolare - e decisamente più vincente - dei maggiori club europei.

Primo manager dell'Arsenal a non provenire dalle isole britanniche, Arsene Wenger ha trasformato i Gunners in una delle più grandi potenze calcistiche d'Inghilterra: e se è vero che non è mai riuscito a far compiere al club l'ultimo, importantissimo, passo verso la gloria continentale è altrettanto vero che certe vittorie dei londinesi resteranno nella storia per sempre, e che la sua eredità - anche economica, visti i tanti giovani valorizzati - permetterà all'Arsenal di ripartire da una buonissima base. 

Arsene Wenger festeggia campionato e FA Cup nel 1998

Arsene Wenger, tutte le sue vittorie alla guida dell'Arsenal

Quando arriva in Premier League, ufficialmente il 22 settembre del 1996, Arsene Wenger è un nome praticamente sconosciuto nel calcio inglese e mondiale: ha iniziato ad allenare nel 1984, dopo un anno di apprendistato come assistente al Cannes e dopo una modesta carriera come calciatore. Alla guida del Monaco ha conquistato sia un campionato (1988) e una coppa di Francia (1991) con l'apporto di giocatori di spessore assoluto come Battiston, Hateley, Hoddle e Ramon Diaz, mostrando al contempo la sua bravura nello scoprire talenti pressoché sconosciuti, lanciando gli allora giovanissimi Petit e Djorkaeff e pescando in Camerun un certo George Weah.

Ma l'addio alla Francia e i due anni trascorsi poi in Giappone, guidando il Nagoya Grampus Eight, rendono scettica buona parte della stampa e della tifoseria dei Gunners, che si aspettava una certezza e si trova invece a che fare con un manager che sembra avere tutto da dimostrare. In realtà questo sarà l'inizio di una lunghissima storia d'amore, e neanche le tribolate stagioni finali potranno cancellare il fatto che Arsene Wenger sia stato il manager più longevo e vincente nella storia dell'Arsenal, un club storico ma che prima del suo arrivo non era in uno dei suoi momenti migliori e che grazie al gioco fluido e attraente da lui proposto ha saputo diventare una delle squadre più in voga in tutta l'Inghilterra.

L'Arsenal accarezza il pallone nello stesso modo in cui io ho sognato di accarezzare Marylin Monroe.

(Brian Clough)

Il Double 1997/1998

Per vedere il primo trionfo del nuovo manager i tifosi dell'Arsenal non devono aspettare che una stagione, il tempo necessario a Wenger per prendere le misure della squadra e del campionato inglese. Nella stagione 1997/1998 la squadra acquista i francesi Grimandi e Petit, pupillo di Wenger, e soprattutto dell'ala olandese Overmars, che esaltano una squadra che ha restituito a Dennis Bergkamp la grandezza perduta all'Inter e che in attacco può contare sul bomber Ian Wright e il giovane talento transalpino Nicholas Anelka. 

La forza dei Gunners è un gioco rapido e spettacolare, anche se fin troppo energico in certi casi, e una difesa solida e perfettamente affiatata composta da Seaman, Dixon, Adams, Keown e Winterburn. Partiti in sordina, i londinesi riescono nel finale di stagione ad approfittare di un calo del Manchester United e grazie a una serie di vittorie finiscono per strappare il titolo di campioni d'Inghilterra proprio ai Red Devils, precedendoli di un punto proprio sul filo di lana. 

Anche in FA Cup la squadra non ha una partenza felice, faticando più del dovuto per eliminare il modesto Port Vale e superandolo soltanto ai rigori. Nonostante le prestazioni poco brillanti si ripetano anche nei turni successivi, gli uomini di Wenger riescono ad eliminare Middlesbrough, Crystall Palace, West Ham (ancora ai rigori) e Wolverhampton, raggiungendo Wembley per la finalissima contro il Newcastle guidato da due icone del calcio british, il manager Kenny Dalglish e il bomber Alan Shearer. I gol di Overmars e Anelka decidono la gara e donano la FA Cup all'Arsenal: è il primo double nella storia del club.

L'Arsenal festeggia nella stagione 1997/1998

Il Double 2001/2002

Dopo tre annate piuttosto deludenti, l'Arsenal torna grande nella stagione 2001/2002, che vede i londinesi centrare il secondo double nella loro storia: la vittoria in campionato arriva l'8 maggio 2002, quando i Gunners si impongono in casa del Manchester United grazie a un gol di Wiltord, uno dei tanti calciatori francesi acquistati da Wenger. Tra questi spicca il grande Thierry Henry, talento ignorato dalla Juventus e che a Londra diventerà uno dei migliori attaccanti al mondo.

Henry e Wiltord sono solo due dei tanti nomi nuovi portati o esplosi a Highbury e che si sono affiancati a Dennis Bergkamp, ormai vero e proprio idolo locale: Ashley Cole e il camerunense Lauren hanno sostituito Winterburn e Dixon, Sol Campbell ha restituito vigore alla difesa, in attacco ha deluso Jeffers ma ha brillato Kanu, la squadra ha letteralmente volato anche grazie alle ali Pires e Ljungberg. Quest'ultimo è una delle più grandi intuizioni di Wenger, che lo pesca dagli svedesi dell'Halmstads e viene ripagato con una serie di prestazioni maestose.

Ljungberg è il miglior in campo nella finale di FA Cup contro il Chelsea, che vede l'Arsenal vincere 2-0: lo svedese chiude la gara dopo il vantaggio di Parlour, permettendo a Wenger di festeggiare il secondo double alla guida del club, che adesso è giustamente considerato tra i migliori d'Inghilterra. In Europa, purtroppo, sono arrivate soltanto delusioni, la più cocente di queste la sconfitta ai rigori contro il Galatasaray nella finale di Coppa UEFA del 2000.

Arsenal 2001/2002

L'Arsenal degli "Invincibili"

Se non bastano due stagioni straordinarie come quelle del 1997/1998 e del 2001/2002, a fare entrare definitivamente nella storia dei Gunners Arsene Wenger ci pensa l'edizione 2003/2004 della Premier League, che vede l'Arsenal scrivere la storia come soltanto un club ha saputo fare prima.

Nel primo campionato professionistico di sempre il Preston North End era riuscito a trionfare senza perdere una sola partita, ma si parlava pur sempre della stagione 1888/1889; di un calcio diverso, dov'era più semplice spiccare e dove, soprattutto, gli impegni da distribuire nell'arco di un'annata erano decisamente minori, dato che lo stesso campionato prevedeva appena 22 giornate.

L'Arsenal riesce a ripetere l'impresa dei Lilywhites quasi un secolo dopo, nel calcio del nuovo millennio e centrando 26 vittorie e 12 pareggi in 38 gare, una performance straordinaria che vale il 13° trionfo in campionato del club e il terzo per Wenger: Lehmann, Lauren, Touré, Campbell, Cole, Ljungber, Vieira, Gilberto Silva, Pires, Bergkamp e Henry - ormai campione acclarato e capocannoniere del torneo con 30 gol - ripetono quanto realizzato dal Preston North End ricevendo lo stesso soprannome dei loro predecessori: sono gli Invincibles, gli "invincibili".

Gli Invincibili dell'Arsenal

Tutti i trofei vinti da Wenger con i Gunners

Quello che potrebbe essere l'inizio di una dinastia si rivelerà invece un traguardo mai più raggiunto dal club nelle stagioni successive. L'Arsenal rimane sempre al top, centrando ripetutamente la qualificazione in Champions League, e Wenger si dimostra ancora un mago nelle plusvalenze e nella valorizzazione di molti giovani. Ma l'assoluta mancanza di risultati di rilievo in Europa e la crescita di vere e proprie superpotenze come Chelsea e Manchester City, oltre al ritorno prepotente del Manchester United, portano a un ridimensionamento dell'Arsenal, che apparirà sempre a metà di un progetto mai compiutamente realizzato.

Non bastano altri sei trofei (3 FA Cup e 3 Community Shield) ad accontentare una tifoseria che percepisce una sorta di rassegnazione sia da parte del club che dello stesso Wenger per un posto appena dietro i grandi. Non si tratta comunque di vittorie di poco conto, dato che mai nessun manager ha vinto quanto l'alsaziano alla guida dei Gunners, nemmeno nomi leggendari come Herbert Chapman o George Graham. 

  • FA Premier League (3): 1997–98, 2001–02, 2003–04
  • FA Cup (7): 1997–98, 2001–02, 2002–03, 2004–05, 2013–14, 2014–15, 2016–17
  • FA Community Shield (7): 1998, 1999, 2002, 2004, 2014, 2015, 2017

Ecco dunque che se le ultime stagioni di comprensibile malcontento hanno sempre più offuscato l'immagine di Wenger sia agli occhi dei propri tifosi che a quelli dell'opinione pubblica, possiamo essere certi che tra qualche anno il manager francese potrà essere ricordato come uno dei più grandi, l'uomo che ha portato l'Arsenal a una dimensione mai raggiunta prima. Chi verrà dopo di lui, insomma, avrà un compito tutt'altro che facile.

Arsene Wenger

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