Cristiano Ronaldo e il primo giorno al Man United: "Sono il migliore"

Il suo ex compagno Fortune rivela il modo in cui il portoghese si presentò allo spogliatoio dei Red Devils quando venne prelevato dallo Sporting Lisbona nell'estate 2003.

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"Non esiste una seconda occasione per fare una buona prima impressione". Questa frase di Oscar Wilde è una di quelle più gettonate in ambienti di psicologia, sociologia e coaching, per sintetizzare quanto siano importanti le tecniche di comunicazione (verbale e paraverbale) nel momento della propria presentazione (in nuovi contesti lavorativi, ambiti personali di vario genere, con un potenziale cliente e così via), aspetto individuato nella maggior parte dei casi come determinante ai fini di una efficace ed efficiente instaurazione del rapporto in questione.

È capitato a tutti di doversi presentare a un colloquio di lavoro, a un appuntamento o in qualsiasi altra situazione che presupponesse la nostra presentazione a qualcuno. E nella maggior parte dei casi abbiamo certamente curato in modo particolare la strategia da utilizzare in quel momento, con il fine di lasciare subito il segno e instaurare la relazione facendole prendere sin dall'inizio un determinato percorso.

C'è chi lo fa in modo maniacale, non lasciando nulla al caso e studiando ogni minimo dettaglio per non farsi trovare impreparato; chi invece tende a improvvisare, puntando sulla loquacità, il savoir-faire, il carisma. Ecco, c'è sicuramente molto di quest'ultima caratteristica, unita a quella sfrontatezza e quell'incoscienza tipiche della gioventù, nel "primo giorno di lavoro" di Cristiano Ronaldo al Manchester United.

Cristiano Ronaldo ai tempi del Manchester United
Cristiano Ronaldo con la maglia del Manchester United

Cristiano Ronaldo, il primo giorno al Manchester United

Quando nell'estate del 2003 il giovane lusitano (all'epoca aveva 18 anni) viene acquistato dai Red Devils, arriva con la nomea del predestinato, più che altro per giustificare quei 12,24 milioni di sterline serviti ad acquistarlo dallo Sporting Lisbona e che lo avevano fatto diventare il teenager più costoso nella storia della Premier League. E, nonostante l'età, Cristiano Ronaldo non ha alcun problema o pressione nel gestire quell'etichetta.

Anzi, come rivelato a distanza di 15 anni da un suo ex compagno, il sudafricano Quinton Fortune (passato da meteora anche in Serie B italiana con la maglia del Brescia), CR7 all'epoca ha già le idee chiarissime su quello che sarebbe dovuto essere il suo futuro.

Al portale AS, infatti, l'ex centrocampista del Manchester United ha raccontato il primo giorno nei Red Devils di Cristiano Ronaldo, in particolare quello della sua presentazione nello spogliatoio ai suoi nuovi compagni di squadra, lasciati tutti di sasso dal portoghese:

Quando capiterà gli chiederò come faccia ad avere tutta questa fiducia nei suoi confronti. Il primo giorno che venne allo United disse: "Io sono il migliore".

Gli allenamenti e il piano per diventare il migliore

A distanza di anni, Fortune ancora non riesce a spiegarselo:

Come è possibile che un bambino, perché all'epoca era tale, si presenti così in uno spogliatoio come quello del Manchester? È incredibile. Certo, aveva qualità. Ma la fiducia è un'altra cosa. Lui, ogni giorno, prima e dopo gli allenamenti, continuava a fare esercizi per migliorare la rapidità, il dribbling. Utilizzava i pesi, per diventare più forte fisicamente.

Ecco perché adesso che fa l'allenatore, lo prende come esempio e fonte di ispirazione:

Quando parlo con i bambini dico loro di lavorare come Ronaldo: lui aveva un sogno, un piano per essere il migliore. E ogni giorno lavorava per quello. E adesso... ok, è difficile perché c'è Messi (ride, ndr), ma lui è su quel livello. Tra i due preferisco di più l'argentino, però Cristiano è davvero speciale.

E di certo aveva le idee chiarissime già a 18 anni.

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