Il cast di "Fuga per la Vittoria", il più grande kolossal sul calcio

Uscito nel 1981 e ispirato alla famosa "Partita della Morte", il film di John Huston è considerato il più famoso film sul calcio grazie anche alla presenza di numerose stelle.

La formazione degli alleati in Fuga per la Vittoria

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Se non è il più bel film mai realizzato con il calcio al centro della trama, non c'è alcun dubbio che "Fuga per la Vittoria", uscito nel 1981 per la regia di John Huston, sia senz'altro il più famoso. Il coraggio e la classe di una squadra di prigionieri Alleati che, durante la seconda guerra mondiale, sfida i carcerieri tedeschi superando ogni avversità è noto a quasi qualunque appassionato di pallone, così come la famosa rovesciata segnata da Pelé/Luis Fernandez, ancora oggi citata come esempio di perfezione nell'esecuzione di uno dei gesti tecnici più affascinanti nel calcio.

Ambientato nel 1942, il film di Huston b Partita della Morte" che la propaganda sovieticqa raccontò essere avvenuta davvero nei dintorni di Kiev e che avrebbe visto gli invasori nazisti sfidare i prigionieri ucraini in un match che poteva avere un solo vincitore, pena la morte. Se la realtà dei fatti è stata in seguito ampiamente smentita - la gara si giocò ma non ebbe conseguenze dirette per i protagonisti in campo - il mito rimane intoccabile ed ha sempre affascinato la narrativa e la cinematografia calcistica.

Il cast di "Fuga per la Vittoria", poi, ha contribuito al successo della pellicola in modo determinante. Per la prima volta, infatti, veri calciatori vennero utilizzati per compiere grandi prodezze in campo, sostenuti nella recitazione da mostri sacri di Hollywood come Max von Sydow, Michael Caine e Sylvester Stallone, allora reduce dai primi due fortunatissimi capitoli di "Rocky" e assoluto protagonista dell'opera: prigioniero canadese che di calcio non conosce niente, si inventerà portiere per tentare la fuga durante la gara per poi redimersi a partita in corso, stanco delle angherie degli avversari.

Sylvester Stallone in "Fuga per la Vittoria"

Il cast di "Fuga per la Vittoria", il primo kolossal sul calcio

Furono numerosi e ben noti i campioni di tutto il mondo arruolati nel cast di "Fuga per la Vittoria", giunti da diversi Paesi per meglio rappresentare l'esercito alleato che si contrappose a Hitler e al suo folle piano di conquista. Ognuno di questi era icona e leader della propria Nazionale, alcuni erano stati addirittura campioni del mondo. Il film fu progettato per essere un successo, ebbe a disposizione il notevole budget di 10 milioni di dollari e riuscì dove molti altri avevano fallito: non è un segreto che il calcio non sia il più cinematografico degli sport, ma la sapiente regia di Huston, il contesto di guerra e le riuscite scene d'azione nell'unica partita disputata - peraltro carica di pathos e di un enorme significato simbolico - finì per funzionare.

Ecco una breve descrizione di ogni membro del cast di "Fuga per la Vittoria", seguito dal nome utilizzato nel film e alcune curiosità.

Sylvester Stallone (Robert Hatch)

Soldato canadese, Robert Harch è l'assoluto protagonista del film: inizialmente un egoista, che pensa esclusivamente a come evadere dal campo, con il passare del tempo cambia decisamente modo di pensare, prima tentando di coinvolgere la squadra e poi lasciandosi convincere dalla stessa a rinunciare, per affrontare sul campo i nazisti. Nel momento decisivo il suo coraggio e la sua redenzione saranno ripagati. 

Nel 1981 Sylvester Stallone era un astro nascente nell'industria cinematografica di Hollywood, reduce dai primi due fortunati capitoli di "Rocky" e prossimo alla realizzazione di un'altra saga di successo, "Rambo". Dotato di un fisico straordinario, non tutti sanno che l'attore di origini italiane - i nonni paterni erano pugliesi - è anche straordinariamente intelligente, fatto riconosciuto dalla sua appartenenza al Mensa. La sua carriera, cominciata nei primi anni '70,  è risultata straordinariamente longeva: appena due anni fa, nel 2016, è stato infatti candidato all'Oscar come migliore attore non protagonista per il film "Creed - Nato per combattere", spin-off della saga di "Rocky".

Sylvester Stallone in "Fuga per la Vittoria"
Per allenare Stallone come portiere, Huston ingaggiò il leggendario Gordon Banks, che però fu snobbato dall'attore: il risultato furono diverse costole rotte in seguito a tuffi eseguiti malamente.

Michael Caine (John Colby)

Prima di arruolarsi nell'esercito e finire prigioniero dei nazisti, John Colby era difensore e capitano sia del West Ham United che dell'Inghilterra. Terzino vecchio stile, ugualmente capace di difendere come di scendere lungo la fascia, sarà proprio in seguito a una di queste discese che servirà a Pelé/Luis Fernandez l'assist per la spettacolare rovesciata con cui gli Alleati trovano il pareggio nelle battute finali. 

Sir Michael Caine è uno degli attori viventi più famosi al mondo, con all'attivo oltre un centinaio di film che gli sono valsi numerose nomination agli Oscar negli anni '60, '70, '80, '90 e 2000: vincitore di due statuette come miglior attore non protagonista ("Hannah e le sue sorelle" nel 1987 e "Le regole della casa del sidro" nel 2000) è diventato negli ultimi anni un attore-feticcio di Cristopher Nolan, che lo ha diretto in "The Prestige", "Inception", "Interstellar" e nella trilogia dedicata a Batman con protagonista Christian Bale, dove interpreta il ruolo del maggiordomo Alfred.

Michael Caine in "Fuga per la Vittoria"

Max von Sydow (Maggiore Karl von Steiner)

Soldato addetto al comando del campo di prigionia in cui sono rinchiusi gli Alleati, il Maggiore Karl von Steiner è l'ideatore della partita tra soldati nazisti e prigionieri. Ex-calciatore della Germania, riconosce il vecchio rivale Colby e gli lancia ufficialmente la sfida, che intende affrontare con la massima equità e in nome dei migliori principi dello sport. Purtroppo la situazione gli sfugge di mano, in quanto l'alto comando a lui superiore desidera trasformare la gara in un atto di propaganda filo-nazista. Costretto suo malgrado ad assistere a quello che appare un massacro annunciato, nel finale la sua natura fieramente sportiva sarà ribadita con un lungo applauso in seguito al gol di rovesciata di Pelé/Luis Fernandez.

Straordinario caratterista svedese, sulle scene dal lontano 1957 - protagonista de "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman, film culto a livello mondiale - Max von Sydow è apparso in numerose pellicole, riscuotendo il successo maggiore a metà degli anni '70 con "L'Esorcista" e "I tre giorni del Condor". Prossimo ai novant'anni, è ancora attivo, avendo interpretato piccole parti recentemente sia in "Star Wars: Il risveglio della Forza" sia ne "Il Trono di Spade".

Max von Sydow in "Fuga per la Vittoria"
Max von Sydow reciterà ancora con Michael Caine in "Hannah e le sue sorelle" di Woody Allen.

Pelé (Luis Fernandez)

Fernandez è un soldato di Trinidad & Tobago, un vero funambolo e sicuramente il punto di forza degli Alleati. È tra i più entusiasti per la sfida in programma contro i carcerieri tedeschi, e risulterà determinante sia a livello morale che tecnico: pur avendo dovuto lasciare il campo malconcio a seguito dei duri falli subiti e non sanzionati dal pavido direttore di gara, trascina la squadra negli spogliatoi, convincendo Hatch a rinunciare ai suoi piani di fuga, e poi in campo. È lui l'autore dello spettacolare gol del pareggio, realizzato in rovesciata.

Poco più che quarantenne all'epoca del film, Pelé aveva da poco concluso una carriera formidabile che gli ha consentito di essere considerato, ancora oggi, il miglior calciatore di sempre. Merito degli oltre 1000 gol realizzati e dei tre Mondiali vinti con il Brasile, il primo nel 1958 ad appena 18 anni e l'ultimo nel 1970 in quella che per molti è stata la squadra più bella di ogni epoca. Stella a fine carriera del maldestro tentativo di lanciare il calcio negli Stati Uniti, non è apparso in film di grido ma senza dubbio in questa pellicola è il personaggio più ricordato. Nel film prende la nazionalità di Trinidad & Tobago in quanto il Brasile non era ancora entrato in guerra.

Hatch, se scappiamo ora, perdiamo più che una partita!

Il resto della squadra degli Alleati ha, nel film, una funzione prettamente scenica: tutti veri e propri campioni, i compagni di Hatch, Colby e Fernandez lasciano parlare la tecnica sul campo, pronunciando non più di qualche battuta a testa. Tre di essi (Deyna/Wolchech, Thoresen/Hilsson e O'Callaghan/Lewis) sono riserve e non entrano nemmeno in campo nella partita contro i nazisti, non essendo previste al tempo le sostituzioni.

Paul Van Himst (Michel Fileu)

Stella dell'Anderlecht e del calcio belga, Van Himst è stato uno straordinario centrocampista offensivo capace di vincere in patria 8 campionati e 4 coppe nazionali oltre alla Coppa UEFA del 1983. Tre volte capocannoniere in Belgio, ha collezionato anche 81 presenze in Nazionale, conquistando il terzo posto agli Europei del 1972. Nel film opererebbe in teoria come terzino, ma la confusione narrativa della partita lo porta a giostrare anche in attacco: suo il gol del 4-4 annullato ingiustamente dall'arbitro prima della rovesciata decisiva di Pelé.

Paul Van Himst

Co Prins (Pieter van Beck)

Olandese, in gioventù attaccante di buon livello con l'Ajax, Prins ebbe maggior fortuna una volta attraversato l'Oceano, diventando una delle prime stelle della NASL, il campionato nord-americano di fine anni '70: qui vestì le maglie di Pittsburgh Phantoms e New York Generals, club precursore nella Grande Mela dei Cosmos di Pelé. Conclusa l'esperienza a stelle e strisce chiuderà la carriera ancora in Olanda senza brillare particolarmente.

Co Prins in azione ai tempi dell'Ajax

Russel Osman (Doug Clure)

Difensore di notevole spessore, Osman fu per nove anni una colonna dell'Ipswich Town capace di conquistare la Coppa UEFA nel 1981. Nello stesso periodo collezionò anche 11 presenze con l'Inghilterra, quindi vestì le maglie di Leicester City, Southampton, Bristol City e altre squadre minori ritirandosi nel 1996 a 37 anni. Non fu l'unico giocatore dell'Ipswich coinvolto nelle riprese, dato che furono diversi i compagni di squadra chiamati a interpretare le scene della partita nelle vesti dei tedeschi. Il suo personaggio è uno dei più convinti nel rinunciare alla fuga pianificata nell'intervallo, desideroso di superare i tedeschi sul campo.

Russel Osma

Bobby Moore (Terry Brady)

A lungo considerato il prototipo del perfetto difensore inglese, tanto efficace nel tackle quanto estremamente corretto ed esempio di fair-play, Bobby Moore viene ancora oggi descritto come il migliore di sempre nel suo ruolo. Nel film il suo personaggio, Brady, ha il merito di riaprire la gara segnando il gol dell'1-4 poco prima dell'intervallo. Capitano dell'Inghilterra campione del mondo nel 1966, Moore fu per 16 anni un pilastro del West Ham United, con cui giocò oltre 600 partite vincendo una FA Cup e una Coppa delle Coppe. Dopo essere sopravvissuto a un tumore in gioventù, ha ceduto con il ripresentarsi dello stesso male nel 1993, andandosene poco più che cinquantenne. Una statua allo Stadio di Wembley lo ricorda così.

Calciatore immacolato. Difensore imperiale. Eroe immortale del 1966. Primo inglese ad alzare la Coppa del Mondo, figlio prediletto dell'East End di Londra, la più bella leggenda del West Ham United, tesoro nazionale, maestro di Wembley, signore del gioco, capitano straordinario. Gentiluomo di ogni epoca.

Bobby Moore alza al cielo la coppa del mondo nel 1966

John Wark (Arthur Hayes)

Calciatore completissimo, Wark fu un centrocampista abile in entrambe le fasi di gioco al punto da agire occasionalmente sia come attaccante che come difensore tanto a livello di club quanto di Nazionale. Scozzese, fu bandiera dell'Ipswich Town, collezionando con questo club oltre 600 presenze in tre diverse esperienze, interrotte da due trasferimenti prima al Liverpool e poi al Middlesbrough. Il personaggio che Wark interpreta nel film è l'autore del gol del 3-4, quello che precede il pari siglato da Pelé e che arriva con un tap-in in seguito a una difettosa respinta del portiere tedesco Schmidt: curiosamente, quest'ultimo è interpretato da Laurie Sivell, all'epoca portiere dell'Ipswich Town e compagno sia di Wark che di Osman.

John Wark

Osvaldo Ardiles (Carlos Rey)

Stella del firmamento del calcio argentino, in "Fuga per la Vittoria" Osvaldo Ardiles interpreta un soldato francese per lo stesso motivo per cui Pelé interpreta un soldato di Trinidad & Tobago: l'Argentina non era entrata nel conflitto bellico, quindi serviva un modo per giustificare la presenza del campione allora in forza al Tottenham. Regista straordinario, in possesso di una classe sconfinata, Ardiles è il terzo campione del mondo a prendere parte alla pellicola dopo Pelé e Moore e l'autore dello spettacolare secondo gol degli Alleati, giunto al termine di una serie di dribbling strepitosi. Rimane negli occhi anche la bicicleta con cui supera un avversario, uno dei punti di maggior poesia del film, mentre nel finale compie quello che potrebbe essere un danno irreparabile falciando un tedesco in area sul risultato di 4-4: per fortuna ci pensa Stallone/Hatch a togliere le castagne dal fuoco per gli Alleati.

Mike Summerbee (Sid "Buzzer" Harmor)

Tra i più anziani calciatori impiegati nel film, Mike Summerbee aveva 39 anni nel 1981 e si era ritirato già da due anni, chiudendo nello Stockport County una notevole carriera che ha avuto il suo apice tra il 1965 e il 1975: in questo decennio questa guizzante ala, vestendo in oltre 400 occasioni la maglia del Manchester City, conquista un campionato, una FA Cup e una Coppa delle Coppe in tre stagioni consecutive. Tutt'ora, 75enne, è un grande tifoso dei Citizens di Guardiola, che recentemente ha definito una squadra "vicina alla perfezione".

Mike Summerbee

Soren Lindsted (Erik Borg)

Ai tempi impegnato in Olanda con la maglia del Twente, Soren Lindsted era esploso in patria, in Danimarca, con la maglia del modesto Holbaek. In seguito avrebbe giocato anche in Belgio, prima di concludere la carriera laddove era iniziata. Pur non essendo un nome di particolare richiamo la sua presenza nel film fu preziosa per rendere la multi-etnicità della squadra: con i suoi capelli biondi spiccava nella formazione degli Alleati.

Soren Lindsted
Soren Lindsted è il primo a sinistra in questa foto accanto a Pelé.

Kazimierz Deyna (Paul Wolchek)

Da molti considerato il più grande calciatore mai espresso dalla Polonia, Deyna era un regista avanzato dotato di classe cristallina che fece le fortune del Legia Varsavia fino al 1978, anno in cui le stringenti regole del calciomercato polacco gli permisero di lasciare la patria per monetizzare quello che restava di una carriera che a 31 anni sembrava ormai prossima alla fine. Già oro e argento olimpico, trascinatore della Nazionale arrivata terza ai Mondiali del 1974, Deyna prima giocò nel Manchester City e poi in America, a San Diego, con il calcio americano ormai in fase di disarmo. Morì tragicamente, poco più che quarantenne, in seguito a un incidente automobilistico.

Hallvar Thoresen (Gunnar Hilsson)

Norvegese, come il danese Lindsted - con cui all'epoca del film condivide la maglia del Twente - sembra una figura messa giusto per fare colore e dare un tocco scandinavo alla squadra. Centrocampista offensivo di grande spessore tecnico e atletico, fece le fortune del PSV Eindhoven dal 1981 al 1988 prima di doversi precocemente ritirare in seguito a una serie di infortuni.

Kevin O'Callaghan (Tony Lewis)

Irlandese, ala sinistra, ennesimo giocatore dell'Ipswich Town impegnato nelle riprese. Il suo è un ruolo più che marginale, comprensibile per un ragazzo di grande talento ma che all'epoca delle riprese non ha ancora vent'anni. Purtroppo, negli anni successivi, O'Callaghan non riuscirà ad esplodere, finendo ai margini del calcio che conta prima che un infortunio lo costringa al ritiro.

"Fuga per la vittoria": alcune curiosità

  • L'unico calciatore americano presente nel film è Werner Roth, difensore dei New York Cosmos di Pelé di chiare origini tedesche: interpreta Baumann, capitano e centravanti dei tedeschi che nel finale se la vede dal dischetto con Sylvester Stallone. 
  • Oltre a Wark, Osman e O'Callaghan, presenti negli Alleati, l'Ipswich Town presta altri giocatori alla pellicola: il portiere tedesco Schmidt è interpretato da Laurie Sivell, un altro buon calciatore nazista, pur senza nome, ha le movenze di Robin Turner, eterna riserva del club nonostante un talento promettente in gioventù.
  • Ancora due giocatori dell'Ipswich Town, il difensore Kevin Beattie e il portiere Paul Cooper, sono le controfigure rispettivamente di Michael Caine e Silvester Stallone nelle scene più "tecniche": il totale dei calciatori prestati dal club al film arriva quindi a otto.
  • Le coreografie del match sono firmate dall'ex-stella del Burnley Les Shannon e dallo stesso Pelé.
  • La colonna sonora del film comprende la quarta e la quinta sinfonia del famoso compositore russo Dmitrij Shostakovich, grande appassionato di calcio.
  • Nonostante sia ambientato nella Francia occupata dai nazisti, il film è stato girato a Budapest, in Ungheria.
  • Il commentatore tedesco è interpretato da Anton Diffring, attore famoso per parti che spesso lo hanno visto indossare i panni del nazista: ironicamente, il vero nome dell'attore è Alfred Pollack ed è di origine ebrea. Il padre Solomon riuscì fortunosamente a scampare alla deportazione nei campi di sterminio.
  • Sylvester Stallone aveva espresso il desiderio che fosse proprio il suo personaggio a segnare il gol della vittoria, ipotesi per fortuna scartata da Huston e dagli sceneggiatori.
Il poster del film
La locandina ufficiale del film
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