Atletica, maratona di Boston: trionfano Kawauchi e Linden

Giornata da tregenda alla Maratona di Boston in un Patriot’s Day caratterizzato da un clima invernale.

Kawauchi

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Boston ha celebrato la centoventiduesima edizione della più antica maratona del mondo, nata nel 1897 ispirandosi alle prime Olimpiadi moderne di Atene dell’anno prima. Come sempre la Maratona di Boston si è svolta nel Patriot’s Day che commemora l’inizio della Guerra d’indipendenza americana nel terzo lunedì di aprile. L’edizione 2018 ha richiamato oltre 27000 partenti in una giornata dal clima da pieno inverno con tanta pioggia, vento e freddo con una temperatura intorno agli 0°C alla partenza da Hoptikton e di 5°C all’arrivo in Copley Square nel pieno centro di Boston. Secondo il sito specializzato lets run si trattava delle peggiori condizioni climatiche dagli anni 70.

Le peggiori condizioni climatiche dalle edizioni degli anni 70 e il percorso durissimo con la salita chiamata Heartbreak Hill al 32 km spiegano le prestazioni cronometriche dei vincitori Desiré Linden e Yuki Kawauchi, che si sono imposti rispettivamente in 2h39’54” e in 2’15”58”. La statunitense ha corso il tempo più lento di questa maratona dal 1978. Era dal 1971 che non si correva così piano nella gara maschile.

Desirée Linden è la prima atleta statunitense a vincere la classica del Massachussets dal 1985, quando si impose Lisa Larsen Weidenbach. Kawauchi ha battuto il vincitore dell’edizione dell’anno scorso Geoffrey Kirui Una vittoria di un rappresentante del Paese del Sol Levante mancava dall’edizione del 1987 quando si impose Toshihiko Seko, curiosamente nell’anno in qui nacque Kawauchi.

Yuki è conosciuto come lo stakanovista delle maratone. Ha stabilito il record di maratone corse al di sotto delle 2h20’ in carriera avendo infranto questa barriera ben 76 volte. Nel 2017 ha portato a termine ben 12 maratone vincendone cinque. Ha conquistato ben 30 maratone in carriera. Salì sulla ribalta nel 2011 quando corse la maratona di Tokyo chiudendo al terzo posto in 2h08’37”. Il momento più alto prima del trionfo a Boston è stato il successo alla maratona di Beppu Oita nel 2013. Si è classificato due volte terzo a Fukuoka nel 2013 e nel 2016.

A differenza di tanti maratoneti giapponesi professionisti che corrono per team sponsorizzati dai gruppi industriali che ingaggiano i migliori atleti del paese. Yuki lavora come impiegato statale per 40 ore settimanali in una scuola nella Prefettura di Saitama a Nord di Tokyo e corre per soddisfare la sua passione per il running. Il “citizen runner” è diventato una fonte di ispirazione per tanti giapponesi. La vittoria di Boston non è stata la prima della sua carriera nel Massachusetts. A fine 2017 disputò una maratona a Marshfield in 2h18’59” con una temperatura al di sotto degli zero gradi.

Atletica, Kawauchi trionfa alla maratona di Boston: "Corro per sfidare me stesso"

Yuki Kawauuchi:

Preferisco correre liberamente senza allenatori o il peso di un team. Diversamente dai professionisti non corro per vincere premi in denaro o per trovare degli sponsor. Corro per soddisfare il mio interesse personale e per sfidare me stesso. Non voglio perdere la mia libertà. Gareggiare tanto mi serve come allenamento

Proprio l’abitudine a correre in ogni condizione climatica ha aiutato Kawauchi a correre al meglio nelle condizioni quasi proibitive in cui si è svolta la maratona di Boston. “Non ho mai mollato. Queste erano le migliori condizioni possibili per correre per me”, ha dichiarato al traguardo Kawauchi.

Il vincitore della passata edizione e campione del mondo la scorsa estate a Londra Geoffrey Kirui ha preso un vantaggio di 28 secondi al 30 km. L’atleta keniano allenato dal tecnico italiano Renato Canova era ancora in testa con un gap di 20 secondi a 2 km dalla fine ma ha avuto un crollo ed è stato superato nel finale da Kawauchi, che ha conquistato il successo in 2h15’58” con un vantaggio di 2 minuti e 25 secondi.

Kirui ha avuto un crollo nel finale ma ha difeso con le unghie e i denti il secondo posto con 12 secondi di vantaggio sullo statunitense di origini keniane Shadrack Biwott, terzo al traguardo in 2h18’35”. Nella gara femminile Desirée Linden ha sferrato l’attacco decisivo al 35 km, che le ha permesso di staccare Mamitu Daska e e Gladys Chesir. Linden ha ricevuto l’abbraccio del marito Ryan al traguardo.

Linden salì sulla ribalta nel 2011 quando si classificò seconda proprio a Boston stabilendo il record personale con 2h22’38”. Ha partecipato alle ultime due edizioni delle Olimpiadi ottenendo come miglior risultato il settimo posto a Rio de Janeiro 2016 in 2h26’08”. Lo scorso anno terminò la Maratona di Boston al quarto posto in 2h25’06” alle spalle della vincitrice Edna Kiplagat, nona nell’edizione 2018 e unica africana tra le prime dieci al traguardo.

La maratoneta statunitense iniziò a correre in pista e nelle corse campestri. Ha studiato psicologia presso l’Arizona State University. Si allena in Michigan. Fa parte delle “Big 4” della maratona statunitense insieme alle altre tre top runners Shalane Flanagan, Molly Huddle e Jordan Hasay.

La gioia di Linden: "Sensazione strardinaria"

Desirée Linden:

Quando sono entrata nella curva che porta a Hereford Street a meno di un chilometro dalla fine, ho incominciato a realizzare davvero di avere la vittoria in pugno. Il secondo posto nel 2011 è stato l’inizio di tutto. Ricordo ancora lo sprint lungo Boyleston Street. Riuscire a vincere questa volta mi ha dato una sensazione straordinaria

Sarah Sellers ha completato la doppietta statunitense in seconda posizione in 2h44’05” precedendo la canadese Krista Duchene di 15 secondi. Quest’ultima è salita per la prima volta sul podio in una gara del circuito World Marathon Majors quattro anni dopo aver subito un grave infortunio alla gamba durante una competizione. La vincitrice dell’ultima maratona di New York Shalane Flanagan ha corso per l’ultima volta in carriera a Boston chiudendo al settimo posto in 2h46’31”.

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