Bayern Monaco, Hoeness e l'ennesima frecciata contro Ancelotti

Il presidente dei bavaresi giustifica l'ingaggio di Niko Kovac per la prossima stagione criticando ancora una volta il tecnico italiano.

Ancelotti viene criticato ancora dal presidente del Bayern Monaco Uli Hoeness

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Si dovrebbe essere in grado di voltare pagina. Che fra Uli Hoeness e Carlo Ancelotti non ci fosse un grande rapporto ormai è risaputo. Il presidente del Bayern Monaco ha scaricato il tecnico italiano appena ne ha avuto la possibilità e più volte lo ha criticato pubblicamente.

Passati sette mesi dall'esonero, con un campionato vinto e due semifinali (una di Coppa di Germania e una di Champions League), si potrebbe però andare oltre. Rapporto finito male, ma che senso ha tornare sempre a parlarne?

La scorsa settimana il Bayern Monaco ha annunciato l'ingaggio di Niko Kovac, che sarà l'allenatore del club nella prossima stagione. Il nome non convince tutti, anche perché il croato, da allenatore, non ha ancora vinto nulla.

Bayern Monaco, Hoeness e l'ennesima frecciata ad Ancelotti

Già nel giorno dell'esonero Hoeness fu particolarmente duro con Ancelotti. Spiegò pubblicamente come molti dei giocatori chiave del Bayern Monaco fossero contro di lui:

Dal mio punto di vista l’allenatore negli ultimi giorni si è messo contro 5 giocatori importanti della rosa, e non avrebbe più potuto farcela. Non puoi avere i giocatori più importanti tutti contro di te. Ho imparato un detto: "Il nemico nel tuo letto è il più pericoloso"

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Ora che in casa bavarese si torna a discutere dell'allenatore, Hoeness rincara la dose. Il presidente del Bayern Monaco non accetta le critiche di chi si dice preoccupato del passaggio da una leggenda del calcio come Heynckes a un tecnico tutto sommato ancora inesperto come Kovac:

Abbiamo visto che perfino chi ha vinto la Champions League qui può fallire. Per questo ora abbiamo fatto una scelta diversa. Abbiamo preso un allenatore che non ha ancora vinto niente. Forse farà il contrario...

Il riferimento ad Ancelotti, seppur non nominato, è evidente. Eppure, se oltre a Carletto a Monaco hanno fatto fatica ad apprezzare anche uno come Guardiola, evidentemente qualcosa la sbagliano pure giocatori e dirigenti. Se non ne fossero convinti anche loro, a sette mesi dall'esonero probabilmente sarebbero riusciti  voltare pagina.

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