NBA, Western conference preview: all'assalto di Rockets e Warriors

Rockets e Warriors sono le favorite, ma dietro ci sono tante squadre in grado di fare lo sgambetto e sognare un posto tra le grandi.

Harden e D'Antoni all'assalto dell'ovest

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Anche la Western Conference si appresta a vivere una postseason importante, ma se per l'Est ci sono chiare favorite e alcune squadre con relative velleità, da questa parte del tabellone una partita storta può fare la differenza tra vittoria e sconfitta più o meno contro tutte le avversarie. Rockets e Warriors hanno fatto da lepri tutta la stagione, ma ora si rimette tutto in gioco e anche la squadra di D'Antoni ha un impegno da prendere con le pinze nel primo turno.
Noi abbiamo provato ad analizzare qualche snodo nevralgico delle serie.

Towns-Harden lo scontro nello scontro

NBA: (1) Houston Rockets – (8) Minnesota Timberwolves

Da quattordici anni, ovvero dai tempi del trio Cassell-Sprewell-Garnett, i Timberwolves non calcavano il parquet della post season, e soprattutto nelle ultime stagioni hanno dovuto assaggiare l’amaro sapore della delusione. Quest’anno, per il rotto della cuffia e un overtime nella partita decisiva, staccano il biglietto per il dubbio privilegio di affrontare i migliori Houston Rockets della storia. La serie è ovviamente chiusa a favore dei texani che però, tra le squadre in lizza, hanno pescato sicuramente la più rognosa, quella con più talento e, aspetto da non sottovalutare, la mente più sgombra. Quando gli uomini di Thibodeau hanno subìto la pressione, spesso hanno miseramente fallito, ma ora essere una squadra con quella quantità di talento diffuso e senza l’oppressione di un risultato obbligatorio da raggiungere, potrebbe creare non pochi grattacapi a D’Antoni. Ciò che farà pendere la bilancia dalla parte dei Rockets è la completa incapacità dei Timberwolves nel mettere in campo una difesa competente e corale, soprattutto quando in campo non c’è Jimmy Butler. Sono troppe le armi a disposizione di D’Antoni e la voglia di arrivare in fondo per fermarsi così presto.

Westbrook contro i Jazz

(4) Oklahoma City Thunder – (5) Utah Jazz

Potrebbe essere la serie più divertente e appassionante di questo primo turno. Si scontrano due squadre dalle logiche completamente opposte: uno star team (i Thunder)  e una squadra dalla grande distribuzione delle responsabilità (i Jazz). OKC si accoppia tutto sommato bene con la squadra di Snyder e può anche pensare di concedersi Carmelo Anthony da tre o da quattro senza subire particolarmente giocatori d'indubbio valore come Ingles e Favors, ma che possono essere arginati con un lavoro di squadra. Westbrook farà il Westbrook (unico della storia NBA a completare due stagioni consecutive in tripla doppia di media), mentre è atteso allo switch da playoffs Paul George, che sarà il vero giocatore chiave per le aspirazioni di Donovan.

Dall’altra parte tutto ruota intorno a una difesa che con Rudy Gobert concede la miseria di 95.5 punti su cento possessi nel finale di stagione, ovvero quasi cinque in meno della seconda classificata Philadelphia. Donovan Mitchell si scontrerà con il primo muro da playoffs e le sue prestazioni saranno la differenza tra la vittoria e la sconfitta per la squadra di Snyder. Sarà una serie divertente, incerta e nella quale il fattore campo potrebbe avere meno valore che in altre situazioni .

Sarà lotta tra Pelicans e Blazers

(3) Portland Trail Blazers – (6) New Orleans Pelicans

I Blazers sono una delle prime tre squadre NBA per qualità di allenatore e modo di attaccare creando vantaggi dalla circolazione di palla. Stotts fa rendere tutti al massimo delle proprie possibilità e ha tirato fuori il meglio da qualsiasi gregario abbia calcato il campo in questa stagione. Ovviamente tutto inizia dalla coppia Lillard-McCollum che ha dimostrato di elevare il proprio gioco quando conta e non è da escludere che la figura di Zach Collins possa essere cruciale nel tentativo di arginare un Anthony Davis dominante e con pochi contraltari nel roster avversario.

Pensare che i Pelicans siano solo AD sarebbe sbagliato, perché Jrue Holiday sta giocando una stagione di altissimo livello e negli scontri diretti di regular season ha anche creato qualche grattacapo a Lillard, ma oltre a lui ci sono un Mirotic in stato di grazia (sempre con 21 o più punti nelle ultime cinque) e un E’Twaun Moore che è sempre pronto a punire. Se a questo ci aggiungiamo Rondo e una squadra che vuole dimostrare di valere anche senza Cousins, c’è da stare in guardia per Lillard e compagni.

Durant breaking point della serie

(2) Golden State Warriors – (7) San Antonio Spurs

Forse è la serie più chiusa del tabellone a Ovest, perchè sebbene parliamo di uno scontro orfano delle due stelle NBA Kawhi Leonard e Steph Curry, in campo ci va pur sempre l’esperienza di 21 post season dei neroargento, assieme ai detentori del titolo dalla baia. Durant sarà, facile dirlo, il breaking point dello scacchiere tattico perché non c’è nessuno che possa accoppiarsi con lui tra gli Spurs, ma quello che cruccia Popovich è l’impossibilità di star dietro ai ritmi forsennati dei Warriors, che dopo un finale di stagione regolare decisamente censurabile, gireranno qualche vite mentale e di approccio per tornare a essere quell’incredibile macchina da guerra vista nel recente passato.

Non si è parlato molto degli uomini di Kerr e scommettiamo che, in pieno stile Popovich, il coach sia solamente contento, per poter accendere i fari quando serve e abbagliare tutti in funzione del repeat. San Antonio dovrà andare oltre alla perfezione sui due lati del campo per allungare la serie, ma sembra proprio che questa non sia nelle corde di questa squadra…perlomeno non più .

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