Giro d'Italia 2018, i favoriti: Froome c'è, spiccano Aru e Dumoulin

Il britannico, con l’ombra del doping e in attesa di processo, sarà alla partenza in Israele il prossimo 4 maggio. L’Italia tifa Aru, Dumoulin cerca il bis. Attenzione a Pinot.

Giro d'Italia 2018, i favoriti per la Maglia Rosa

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Tutti all’attacco di Chris Froome. Il britannico sarà all’edizione numero 101 del Giro d’Italia. Il corridore più forte, su cui non va scordato, pende un processo per doping, parteciperà per la terza volta alla Corsa Rosa. E vuole vincere. Sarà capitano del team Sky, squadrone da anni, in cui prima era un ‘semplice’ gregario, poi ne è diventato leader con quattro Tour de France vinti. L’Italia fa il tifo, nemmeno a dirlo, per Fabio Aru. Il sardo deve rilanciarsi con orgoglio e grinta: il percorso di questa edizione può aiutarlo. Tanta montagna e solo due cronometro sono a suo favore.

E poi? Tra i favoriti c’è anche il campione in carica, Tom Dumoulin. L’Olandese Volante, dopo aver sorpreso tutti nel 2017, cerca il bis. Inizio anno difficile per lui: caduta alla Tirreno - Adriatico e successivo ritiro. Poi due problemi meccanici all’Abu Dhabi Tour lo hanno escluso dal successo finale. Tre grandi volti: dietro di loro tanti che puntano al podio.

Attenzione al giovane Miguel Angel Lopez, colombiano capitano dell’Astana. Punterà alla maglia bianca del Giro d’Italia 2018, quella riservata al miglior Under 25. Nel 2015 la vinse Aru, da due anni è sulle spalle dell’olandese Bob Jungels. Gli altri nomi per il podio: Domenico Pozzovivo e Esteban Chaves. Senza dimenticare quell’asso francese che è Thibaut Pinot: non molla mai, quarto in classifica nel 2017.

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Giro d'Italia 2018, Froome sarà al via: il videomessaggio durante la presentazione

Giro d’Italia, i favoriti alla maglia rosa: Froome davanti a tutti

Su Chris Froome va chiarita la sua situazione legale: il britannico può partecipare al Giro d’Italia 2018. Era stato trovato positivo al salbutamolo, il 7 settembre del 2017 alla Vuelta (poi vinta), un principio attivo del Ventolin, un farmaco contro l’asma. La vicenda legale va per le lunghe, probabile che si finisca in tribunale ad agosto. Il corridore rischia 2 anni di stop, ma può correre. Su di lui pende una spada di Damocle. Sarà comunque al via della Corsa Rosa. Si parte da Israele il prossimo 4 maggio, si arriva a Roma il 27. Froome è il favorito numero uno alla vittoria. Perché è il corridore più forte, un fenomeno della bici con 4 Tour de France vinti. Sarà la sua terza partecipazione al Giro. Ne ha corso uno nel 2009, da sconosciuto, prima del grande salto nello squadrone Sky. L’anno dopo con il team inglese viene squalificato alla 19esima tappa per essere stato in scia dell’ammiraglia. 

Percorso con due crono che sembrano disegnate per lui, specialista della disciplina. E in salita va, aiutato sempre da una corazzata di squadra. Henao, Poels e l’italiano Puccio sono gregari extra lusso: in qualsiasi altro team correrebbero da capitani.

Ajò Aru!

Il Cavaliere dei 4 Mori pronto a vincere davvero. Classe ’90, tre anni fa vinceva in Spagna la Vuelta. Poi tanti podi e qualche delusione. Tre partecipazioni al Giro d’Italia, la prima nel 2013, 42esimo. Poi 2014 e 2015 rispettivamente terzo e secondo. Il sogno del Tour, l’anno scorso quinto a Parigi. Ha già vinto tre tappe della Corsa Rosa, una con arrivo a Cervinia, traguardo della penultima tappa di quest’anno. È la sua montagna, la sua salita. Nelle due crono dovrà limitare i danni nei confronti dei veri specialisti, ma può farcela. 

Si è allenato tanto in inverno con i suoi compagni della UAE Emirates. Torna al Giro dopo 3 anni con una Vuelta vinta, due Tour, una maglia gialla vestita e una borsa piena di esperienze in più. Ha un carattere da vero combattente: Fabio Aru è il primo sfidante di Chris Froome.

Dumoulin, fai il bis?

Tom Dumoulin si ripresenta al Giro d’Italia. Vuole il bis dopo la vittoria nell’edizione numero 100: l’ultimo corridore ad aver portato a casa la Maglia Rosa per due anni di fila è stato Miguel Indurain nel 1992 e nel 1993 (lo spagnolo in questi due anni bissa anche al Tour de France). Merckx tra il 1972 e il 1974 fa addirittura tris. Tom vuole provarci, ma soprattutto ha l’intenzione di essere corridore vero e di non fare la fine di Ryder Hesjedal, canadese vincitore del Giro 2012 poi caduto nel dimenticatoio.

Lui, campione olandese a cronometro, troverà più salita rispetto alla passata edizione e meno strada da percorrere contro il tempo: 44,2 km rispetto ai 69,1 del 2017. L’anno scorso si veste di rosa proprio nella decima tappa Foligno-Montefalco, crono di 39,8 km. La perde sulla salita a Piancavallo (Quintana leader nella generale), la riconquista all’ultima tappa nella cronometro individuale Monza-Milano.

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Le sorprese

Tra i favoriti (almeno per un posto sul podio) ecco anche Miguel Angel Lopez. Colombiano della Astana, alla sua seconda partecipazione ad un grande Giro. Ventiquattro anni, ottavo alla Vuelta del 2017. È un talento in cerca di consacrazione. 

Cerca conferme anche Esteban Chaves. Il Colibrì di Bogotà è salito sul podio al Giro d’Italia 2016 (2° alle spalle di Nibali) e su quello della Vuelta dello stesso anno (3°). Nel 2016 è imprendibile, suo anche il Lombardia. Poi sparito dalla circolazione. C’è un’intera nazione, la Colombia, che dopo la vittoria di Quintana sulle strade italiane nel 2014, fa il tifo per lui. Così come la Francia che spera in Thibaut Pinot. Una partecipazione al Giro, quarto nel 2017. Terzo al Tour nel 2014. L’anno scorso trionfa ad Asiago alla penultima tappa. Può arrivare sul podio tranquillamente.

Spera in buoni risultati anche il nostro Domenico Pozzivo. Sarà il capitano della Bahrain Merida di Nibali. Lo Squalo sarà invece al via del Tour de France. 'Pozzo' mai è andato a podio in un grande Giro: il percorso, con tante salite adatte anche alle sue caratteristiche, gli si addice. Magari è l’anno buono.

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