Champions League, la Roma ritrova il Liverpool: dalla finale '84 a Salah

Sono cinque gli incroci tra le due squadre, il più famoso ovviamente la finale di Coppa Campioni di 34 anni fa. E oggi la stella dei Reds è l'egiziano ex giallorosso.

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La danza scaramantica di Grobbelaar, il doppio segno della croce di Graziani prima della rincorsa e quel "Vai Ciccio" di incoraggiamento dello storico telecronista Rai, Bruno Pizzul, prima del suo tiro dagli undici metri. L'analisi dei precedenti tra Roma e Liverpool (prossime avversarie in semifinale di Champions League) non può che partire da lì, da quel momento che rimarrà per sempre nella mente del tifoso della Roma, la grande occasione sprecata per alzare il primo trofeo europeo (e che trofeo) della storia del club giallorosso.

La finale di quella 29esima edizione della Coppa Campioni, ironia del destino, si giocava proprio a Roma e la squadra campione d'Italia in carica allora allenata da Nils Liedholm arrivava all'appuntamento da favorita.

Come non era mai accaduto prima nel corso della competizione, però, la sfida si doveva decidere ai calci di rigore, per via delle reti nel corso dei 120 minuti di Neal e Pruzzo. E l'errore dal dischetto di Graziani (prima di lui aveva sbagliato pure Bruno Conti), con tanto di danza del portiere zimbabwese Bruce Grobbelaar, permetteva ad Alan Phillip Kennedy di regalare al Liverpool il suo quarto titolo europeo.

Champions League, l'errore dal dischetto di Graziani nella finale tra Roma e Liverpool
L'errore dal dischetto di Graziani nella finale di Champions League tra Roma e Liverpool

Champions League, Roma vs Liverpool e la voglia di rivincita

Questo è il primo traumatico precedente tra la Roma e i Reds in partite ufficiali, che rende la squadra di Anfield Road un vero e proprio incubo per i giallorossi. Allo stesso tempo, però, quel trofeo perso solo all'ultimo calcio di rigore fa sì che tra i tifosi romanisti ci sia ancora una voglia di "vendetta" calcistica, per riprendersi quanto lasciato per strada quella sera del 30 maggio 1984.

E, mai come stavolta, nella Capitale c'è la consapevolezza di poterci riuscire, andando così a centrare la seconda finale di Champions League della storia calcistica del club.

Gli altri precedenti (tutti successivi al 1984) sono arrivati infatti in condizioni e fasi delle competizioni ben diverse: due di questi negli ottavi di finale della Coppa Uefa 2000/2001, quando all'andata la Roma perse 2-0 all'Olimpico (doppietta di Owen) e al ritorno si impose (invano) 1-0 in Inghilterra grazie al gol di Guigou.

La rete di Guigou segna l'unica vittoria della Roma sul Liverpool
Champions League, la rete di Guigou in Coppa Uefa segna l'unica vittoria della Roma sul Liverpool

All'Olimpico l'ex Salah torna da Scarpa d'Oro. Lo era anche Messi... 

L'altro (ultimo) doppio confronto tra i due club risale poi alla stagione successiva, stavolta nella fase a gironi della Champions League: anche in questa occasione la prima partita si giocò a Roma e finì 0-0. Nella gara di ritorno ad Anfield Road, poi, il Liverpool si impose con un 2-0 all'inglese, firmato da Litmanen ed Heskey.

Si tratta del quinto e ultimo precedente tra i due club, che adesso potranno aggiornare i loro numeri in questa affascinante semifinale della massima competizione europea, con la Roma ancora alla ricerca di "vendetta", 34 anni dopo.

Altro curioso scherzo del destino sta nel fatto che l'uomo copertina del Liverpool di oggi sia un certo Mohamed Salah, ex giallorosso ceduto in estate ai Reds per 42 milioni di euro. L'egiziano (quinto scambio tra i due club dopo le cessioni in Inghilterra di Borini, Doni e Aquilani, più l'acquisto da Anfield Road di Riise) sta vivendo un momento d'oro ed è attualmente leader della classifica della Scarpa d'Oro con 29 gol (e 58 punti). Può mettere un po' paura, è vero. Però a pensarci bene sono gli stessi realizzati dall'altro capolista, Leo Messi. E il suo Barcellona la Roma l'ha già eliminato nei quarti di finale...

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