Dalla mano fasciata di Suarez alle maniche lunghe di Beckham: perché?

L'attaccante del Barça ha una fasciatura alla mano, ma tanti come lui sono scesi e scendono in campo con outfit particolari: ecco quali sono i motivi.

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A volte i giocatori si presentano sul prato verde con abbigliamenti inusuali, fasciature o accessori che destano stupore e attirano l’attenzione dei tifosi. C'è ad esempio Luis Suarez che da tempo scende in campo con una vistosa fasciatura alla mano destra di colore blu

Un infortunio, scaramanzia o marketing? Lo vedremo più avanti. Di sicuro c'è che ormai il calcio è anche modo per mostrarsi alle telecamere, pubblicizzare nuovi articoli sportivi e di conseguenza ispirare giovani tifosi e non solo a copiare il proprio outfit.

Luis Suarez non è il solo a lanciare "mode" in campo: David Beckham, ad esempio, giocava tutte le partite con la maglia a maniche lunghe qualsiasi fossero le condizioni climatiche. E che dire di Edgar Davids? L'ex giocatore della Juventus era famoso per scendere in campo con gli occhiali. C’è anche l'attaccante del Leicester, Jamie Vardy, che gioca sempre con una fasciatura alla mano destra molto simile a quella di Suarez.

Perché Luis Suarez ha una fascia blu alla mano?

Il motivo sembra sia scaramantico. Sotto quella fasciatura c’è un tatuaggio che ha a che fare con la moglie, il figlio e la figlia. Ad ogni gol Luis Suarez bacia i loro nomi che in qualche modo lo proteggono e gli portano fortuna. Ma perché la fascia? Sembra che il tatuaggio sia un po' particolare o comunque personale e il Pistolero preferisca non mostrarlo alle telecamere. Ma come anticipato l'uruguaiano non è l’unico a scendere in campo con un accessorio simile. Ecco altri casi.

Alvaro Morata

Morata costretto dall'arbitro a cambiarsi i calzettoni durante la sfida di Champions contro il Borussia Mönchengladbach

L’attaccante del Chelsea non ha nessuna particolarità nel suo outfit sul campo da gioco, anzi diciamo pure che è uno dei più tradizionalisti. Ma non è sempre stato così. Probabilmente alcuni tifosi juventini si ricordano ancora quella notte di Champions League di tre anni fa. La Juventus è in trasferta in Germania in casa del Borussia Mönchengladbach e dopo pochi minuti dall’inizio del primo tempo Morata esce dal campo, si accovaccia davanti alla panchina e si toglie scarpe e calzettoni, rimanendo a piedi nudi davanti a un Allegri furioso. Perché? Semplice, il fiscalissimo arbitro Kuipers nota una specie di calzettone supplementare che Morata indossa all’altezza delle caviglie: è di colore fucsia, diverso dal rosa tenue dei calzettoni della divisa degli altri compagni. Cambio in corsa obbligatorio e Allegri è una furia a bordo campo e infatti a fine partita bacchetta lo spagnolo:

Il regolamento dice che la divisa deve essere uniforme, non si può mettere i calzini di un colore diverso: non è una sfilata di moda ma una partita di calcio! Sono molto arrabbiato per questo. Sono ragazzi e bisogna che inizino a capire certe cose

Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo e il nastro adesivo bianco fin sopra alla caviglia ai tempi dello United

Pochi fronzoli nell'abbigliamento e tanta classe, ma magari qualcuno di voi ricorderà che ai tempi del Manchester United lanciò una particolare moda: nastro bianco sul calzettone che partiva dalla caviglia fino a metà dei parastinchi. Da lui partì la moda poi copiata da molti altri giocatori. Oggi non si può più fare - come il caso Morata insegna - e infatti il colore del nastro adesivo deve essere lo stesso del calzettone. Oggi vanno molto di moda le trusox, calze speciali create per aumentare il grip della calza alla scarpa che a volte scivola sulla suola creando fastidi e vesciche.

Daniele De Rossi

Daniele De Rossi con la scaramantica maglia con una manica corta e una lunga a Euro 2012

Il capitano della Roma per un periodo della sua carriera è spesso sceso in campo con una manica lunga e una corta. Perché? Un rito scaramantico iniziato dopo una sfida di Champions League. De Rossi giocò una partita fantastica e durante il match un giocatore avversario, in un contrasto di gioco, si aggrappò alla sua maglia strappandogli una manica della divisa. Per un po' è andato avanti così finché non ha deciso di smetterla con la scaramanzia. In un’intervista di due anni fa, rispondendo alle domande dei tifosi della Nazionale, disse di aver mollato la sua scaramantica moda definendola "una sciocchezza". E aggiunse che l’aveva fatto solo perché erano uscite delle voci sulla sua scelta e gli faceva quasi piacere far parlare la gente di questa suo particolare abbigliamento. 

David Beckham

Un giovane David Beckham, ai tempi del Manchester United, con la famosa maglia a maniche lunghe

Quando era allo United Beckham cominciò ad usare la maglia a maniche lunghe. Non perché fosse un tipo freddoloso, ma per coprire i suoi tatuaggi. Addirittura, quando arrivò al Milan, l’Adidas pretese che al giocatore fossero sempre fornite maglie a manica lunga. Una trovata particolare che lo ha accompagnato fino alla fine della sua carriera ispirando una generazione. Pensate a Griezmann che ha detto di giocare sempre con la maglia a maniche lunghe proprio in onore del suo idolo del quale porta il numero sulla schiena.

Edgar Davids

Edgar Davids in un contrasto di gioco nella finale di Champions del 2003 contro il Milan

L’ex centrocampista di Ajax e Juventus è famoso per gli occhiali colorati che lo hanno accompagnato in tante sfide durante la sua carriera. Davids ha cominciato a indossarli dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico all’occhio destro per asportare un glaucoma. La prima volta, per la precisione, li ha indossati il 4 settembre 1999 in una partita amichevole tra la sua Olanda e il Belgio. In molti pensavano fosse una scelta pubblicitaria finalizzata a creare un personaggio. In realtà l’utilizzo delle lenti era necessario per motivi di salute. Se il glaucoma fosse avanzato, avrebbe potuto causargli l'addio al calcio giocato. Gli occhiali sono stati suoi compagni di vita calcistica fedeli e inseparabili. Ad un certo punto della sua carriera avrebbe anche potuto toglierli, ma ormai erano diventati un’abitudine e per questo lui stesso ammise di non volerci più rinunciare. Ormai si sentiva più sicuro indossandoli.

Jamie Vardy

Jamie Vardy e la sua mano destra con la fascetta azzurra, esulta dopo un gol

Anche l'attaccante inglese porta una fasciatura alla mano destra proprio come Luis Suarez, ma lui non deve coprire nessun tatuaggio: dietro c'è un infortunio. Il sodalizio tra Vardy e la sua fascetta inizia in un momento di relax alla fiera di Blackpool, quando decide di cimentarsi con uno di quei giochi che misurano la forza. L'attaccante ce la mette tutta nel colpire il punching ball tanto da rompersi un osso della mano destra. Ma non finisce qui. Nella stagione 2015/16, quella della leggendaria vittoria in Premier League del suo Leicester, alla quinta giornata in uno scontro di gioco si frattura due ossa del polso. Ma vuole continuare, si fa applicare un bendaggio e rimane in campo. Le Foxes erano sotto 0-2 in casa contro l'Aston Villa a poco più di un quarto d'ora dalla fine, Vardy dà un notevole contributo alla rimonta segnando anche una rete. Il gol che Jamie segna in quel match è il secondo di quei 13 in 11 partite che gli permisero di battere il record di van Nistelrooy come giocare a segno per più gare consecutive. Da allora, in partita, Vardy continua a proteggersi il polso con un bendaggio al quale applica un nastro adesivo del colore della maglia che indossa.

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