Interrogatorio tifosi Lazio: "Anna Frank? Credevo fosse figlia di Fantozzi"

La risposta di un supporter biancoceleste durante la deposizione fa infuriare il pubblico ministero: "Pensavo fosse Mariangela Fantozzi".

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Il Pubblico ministero della Procura di Roma ha perso le staffe nel corso degli interrogatori ad alcuni tifosi della Lazio, responsabili di aver riempito domenica 22 ottobre 2017 di adesivi antisemiti la Curva Sud dello Stadio Olimpico di Roma, occupata nel corso del posticipo della nona giornata di Serie A contro il Cagliari.

In occasione della sfida ai sardi, vissuta nella curva solitamente destinata ai sostenitori della Roma, alcuni tifosi biancocelesti hanno offeso i tifosi rivali con una serie di scritte offensive, condite da espressioni come "romanista ebreo" e "romanista Aronne Piperno", oltre ad una foto con il volto di Anna Frank con addosso una maglia della Roma.

Per i fatti dell'ottobre 2017 il questore di Roma Guido Marino aveva firmato quattro giorni dopo la partita Lazio-Cagliari i primi provvedimenti di Daspo (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) rivolti a 14 tifosi del club biancoceleste. Di questi, in 6 si sono volontariamente gratuitamente per gli interrogatori di rito. Nel corso dei quali una dichiarazione ha lasciato di stucco il pm. A riportarlo è il quotidiano Il Tempo. Uno degli ultras biancocelesti, infatti, avrebbe risposto di non sapere chi fosse Anna Frank, aggiungendo:

Pensavo fosse la figlia di Fantozzi, Mariangela. Non sapevo si trattasse di un’ebrea deportata.

Daspo per tifosi Lazio, l'interrogatorio: "Non sapevo sugli adesivi ci fosse Anna Frank"

Chiaro il riferimento a Mariangela Fantozzi, figlia del celebre ragioniere Ugo, uno dei personaggi cult della commedia italiana interpretato da Paolo Villaggio. La risposta fornita da uno dei tifosi della Lazio coinvolti nei fatti del 22 ottobre ha suscitato anche la reazione veemente del pubblico ministero che stava conducendo l'interrogatorio: "Lei sta scherzando?".

Bologna-Lazio 1-2, calciatori laziali con la maglia di Anna Frank
Bologna-Lazio 1-2, calciatori laziali con la maglia di Anna Frank nel riscaldamento

Il ritrovamento di quegli adesivi sulle vetrate e i seggiolini della Curva Sud dello stadio Olimpico sei mesi fa aveva portato all'apertura di un'inchiesta da parte della Figc e alla condanna dei fatti per mano della Comunità Ebraica di Roma. Nel turno successivo, giocato a Bologna, i calciatori della Lazio erano anche scesi in campo con magliette con il volto di Anna Frank per condannare l'accaduto. Accuse alle quali sui social persone vicine alla curva laziale avevano replicato spiegando che alla base del gesto c'era solo goliardia. Una tesi che la Procura di Roma sta verificando con gli interrogatori, che dovranno provare la possibilità di addebitare ai tifosi coinvolti l'accusa di istigazione all'odio razziale.

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