WWE, gli italiani volati a New Orleans per seguire WrestleMania 34

Tre ragazzi di Torino, uno di Firenze e una coppia di Pavia ci raccontano la loro esperienza a New Orleans per seguire l'evento dell'anno del mondo del wrestling.

Marco, Michele e Fabio, tre ragazzi di Torino a New Orleans per WWE WrestleMania 34

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Siamo a New Orleans e per le strade non si respira il solito clima. Certo, il Jazz e l’atmosfera carnevalesca la fanno sempre da padroni per le vie della città più famosa dello stato della Louisiana, ma tra un incrocio e l’altro è praticamente impossibile non incappare in uno bandierina, un cartellone o un fan shop di WrestleMania 34. Sì, la WWE ci sa decisamente fare sotto questo punto di vista, perché New Orleans sembra essersi momentaneamente trasformata in un enorme parco giochi a tema.

A partire dall’aeroporto, fino ad arrivare al rinomato French Quarter, non c’è un angolo che non ricordi in qualche modo l’appuntamento con lo show più importante dell’anno del mondo del wrestling. WrestleMania 34, così come le precedenti edizioni, è una macchina praticamente perfetta per produrre soldi e attirare appassionati da ogni parte del mondo.

Passeggiando per le vie di New Orleans incrociamo solo persone (di ogni sesso, genere ed età) con indosso una maglia, un cappello o un gadget di WrestleMania 34 o comunque collegato alla WWE. Alcuni di loro cantano il tormentone del momento “Rusev Day”, altri si esibiscono nel classico “Woo” di Rick Flair e così via.

WWE WrestleMania 34, le vie di New Orleans tappezzate di pubblicità
WWE, le vie di New Orleans tappezzate di immagini di WrestleMania 34

WWE, dall’Italia a New Orleans per seguire WrestleMania 34

Sembra di essere all’interno di un melting pot di culture diverse, legate dal comune denominatore della passione per il wrestling. E tra una lingua diversa e l’altra, sentiamo ogni tanto anche degli accenti familiari. Come quello di Francesco, ad esempio, tipicamente toscano:

Sì, sono di Firenze. È bello incontrare altre persone italiane qui a New Orleans.

Per lui è la prima volta negli Stati Uniti, ha scelto WrestleMania 34 come “battesimo” nonostante una passione per il wrestling ultra-decennale:

Lo seguo da tantissimo tempo, i wrestler a cui sono più affezionato sono Ultimate Warrior e The Undertaker. Oggi ho 40 anni e per una volta nella vita volevo vivere un’esperienza del genere. Poi chi lo sa, se ci sarà occasione magari tornerò anche nelle prossime edizioni, girando gli Stati Uniti. Comincio da New Orleans, poi vedremo.

L'indimenticata stella WWE, Ultimate Warrior
Ultimate Warrior, indimenticata stella WWE

Giriamo l’angolo e veniamo fermati da tre ragazzi, Marco, Michele e Fabio, con un dialetto che ci porta più a nord:

Noi siamo di Torino. E poi dicono che noi italiani non seguiamo questi eventi...

Loro sono più esperti rispetto al fan precedente di Firenze, visto che il primo è alla seconda edizione e gli altri due addirittura alla quarta. Il motivo ce lo spiega Michele:

Noi ci muoviamo già che altro in base alle sedi dell’evento, quando vale la pena visitare la città. In questo modo uniamo la passione per il wrestling a un bel viaggio. E a chi ci dice che si spende troppo, rispondo che la spesa alla fine è la stessa che si spenderebbe per fare una bella vacanza in Italia.

Ha la stessa idea Marco, con il quale si è conosciuto proprio in fila a un evento WWE a Milano:

Ci siamo incontrati in quell’occasione e da quel momento abbiamo iniziato a guardarci insieme i PPV. Poi abbiamo condiviso anche questi viaggi negli States, un’esperienza che dovrebbero provare tutti gli appassionati. L’atmosfera che si percepisce nelle città che ospitano l’evento è indescrivibile, non ha eguali. Un linguaggio universale che ti mette in contatto con ogni persona del mondo.

Tra merchandise, regali e un consiglio a Vince McMahon

Loro tre riescono a dare benissimo l’idea di quanto sia produttivo per la WWE organizzare ogni anno eventi di questo calibro, capaci di generare milioni di euro solo attraverso la vendita del merchandise:

Io mi sono trattenuto - ci dice Fabio - e ho speso “solo” 105 dollari. Mi sono preso tre magliette, una di Daniel Bryan.

A tal proposito, approfondisce il discorso Marco:

Sì, diciamo che la sua maglia l’abbiamo presa tutti, perché con il suo ritorno all’attività si chiude idealmente il cerchio.

Lo spendaccione del gruppo è però Michele, che quest’anno rispetto alle precedenti occasioni si è superato:

Ad Axxess ho speso la bellezza di 280 dollari, mi sono sempre pentito di non essere andato oltre la maglietta dell’evento. Questa volta invece mi sono superato: ne ho prese 3 per me, una di Brock Lesnar per la mia fidanzata e una per mia mamma. Lei va per la sessantina, ma è freschissima e appassionata di wrestling quanto me. Per concludere, infine, ho comprato anche delle Action Figure di Stone Cold Steve Austin e Charlotte Flair.

WWE WrestleMania 34, le Action Figure in vendita all'Axxess
Le Action Figure in vendita all'Axxess di WWE WrestleMania 34

Sempre Michele, in arte Tony Mancino per il passato da rapper, poi entra sul tecnico, dando anche un consiglio al proprietario della WWE, Vince McMahon:

Se fosse per me eviterei tutte le “bambinate”, come Rusev Day, Breezango, ecc. Quello che è successo a NXT Takeover New Orleans può essere rappresentato al meglio dall’hashtag #VinceSeiInBuoneMani. Di talenti veri ce ne sono tantissimi, li possono valorizzare, senza lasciarli andare via. Quello che è accaduto a EC3 è l’esempio: è stato trattato un po’ come Giovinco, visto che è dovuto andare altrove per potersi far conoscere e poi è stato richiamato. E poi c’è un altro consiglio che vorrei dare a Vince: porta prima possibile in WWE gli Young Bucks (un Tag Team attualmente nella New Japan Pro Wrestling)!

Marco e Alessandra, da Pavia pensando al matrimonio

Il nostro giro turistico di New Orleans a caccia di italiani a questo punto è pressoché concluso. Almeno così pensiamo. Ma rientrando in hotel ecco che ci troviamo di fronte a una graditissima sorpresa. Di fronte a noi sbucano Marco e Alessandra, una coppia di Pavia che avevamo conosciuto proprio un anno fa a Orlando. Entrambi fan sfegatati di wrestling, non si perdono una WrestleMania dalla 26esima edizione, rimandando tra le altre cose il matrimonio:

Sì, i soldi - spiega Marco - li mettiamo da parte per farci questi viaggi. Non è semplice visto che io sono un magazziniere e lei fa le pulizie. Ma in un modo o nell’altro riusciamo sempre a trovare un modo per essere presenti.

Il sogno di sposarsi, però, non è affatto abbandonato, come spiega Alessandra:

Magari se la WWE decidesse di scegliere come sede Las Vegas potremmo farlo lì, sarebbe più semplice. Vediamo cosa riserverà il futuro.

Non sarà sicuramente il prossimo anno, visto che nel 2019 WrestleMania 35 si terrà in New Jersey, ma ci sarà tempo e modo in futuro per farlo (Vince, mettiti una mano sulla coscienza), a patto che i prezzi non siano troppo elevati:

Quest’anno abbiamo speso 5000 dollari in due, perché abbiamo acquistato due Platinum Package. Una bella somma, è vero, ma ne vale la pena perché inclusi c’erano due ingressi ad Axxess a testa, NXT Takeover, WrestleMania 34 e Raw. Praticamente ci manca solo SmackDown.

WWE WrestleMania 34, Marco e Alessandra arrivano da Pavia
Marco e Alessandra, da Pavia per WWE WrestleMania 34

A tutto questo hanno dovuto aggiungere ovviamente anche le spese per il volo e i 600 dollari complessivi per portarsi a casa cimeli dell’evento:

Si fa presto a raggiungere simili cifre. Le magliette adesso costano 35 dollari l’una.

Tra gli acquisti c’è anche un cappello di Shinsuke Nakamura che indossa Alessandra:

Il suo è il match più atteso, anche se ancora non so per chi tifare tra lui e AJ Styles. Vediamo.

La pensa come lei anche Marco, che però aggiunge un altro punto di interesse della serata ricca di emozioni:

C’è ovviamente da seguire il ritorno di Daniel Bryan e poi voglio vedere come se la caverà Ronda Rousey. Il suo debutto è la vera novità di questa edizione.

E se lo dicono due esperti come loro, ci dobbiamo credere senza ombra di dubbio.

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