Ossessione De Bruyne: "Essere migliore di Messi e Cristiano Ronaldo"

Quando perdeva da ragazzino, si sedeva al centro del campo e non voleva più alzarsi: ora vuole superare Cristiano Ronaldo e Messi, vuole essere il migliore

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L'ossessione che rende migliori. Kevin De Bruyne, crack del Manchester City, è in lotta aperta con l'egiziano Salah del Liverpool per il posto di "MVP" della Premier League, ma guarda in Liga. 

Con ossessione, il centrocampista belga è concentrato sul campionato del Manchester City, reduce dall'umiliante lezione fornita generosamente dal Liverpool di Klopp in Champions League. 

Con ossessione, presta orecchio a tutto quello che succede in Liga spagnola. De Bruyne guarda in alto, controlla il rendimento di Messi e Cristiano Ronaldo, li studia, "vuole essere migliore di loro". Chissà quanto ci pensa davvero. Chissà quanto il punto più alto ossessiona il talento, lo perfeziona, lo avvicina. 

Essere il migliore del mondo è ossessione solitaria da sempre, anche per De Bruyne
Essere il migliore del mondo è ossessione solitaria da sempre, anche per De Bruyne

L'ossessione di De Bruyne: Cristiano Ronaldo e Messi sempre in mente 

Ogni pensiero ricorrente ha chi lo può raccontare, perché passa attraverso troppi gesti per rimanere nascosto. Domenico Olivieri, 50enne italo-belga, ha allenato De Bruyne, prima del suo passaggio al Chelsea nel 2012. Lo ha scoperto insieme a Jan Van Troos, il suo primo allenatore, che ne descrive un carattere silenzioso, ossessionato dalla vittoria: 

Da bambino, c'era chi dubitava del suo carattere, quando perdeva si arrabbiava molto. Una volta ha perso un torneo giovanile con il Genk in Olanda, si è seduto in mezzo al campo e non voleva più alzarsi. Si è seduto lì, era molto arrabbiato. Volevano chiudere il torneo e passare alla partita successiva, lui era lì da 20 minuti. Suo padre è entrato in campo e lo ha portato fuori. Odiava perdere

One step closer 💪🏼

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L'ossessione silenziosa di De Bruyne non è solo vincere. Guarda spesso alla parabola perennemente ascendente di Messi e Cristiano Ronaldo. Non è il suo dribbling che ha colpito gli osservatori, non solo quello: 

A quell'età  il migliore non è sempre chi dribbla tre avversari. Kevin tira fuori il calcio dalle sue gambe. Quello che ha più colpito l'attenzione è la forza con cui toccava il pallone

Olivieri lo ha allenato da giovanissimo, ne ricorda gli spigoli, la sensazione di non aver al suo fianco abbastanza capitale umano per poter migliorare, la sensazione di non essere sottoposto al giusto allenamento. Una volta in salita con le mountain-bike si arrabbiò tantissimo: 

Aveva 17 anni e ricordo che è venuto con il viso molto rosso e ha detto: ‘Ehi, che ca*** di mer@@ è questo? Questo non ha niente a che vedere con il calcio'. Non lo dimenticherò mai. Abbiamo dovuto insistere, gli abbiamo detto: “Kevin, questo riguarda il carattere”. Alla fine ha finito la salita, ma la sua passione era il calcio, lo fece di malavoglia. Quello è Kevin De Bruyne. Per i suoi compagni non è stato facile, non accettava la sconfitta, non era mai soddisfatto. Si lamentava perché gli altri giocatori non erano al suo livello

Ora gioca con i migliori del mondo, ma la sua ambizione continua a guardare oltre, continua a pensare ai migliori, a come superarli, a come metterseli alle spalle. Lavora per quello, Kevin De Bruyne, anche se è talmente riservato da non farne parola con nessuno. Continua Olivieri: 

Non lo dirà mai ad alta voce, ed è meglio che non lo faccia, ma credo voglia essere il migliore del mondo. Si parla sempre di Cristiano Ronaldo e di Messi, dei loro gol e assist, ma Kevin vuole avvicinarsi sempre di più. Tra qualche anno Messi e Cristiano Ronaldo cominceranno a rallentare e Kevin continuerà la sua strada verso la vetta. Non parla molto, non dice stupidaggini, è di poche parole. Lavora duro e sa quello che vuole: essere migliore di Messi e Cristiano Ronaldo.

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